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Istituzione Ministero della Salute. Se ce n'e' davvero bisogno, discutiamo di poteri e competenze

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Intervento della sen. Donatella Poretti, Radicali-Pd

Oggi, in Aula al Senato, si e' affrontato l'esame del disegno di legge n.1691 sull'Istituzione del Ministero della salute e incremento del numero complessivo dei Sottosegretari di Stato. Di seguito il mio intervento:

Signor Presidente, senatori, senatrici, signori del Governo,
credo che ci siano buone ragioni per pronunciare un si' al Ministero ed al Ministro della salute cosi' come per un no. Fino ad oggi nel Governo Berlusconi erano prevalse le ragioni del no ed infatti, a tutt'oggi, siamo senza un Ministro ma con un Vice Ministro della salute.
Le buone ragioni per il no possiamo riassumerle in una battuta. L'evoluzione del modello di organizzazione sanitaria in Italia negli ultimi 30 anni rileva una tendenza al decentramento e al federalismo sanitario che, quindi, vede come naturale conseguenza il declassamento del Ministero della salute a dipartimento, appunto con un Vice Ministro. Se siamo qui oggi -ricordo che lo siamo anche grazie ad una mozione dell'opposizione, con primo firmatario il senatore Ignazio Marino, in cui si chiedeva di rivalutare invece la necessita' di avere un Ministero- evidentemente prevalgono, anche nella maggioranza, le buone ragioni per avere un Ministro della salute.
Possiamo riassumere le buone ragioni altrettanto brevemente. Intanto, nella maggioranza dei Paesi industrializzati ci sono un Ministro e un Ministero autonomi, in alcuni sono stati adottati anche modelli di accorpamento con il Ministero del lavoro o degli affari sociali (per anni cio e' successo in Francia, dove attualmente c'e' un Ministero della salute e dello sport), prevedendo comunque all'interno un dipartimento di salute con un responsabile senza rango di Ministro, ma di Vice Ministro o di Sottosegretario. Comunque, anche in questi Paesi la situazione si e' sempre alternata.
Pensiamo poi che siamo in Italia, dove abbiamo un sistema sanitario nazionale, in cui la salute e' uno dei maggiori obiettivi -cosi' come in ogni Paese- e la sanita' e' uno dei settori piu' importanti: vale da noi il 9 per cento del PIL (tenendo conto anche dell'indotto, gli occupati superano un milione e mezzo), presenta strutture su tutto il territorio nazionale, interessa la totalita' dei cittadini. Di piu' possiamo dire che non soltanto la salute e' un diritto riconosciuto dalla nostra Costituzione, ma e' un diritto umano e che quindi in quanto tale va tutelato: queste sono le buone ragioni che ci fanno propendere per avere un Ministro e un Ministero della salute autonomi, forti e indipendenti.
Fatta questa premessa, intervengo su un piccolo dibattito che si e' aperto e sul fatto che questo disegno di legge, in realta', e' l'accorpamento di due disegni di legge. Da una parte, c'e' l'istituzione del Ministero della salute e, dall'altra, esso utilizza le buone ragioni per l'istituzione del Ministero della salute per ampliare il numero dei componenti del Governo. Si e' detto chiaramente che l'operazione di ampliare il numero dei componenti del Governo e' legittima. Nessuno s'impicca se essi devono essere 60, 61, 63, 73, 83 o 93, pero' si evita, nel caso, di mischiare le due questioni; di chiedere cioe' un voto sul Ministero della salute, cosi' importante e, con l'occasione, rifilare un paio di Sottosegretari ad altri Ministeri che nulla c'entrano con il Ministero della salute. E' sicuramente una critica forte che va rivolta a questo disegno di legge.
Veniamo poi all'altro tema portante di questo dibattito, sottolineato in piu' emendamenti dell'opposizione -alcuni li abbiamo presentati anche noi come delegazione radicale- che rilevano l'assoluta mancanza di opportunita' nello scrivere e specificare nella legge che il Ministro della salute deve prendere le decisioni di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze. Per certi versi, cio' potrebbe apparire pleonastico dato che il Consiglio dei ministri e' organo collegiale e, quindi, tale concerto deve sempre essere previsto quando si prendono delle decisioni. Se le preoccupazioni fossero semplicemente di tipo tecnico-economico, basterebbe specificare e sapere che ogni decisione di tipo economico e', fra l'altro, sempre sotto il controllo e le valutazioni della ragioneria di Stato; invece, scriverlo nero su bianco nella legge sembra voler specificare che si va a creare un Ministero della salute che pero' e' sostanzialmente dipendente dal Ministero dell'economia e de
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finanze.
Questa operazione, nei fatti, renderebbe pressoche' inutile l'istituzione di un nuovo Ministero e porterebbe a concludere che il vero obiettivo del disegno di legge sia quello di ampliare il numero dei posti a sedere nel Governo. Siccome io credo che non sia questa la volonta', mi auguro che questo avvio di discussione generale porti ad accettare gli emendamenti, come quello sulla soppressione delle parole "di concerto". Questo intervento, per certi versi preannunciato, porterebbe a un Parlamento, a una maggioranza e a un'opposizione che, votando insieme l'istituzione del Ministero della salute, lo rafforzerebbero gia' nei fatti. Cio' vedrebbe davvero uscire da quest'Aula un Ministero piu' forte e autonomo.
Quindi, le buone ragioni per accettare questi emendamenti risiedono anche in questo specifico elemento. Se, appunto, esistono buone ragioni per istituire un Ministero della salute, e' perche' esiste un sistema sanitario nazionale. Vi sono certamente le competenze, la forza e il governo delle Regioni, ma il sistema sanitario e' nazionale ed il diritto alla salute e' riconosciuto nella Costituzione. Sicuramente, il Ministero della salute avrebbe anche il compito di riuscire a garantire che tutti i cittadini, di quelli che nascono e vivono al Nord come di quelli che nascono e vivono al Sud, abbiano esattamente gli stessi diritti in tema di salute e lo stesso tipo di offerta sanitaria.
In questa ottica, noi abbiamo presentato anche un ordine del giorno (che illustreremo al momento della votazione) (1). Per certi versi, noi confidiamo che esplicitamente si preveda che questo nuovo Ministero della salute sia in grado e abbia il compito di organizzare la valutazione indipendente di tutti i servizi e delle strutture del sistema sanitario, nonche' l'organizzazione dell'informazione sui risultati delle valutazioni in modo facilmente accessibile ai cittadini. Il Ministero dovrebbe praticamente svolgere un compito che al momento nessuno svolge all'interno del sistema sanitario: fornire cioe' degli strumenti di valutazione e di conoscenza, in modo indipendente da chi eroga i servizi, vive e ha interessi nella sanita', perch vediamo bene quanti, di che tipo e di che portata siano gli interessi della sanita' e non tanto della salute dei cittadini. Questi strumenti dovrebbero essere forniti ai cittadini in maniera tale che essi possano scegliere le strutture di cura e
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percorsi terapeutici, conoscendone anche la reale efficacia. Insomma, e' il solito sistema di valutazione, di informazione e di scelta consapevole dei cittadini. E' quindi riportato anche in questo ambito il principio piu' generale e fondativo di qualsiasi societa' liberale, quello del conoscere per deliberare.
Concludo ribadendo che c'e' si' bisogno di un Ministro della salute in Italia. Se c'e' davvero bisogno di questo Ministro, discutiamo di quali poteri e competenze, di quale grado di autonomia e di forza vogliamo dare al nuovo Ministro della salute, se vorremo istituirlo, da quest'Aula del Parlamento.


(1) l'ordine del giorno e' stato successivamente approvato http://blog.donatellaporetti.it/?p=813

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