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Laura Garavini commenta l’annuncio del premier

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Per una politica seria in favore dei ricercatori, invece di una misura una tantum finanziata con soldi sporchi
 
“Le promesse di Berlusconi servono soltanto a spacciare meglio il regalo che il Governo ha fatto agli evasori e ai mafiosi attraverso lo scudo fiscale. Sono promesse di un Governo che finora ha fatto solo del male all’università e alla ricerca italiana”. L’on. Laura Garavini commenta così le ultime dichiarazioni di Silvio Berlusconi che in un’intervista al TG5 aveva detto che i soldi che rientreranno in Italia con lo scudo fiscale serviranno “per spese di buon senso, come università e sanità” e per dare una mano ai bisognosi.
 
“Viene da chiedersi, tuttavia, come mai il Governo si ricordi solo adesso dello stato deplorevole della ricerca italiana”, dice la deputata eletta nella circoscrizione estero e prima firmataria della proposta di legge PRIME. Dal blocco del turnover al colpo di forbice ai fondi per le università: per la Garavini “l’ultima Finanziaria ha semmai contribuito ad accelerare ulteriormente la fuga dei cervelli che è diventata ormai un vero e proprio esodo”. Nasce così un sospetto: “Che l’ultimo annuncio di Berlusconi sia soltanto un’altra mossa di marketing politico.”
 
È improbabile, secondo la parlamentare, “che da un’imposta una tantum arrivi granché per il sistema della ricerca scientifica in Italia. Impossibile dire oggi a quanto ammonterà il ‘tesoretto’ da destinare alla ricerca”. Poi l’affondo della Garavini: “Il sostegno alla ricerca italiana non si dovrebbe basare su soldi sporchi che provengono da affari quali il traffico di droghe, armi e esseri umani. Ci vuole una politica seria per la ricerca e l’università. I nostri ricercatori in Italia e all’estero chiedono un piano di finanziamento sostenibile, a lungo termine e un sistema della ricerca che si basi sul merito”.
 

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