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Alla luce delle ultime notizie giudiziarie relative alla nuova inchiesta, avviata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia

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Alla luce delle ultime notizie giudiziarie relative alla nuova inchiesta, avviata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, e relativa alle indagini dell’alluvione che ha colpito quel territorio il 3 luglio 2006, ritengo di dover rendere nota la allegata lettera che in data 31 luglio 2009 ho indirizzato all’on. Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia e delle Finanze.
Ricordo che, sempre in data odierna, il Governatore della Calabria, Agazio Loiero, ha nominato Gaetano Ottavio Bruni suo capo di gabinetto.
                               

 


                                                                On. Giulio TREMONTI
Ministro dell’Economia e delle Finanze
                                                                Roma


Onorevole Ministro,

 agli inizi del corrente mese di luglio, il Consiglio dei Ministri ha prorogato lo stato di emergenza nel territorio della provincia di Vibo Valentia colpito dagli eventi alluvionali del 3 luglio 2006, al fine di completare gli interventi di ripristino e favorire la ripresa delle attività produttive non agricole danneggiate.
 Con ordinanza n. 3531 del 7 luglio 2006, il Consiglio dei Ministri ha nominato Commissario Delegato il Presidente della Regione Calabria, assegnandogli funzioni e compiti relativi agli interventi urgenti e alle iniziative necessarie al superamento dello stato emergenziale .
 Il Commissario Delegato della Regione Calabria nel giugno del 2009 ha emesso l’ordinanza n. 97 con la quale sono stati stanziati sette milioni di euro in favore della provincia di Vibo Valentia ed un milione in favore del locale Consorzio per lo Sviluppo Industriale. Lo stanziamento è stato finalizzato all’esecuzione di lavori per la messa in sicurezza di buona parte del Comune di Vibo Valentia.
 Inoltre, sono state ammesse al finanziamento 51 aziende colpite dall’alluvione del luglio 2006, con gli aiuti provenienti dalle misure previste nell’Accordo di Programma Quadro “Emergenza Vibo”. Per le Aziende non sono stati previsti gli investimenti in opera muraria, che verranno realizzati direttamente dal Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Vibo Valentia, per un valore di investimenti pari a circa 6,4 milioni di euro.
 Tutto potrebbe apparire lecito e condivisibile se non si prendesse in considerazione che il Presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Vibo Valentia, dal marzo 2009 (guarda caso!) e per volontà del Commissario Delegato, è Ottavio Bruni, rinviato a giudizio, con l’accusa di abuso di ufficio durante il suo incarico di ex Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia.

 

 

Il signor Ottavio Bruni, dopo aver ultimato l’incarico di Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia, è stato designato dal Governatore Loiero a cd. Sottosegretario regionale, pur in mancanza dei requisiti previsti dall’articolo 7, comma 6, del D.Lvo. n. 165/2001, richiamato nello stesso decreto di nomina.
 Da tale incarico il Bruni è stato costretto a dare le dimissioni per uno scandalo che lo ha colpito nel mese di luglio dello scorso anno 2008. La di lui figlia Francesca è stata sorpresa, in una villa della città di Vibo Valentia, con il latitante Francesco Fortuna, ritenuto un elemento di spicco del clan mafioso Bonavota di Sant’Onofrio (V.V.). Nel luogo della cattura gli inquirenti hanno trovato, tra l’altro, un vero e proprio arsenale di armi, pronto per essere utilizzato.
 Come sopra ricordato, nel marzo 2009, per palese volontà del Governatore Loiero, così come riportato ampiamente dalla stampa locale, Ottavio Bruni è stato designato a Presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Vibo Valentia.
 Occorre, altresì, ricordare che le cosche della ‘ndrangheta vibonese hanno sempre evidenziato  grandi interessi per i flussi finanziari legati allo sviluppo di quel territorio, ed anche il clan Bonavota ( al quale appartiene il Francesco Fortuna), come si evince dall’inchiesta “Uova del drago”, ha evidenziato “appetiti” sulla nuova area industriale.
 Per quanto sopra, credo sia necessario un’ adeguato intervento per far si che i soldi pubblici finanziati per il ripristino e la ripresa delle attività produttive danneggiate dall’alluvione del 3 luglio 2006, non continuino ad essere gestiti da chi ha alle spalle situazioni giudiziarie e di collusione quali quelle descritte.
 Fidando nella Sua opportuna attenzione, invio cordiali saluti.

 


Roma, 31 luglio 2009
 


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