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AFGHANISTAN – DI BIAGIO (PDL), “IL TIMES? LA MIGLIORE ARMA DI MURDOCH CONTRO IL PREMIER”
Roma 15 ottobre 2009 – “La battaglia economico-commerciale del gruppo Murdoch contro il Premier a quanto pare rischia di approdare a livelli talmente infimi da toccare nel profondo la storia, la dignità e l’orgoglio del nostro Paese. Dopo l’ennesima accusa, stavolta connotata dalla componente dell’infamia, che ha coinvolto anche Parigi ed si suoi caduti in Afghanistan reclamiamo un cambiamento di rotta da parte del colosso editoriale, una reale presa di responsabilità affinché si cominci ad affrontare la questione ad armi pari”. Lo ha dichiarato Aldo Di Biagio, promotore di una manifestazione a Londra sotto la sede del Times.
“E fin troppo semplice fare politica, con toni aggressivi ed infami nascondendosi dietro un’impalcatura commerciale – continua Di Biagio – così come sta facendo il magnate australiano da mesi, riflettendo sugli editoriali dei propri giornali accuse e affondi che poco hanno a che vedere con la politica commerciale e con le dinamiche imprenditoriali, ma che invece pretendono di fare politica e di animare campagne di controinformazione, prescindendo dalle costrizioni e dai vincoli morali a cui un politico è vincolato, ma dando libero sfogo alle proprie subdole prese di posizione in nome di una malintesa libertà di stampa”.
“Qualche giorno fa il presidente Obama accusava la Fox di Murdoch di non essere un network giornalistico ma un vero e proprio partito avversario – evidenzia – e questa frase solenne se trasportata dalla cornice della asa bianca a quella di Palazzo Chigi non sembrerebbe perdere veridicità, colore e tonicità”.
“Su questa riflessione – sottolinea - si poggia l’essenza della protesta che insieme ai referenti del PdL di Londra sto predisponendo per le prossime ore, in questa occasione provvederemo a consegnare una nota al direttore del Times, che sarà divulgata a mezzo stampa ed in riferimento alla quale mi aspetto un riscontro ufficiale”.
“Faremo sentire la nostra voce – conclude - ad un potentato editoriale che ha tutte le forme di un estemporaneo movimento politico o giù di lì, con l’auspicio che il signor Murdoch possa avere in futuro il buon senso di scendere in politica, qualora intendesse continuare a fare opposizione ad oltranza a questa o a quella amministrazione, piuttosto che nascondere rimpianti economici o vendette editoriali dietro articoli che infamano anche la memoria di caduti su terreni ostili”.




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