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Serie serissime amenità sul crocifisso

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Il direttore de' Il Tempo (12 novembre) riguardo a coloro che sono contrari all'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche, scrive: "Dobbiamo tener ferma la barra del buon senso, quello della gente normale che non ci sta a farsi portare il cervello all'ammasso da presunti intellettuali che hanno studiato, se va bene, sul Bignami". E poi a fianco, nella stessa pagina, pubblica seriamente: "L'intervento". Un pezzo che se non fosse per lo stile, sembrerebbe scritto (per la comicità) da Paolo Villaggio. Ma la firma è del pediatra Italo Farnetani. Ripeto: vuole essere serio, quindi il lettore cerchi di trattenere la risata oceanica. Ecco: "L'esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche favorisce la crescita del bambino e dell'adolescente: le motivazioni sono tre, di tipo psico - pedagogico. Vediamole. 1) Il Crocifisso fa parte della cultura e delle radici collettive e familiari, pertanto i bambini fin da piccoli si abituano a vederlo e forma così le radici che sono essenziali per la crescita...2) Il Crocifisso in classe garantisce quella continuità fra famiglia e scuola che previene molti stress. 3) Anche se si tratta della rappresentazione di una condanna a morte, non si deve aver timore che il bambino ne possa restare turbato perché fino a dodici anni il suo ragionamento si basa solo su ciò che vede e ricorda, ma la crocefissione è ormai così lontana...". Ed ecco come conclude, il pediatra: "Queste motivazioni sono così chiare che in una indagine di due anni fa, che ho condotto fra un campione di 101 pediatri italiani ho rilevato che l'84,6% è favorevole all'esposizione del Crocifisso nelle scuole". Un mio consiglio alle famiglie che tengono alla crescita dei loro figlioletti: riempite le parete domestiche di crocifissi.
 
Elisa Merlo

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