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IL Senato partorisce il decreto salva precari, in Lombardia non salva nemmeno uno

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Con 137 sì, 113 no e sette astenuti il senato approva il
decreto sui precari nel testo pervenuto dalla Camera,
bocciando gli emendamenti presentati dall' opposizione.
Il decreto, composto di un solo articolo, che reca «disposizioni
urgenti per garantire la continuità del servizio scolastico per
l'anno 2009 - 2010», è definitivamente convertito in legge.

Hanno votato a favore Pdl e Lega, contro Pd e Idv che hanno contestato il fatto che questo provvedimento sia stato definito «salva precari», ritenendo i suoi effetti del tutto opposti, mentre l'Udc e la Svp si sono astenuti.

Secondo Leonardo Donofrio dello IUniScuola - «per le 5.000 vittime dei tagli»- nelle scuole statali della Lombardia non esiste al momento nessuna previsione di assunzione al lavoro » .
L'unico dato pubblico è «l'Elenco offerte formative» aggiornato al 18 novembre 2009 sul sito della Regione Lombardia.
fonte http://ataiuniscuola.blogspot.com/2009/11/con-137-si-113-no-e-sette-astenuti-il.html

 

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data maurizio, 20 Novembre, 2009 17:39:32
    Il Documento di Programmazione Economico-Finanziaria per il quinquennio 2009-2013, ha delineato uno schema di risparmio finanziario di 7.832 milioni di euro nel settore dell’istruzione tradottosi, solo nel corrente anno scolastico e in forza della legge finanziaria per il 2009 (legge del 22 dicembre 2008, n. 203), nella riduzione di 42.103 posti per i docenti e di 15.167 posti per il personale A.T.A e nella disoccupazione di 26000 precari privati della possibilità di rinnovo contrattuale. Tale assetto produrrà, inoltre, la decurtazione di ulteriori 45.236 unità per l’organico docente e di 29.334 unità per il personale A.T.A., profilandosi, in tal guisa, un futuro incerto per circa 340.000 precari del comparto scuola. Tutto questo comporterà inevitabilmente l’aumento del numero di alunni per classe con il conseguente innalzamento del rapporto alunni/docente (incrementato di un punto percentuale da 8,9 a 9,9) in palese violazione delle norme sulla sicurezza nelle classi con più di 25 alunni (L. n. 820 del 1971; D.M. 26.08.1992, n. 292; D. Lgs. 9/4/2008, n. 81), la soppressione delle cattedre, la razionalizzazione e accorpamento delle classi di concorso in tutti gli ordini e gradi di istruzione e, in particolare, nella scuola primaria e nella scuola secondaria di II grado. L'Italia sta portando avanti, con l'attuale governo Berlusconi, una politica di tagli alla scuola pubblica: tagli devastanti che non hanno paragoni con il trattamento riservato agli altri settori della finanziaria e sembrano più corrispondere ad un vero progetto ideologico reazionario più che ad una risposta alla crisi economica, scoppiata fra l'altro successivamente al DL n. 137 e all'art.133 della Finanziaria 2008 di Tremonti. Di fronte ad un investimento planetario nel campo della conoscenza e dell'istruzione, gli USA di Obama in testa, l'attuale ministro Gelmini, invece, s'inorgoglisce in televisione per l'aumento del 10% delle bocciature nell'ultimo anno scolastico. La scuola, è l'ultima difesa che la nostra società possiede di fronte al pericolo del pensiero unico e semplificato, prodotto da quella poderosa macchina del consenso che è il sistema mediatico, monopolizzato in Italia da un unico soggetto economico-politico.