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Disposizioni per l'erogazione dell'assegno sociale agli italiani residenti all'estero

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Dopo tanti giorni di parole ed argomentazioni sull’iter e la validità della proposta di legge dell’Onorevole Mariza Bafile (A.C. 3008 - Disposizioni per l'erogazione di un assegno di solidarietà ai cittadini italiani anziani emigrati residenti all'estero, presentata e annunziata il 2 agosto 2007), dopo il periodo di stallo della precedente che aveva data un anno prima (06 luglio 2006), anche io desidero esprimere la mia opinione, e da italiano e da deputato. 
La mia proposta - Disposizioni per l'erogazione dell'assegno sociale agli italiani residenti all'estero  A.C. 1843 presentata il 23 ottobre 2006, annunziata il 24 ottobre 2006, come del resto quella dell’On. Riccardo Antonio Merlo Modifica all'articolo 3 della legge 8 agosto 1995, n. 335. Disposizioni per il riconoscimento del diritto all'assegno sociale in favore dei cittadini anziani o inabili emigrati e residenti all'estero A.C.2473 (presentata il 29 marzo 2007, annunziata il 30 marzo 2007) sono state presentate antecedentemente quella dell’Onorevole Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati.
Come ricordava anche il Presidente del Comites di Bahia Blanca, Juan Carlos Paglialunga, la questione dell’assegno di solidarietà ha radici ben lontane, precisamente nel 1986 quando il sottoscritto era Presidente della circoscrizione consolare di Rosario del Comites, presso il quale sono sempre stato rieletto  per quattro mandati consecutivi, fino al 2009, e poi, con la nascita del CGIE, del quale anche sono stato membro dal 1991 al 2005, il voler riconoscere un assegno di solidarietà è diventata quasi una sorta di missione.
Benvenuta sia anche la proposta dell’Onorevole Bafile che renderà felici molti per il periodo 2008/2011, ma la mia proposta era più mirata, era rivolta ad un periodo più lungo e comunque di durata limitata.
Infatti, la proposta da me portata in Aula, prendeva in considerazione esclusivamente coloro che sono nati in Italia e risiedono all’Estero e che hanno un’età maggiore dei 65 anni.. Così facendo la spesa sarebbe inferiore perché limitati e a finire il numero di coloro che ne hanno fatta richiesta. In tanti fanno la spola tra l’Italia ed il resto del mondo solo per la riscossione della pensione, cosa che sarebbe molto più facile accreditandola direttamente nel Paese di residenza.
Coloro che sono nel pieno diritto di godere di questo assegno sociale, sono coloro che hanno lasciato la Patria per l’Estero, non per piacere ma perché si usciva da una guerra persa e il sistema economico non lasciava intravedere vie di uscita e di risanamento. Persone che hanno lasciato la famiglia e giunti in terra straniera hanno lavorato per poter mettere da parte qualcosa e che talvolta non sono più potuti neanche tornare in Patria dopo una vita di stenti.
Da parte mia, continuerò a sollecitare l’avanzamento della mia proposta, convinto che sicuramente si porterà del bene a costi inferiori a tanti Italiani che non hanno mai smesso di sentirsi tali e soprattutto che lo sono per nascita e non per diritto acquisito, e che quindi ne godono pieno diritto.
Seguirò l’andamento dei lavori battendomi per questi che sono sacrosanti diritti dei nostri Italiani fuori dall’Italia.

 


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