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Cogliere l’occasione del rinvio del provvedimento sulla cittadinanza per aprirsi alle richieste degli italiani all’estero

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Le divisioni nella maggioranza e il tentativo di non manifestarle in una fase preelettorale come questa che stiamo attraversando hanno indotto la maggioranza alla Camera a rinviare in commissione il provvedimento di riforma della cittadinanza.
Non è un mistero che tra le diverse componenti dello schieramento di governo su alcuni passaggi di questo provvedimento vi siano differenze tanto profonde quanto normalmente ce ne possano essere tra governo e opposizione. E’ una decisione che la dice lunga sul respiro e la determinazione con cui la maggioranza si appresta ad affrontare la conclamata stagione riformatrice. Se questo è l’esordio, c’è poco da essere allegri…
Intanto i problemi grandi e veri, come quello della cittadinanza, restano per strada. Lo diciamo, naturalmente, senza rimpianti per il testo arrivato all’esame dell’aula, che è limitativo e molto discutibile nel suo orientamento di fondo. Solo l’intenzione di continuare a cavalcare quelli che di recente il giornale della Santa Sede ha definito richiami di razzismo può impedire soluzioni ormai mature e improcrastinabili. Ci riferiamo, ad esempio, all’adeguamento delle procedure di naturalizzazione degli stranieri che in Italia si sono bene integrati e manifestino la volontà di diventare cittadini del loro nuovo paese, o al riconoscimento dell’italianità di ragazzi che sono nati qui e compiono interi cicli di studio nelle nostre scuole.
Per quanto ci riguarda come eletti nella Circoscrizione Estero, non meno grave è l’assenza di qualsiasi riferimento alle numerose e altrettanto mature questioni riguardanti gli italiani all’estero. La riapertura dei termini per il recupero della cittadinanza, il riconoscimento per le donne della capacità di trasmettere la cittadinanza anche ai figli nati prima del 1948, almeno il recupero della cittadinanza da parte di chi, nato in Italia, l’ha perduta per ragioni di lavoro sono richieste sentite, diffuse e giuste.
Poiché è nostra intenzione utilizzare ogni momento di questa legislatura per ricercare, pur da una posizione di opposizione, soluzioni concrete per problemi veri e urgenti, cercheremo di cogliere  questo rinvio del provvedimento in commissione per migliorarlo e completarlo nell’interesse degli italiani all’estero. Come sempre, facciamo appello anche agli altri eletti all’estero perché non si rassegnino a logiche di schieramento che sono di fatto punitive dei cittadini dai quali abbiamo ricevuto una legittimazione e un mandato.  

I deputati del PD eletti all’estero:

On. Gino Bucchino, Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Franco Narducci, Fabio Porta

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