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Approvata la mozione PD per il lavoro al Sud

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Sconfitta numero 35 per la maggioranza alla Camera. D'Antoni: "Punita la disatrosa politica antimeridionale del governo". Tutti gli scippi del governo al meridione.
 
Governo battuto alla Camera dalla mozione per il Mezzogiorno del PD. Gli interventi a favore dell’occupazione passano integralmente a Montecitorio contro il parere dell’esecutivo. Determinanti, sono stati i voti dell’Mpa che si sono uniti a quelli di PD, IDV e Udc. Il sì al documento è prevalso infatti per 12 voti. È la sconfitta numero 35 per il Governo alla Camera, ed è la netta bocciatura dell’azione del Governo nel mezzogiorno.

“Il governo raccoglie il frutto della sua disastrosa politica antimeridionale – spiega Sergio D'Antoni, primo firmatario della mozione - con un risultato importantissimo per il PD. Dopo un anno di scippi indicibili, il Parlamento, con questa mozione, impegna l'esecutivo a reintegrare le risorse dirottate dal Fas (fondo aree sottoutilizzate), a ripristinare il credito d'imposta e a varare un piano-occupazione da 450 milioni per incentivare l'assunzione a tempo indeterminato di almeno 100mila giovani in aziende private del meridione. I dati Bankitalia sulla fuga dei laureati dal Sud confermano l'urgenza di un intervento a sostegno del lavoro”. L’ex segretario della CISL fa riferimento ai dati diffusi nei primi giorni di gennaio, contenuti nello studio 'La mobilità del lavoro in Italia: nuove evidenze sulle dinamiche migratorie'.

C’è anche un dato politico che farà preoccupare Berlusconi, Bossi e Tremonti: ci sono ormai profonde spaccature che sfaldano la maggioranza, il risultato di diciotto mesi di politiche pesantemente antisociali, che hanno penalizzato in tutto le zone e le fasce sociali maggiormente colpite dalla crisi. Tutti gli indicatori di cui disponiamo dicono infatti che l'onda lunga della crisi morde soprattutto a sud della capitale.

I mali del sud
Il quadro sociale ed economico a Sud di Roma e' allarmante:
L'occupazione e' ai minimi storici.
I flussi migratori registrano un'impennata spaventosa.
Una famiglia su tre è al di sotto della soglia di povertà alimentare.
Le piccole e medie imprese chiudono, stritolate dalla stretta creditizia.

Tutto questo accade ora e va fronteggiato subito, senza cincischiare o annunciare nuovi piani Marshall. Invece il governo Berlusconi pensa solo ai problemi del premier e invece di investire nelle realtà che producono ricchezza e occupazione nel Mezzogiorno.
Umberto Ranieri, Presidente del Forum Mezzogiorno del Pd ribadisce l’importanza che il governo faccia seguito agli impegni presi nella mozione approvata dalla Camera, “a partire dal reintegro dei fondi Fas, sottratti al Sud per finanziare interventi che con il Sud non avevano nulla a che fare. Il voto dell’opposizione, ha poi l’ulteriore merito di consegnarci la fotografia di quali siano le forze che in Parlamento hanno realmente a cuore il Mezzogiorno. Ci auguriamo che, coerentemente, quelle stesse forze si ritrovino nelle alleanze per sconfiggere la destra e governare le regioni meridionali”.

Il governo contro il sud
Un piccolo promemoria per gli elettori delle regioni del meridione. Questo governo:
- ha dirottato decine di miliardi dalle risorse destinate al Sud
- ha smantellato gli unici strumenti di fiscalità di sviluppo, il credito d'imposta e le zone franche urbane
- non ha finanziato l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, per il cui completamento occorrono ancora 2,6 miliardi di euro,
- non ha finanziato l’alta velocità ferroviaria Napoli-Bari-

Luisa Bossa, parlamentare Pd che ha sottoscritto la mozione, sottolinea come “quando si discute di temi reali, dei problemi veri della gente, la politica si mette in moto e gli schieramenti possono anche abbandonare posizioni pregiudiziali trovando orizzonti comuni. La nostra mozione ha sollevato con decisione la grande questione dell’occupazione nel Mezzogiorno e di fronte a questi argomenti i deputati meridionali di altri gruppi non sono potuti rimanere indifferenti. Emerge – conclude l’On. Bossa –il segno di un governo tenuto sotto ricatto dalla Lega e orientato verso una strategia e un linguaggio antimeridionali. A questo dobbiamo contrapporre una nuova politica per il Mezzogiorno, che parta dai problemi concreti, dall’Italia reale, e su questo metta insieme provenienze, esperienze, idee e risorse”.

Una voce di plauso viena anche dall’Europa, l'europarlamentare Pd Andrea Cozzolino, commentando il voto di Montecitorio a favore della mozione D'Antoni dichiara: "Davanti alle scelte antimeridionali del governo e al ruolo sempre più determinante della Lega, é urgente un'alleanza di tutte le forze che vogliono cambiare e rilanciare il Mezzogiorno". "L'iniziativa del Pd, condivisa da Udc e Idv e che arriva a strappare consensi nella stessa maggioranza, può e deve avviare una nuova fase di impegno comune per il Sud. Un segnale importante che giunge mentre il governo compie l'ennesima scelta contro il Mezzogiorno azzerando i vantaggi previsti per le zone franche urbane, l'unico strumento di fiscalità di vantaggio su cui l'Italia ha avuto il via libera da Bruxelles. Un decisione grave, che sbarra la strada a qualunque nuova ipotesi di fiscalità compensativa per il Mezzogiorno da negoziare con la Commissione Europea".

Sulle zone franche il deputato del Pd Ludovico Vico, componente della commissione Attività produttive della Camera dei deputati, invita la maggioranza a tornare sui suoi passi: “Ci aspettiamo un gesto di buon senso in particolare dal ministro Scajola che aveva parlato delle zone franche urbane come parte essenziale del piano straordinario per il Sud voluto dal governo. Invece è un fatto che la maggioranza ha nuovamente inserito una norma che penalizza la realizzazione dei progetti attuativi nelle 23 zone franche urbane, di cui 16 nelle regioni meridionali. Le zone franche prevedono esenzioni fiscali e contributive a favore delle nuove imprese sulle imposte dirette, sull'Irap, sull'Ici e sui contributi per lavoratori dipendenti neoassunti. Le nuove norme sostituiscono, invece, queste agevolazioni con deduzioni fiscali parametrate sull'Ici versata dalle imprese, sui contributi previdenziali dei lavoratori dipendenti e su ulteriori possibili contributi forfettari versati dai Comuni interessati. Questa normativa stravolge dunque il sistema di fiscalità di vantaggio automatico, già autorizzato dall’Unione europea per le Zone franche Urbane”.
“Queste agevolazioni – ha concluso Vico – sono state sollecitate da enti locali, imprenditori e sindacati poiché rappresentano un'occasione per nuovi investimenti produttivi. Apprezziamo e sosterremo le iniziative di queste ore del coordinamento dei Sindaci delle 23 zone franche urbane”.
Insomma, il governo può rimediare ai danni fatti fin qui, gli basta leggere la mozione del PD e darle seguito.


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