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Mafia, Ciancimino - Licandro: "Premier dimostri falsità affermazioni o si dimetta"

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"Nessuno crede a scatola chiusa a Ciancimino o a qualunque altro pentito, però la questione è di estrema delicatezza. L'Italia oramai è uno scandalo internazionale. Dovrebbe essere interesse primario del presidente del Consiglio giungere quanto prima alla verità giudiziaria sulle affermazioni di Ciancimino, piuttosto che impegnare Governo e Parlamento in una sequela di provvedimenti che servono soltanto a bloccare i processi in corso.
Nella storia repubblicana italiana per molto meno ci si è dimessi o si è stati costretti a farlo da altre istituzioni. Berlusconi ha questa alternativa: o contribuisce direttamente, e con i suoi uomini, a dimostrare la falsità delle cose dette da Ciancimino oppure deve dimettersi". E' quanto afferma Orazio Licandro, della segreteria nazionale del PdCI - Federazione della sinistra, già componente della Commissione antimafia.

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data arnaldo de porti 75 anni giornalista indipendente, 09 Febbraio, 2010 15:16:25
    Vi proponiamo l’intervista a Gian Carlo Caselli, magistrato, ex Procuratore Capo Antimafia a Palermo, oggi Procuratore di Torino, al microfono di Paola Pottino, a Villa Filippina in occasione della seconda edizione del Festival della Legalità. Riprese di Davide Vallone. Caselli, a margine del Festival, ha dichiarato “dopo le stragi del ‘92, il Paese si è trovato sull’orlo di un precipizio in cui poteva sparire la democrazia ed essere sostituita da qualcos’altro. Tutti insieme siamo riusciti a non affondare, e noi magistrati l’abbiamo fatto ispirandoci al modello e al metodo di Falcone e Borselino“. • Ciancimino: “Forza Italia è il frutto della trattativa tra Stato e Cosa Nostra” PA del 8 febbraio 2010 alle 18:19 La lunga deposizione odierna di Massimo Ciancimino ... 1. arnaldo de porti giornalista indipendente ex procuratore banca scrive: febbraio 9, 2010 alle 10:42 am NON POSSO PIU’ RIMANDARE DI UN GIORNO IL SAPERE DA CHI SONO GOVERNATO ! Sono un discreto acquirente di quotidiani, tre-quattro anche cinque al giorno, ma non li leggo come sarebbe normale se non altro per il fatto che devo spendere ogni giorno diversi quattrini, preferendo, il più delle volte, soffermarmi sui titoli degli stessi per poi fare una riflessione disancorata dal loro contenuto, in modo da poter ragionare autonomamente, restando così avulso da condizionamenti da parte di chi scrive, salvo rare eccezioni. Per contro, quando scrivo (e scrivo moltissimo e le redazioni lo sanno…), molti mi dicono che sono troppo unidirezionale in quanto esprimerei sempre la mia antipatia verso Berlusconi (il che non è assolutamente vero in quanto tratto gli argomenti più disparati, democraticamente sindacabili fin che volete, ma anche appunto in contesti diversi da quelli locali). Per non smentirmi quanto ad unidirezionalità dando così soddisfazione ai miei bravi “detrattori” politici, questa volta vorrei essere unidirezionale davvero parlando proprio di… Berlusconi. E ciò, richiamandomi ad un editoriale di Massimo Fini (Gazzettino 18/9/2009 pag. 13). Più volte ho messo in dubbio il soggettivismo etico e la provenienza dei patrimoni del nostro premier, di questo “statista” fra virgolette, negandogli ogni e qualsiasi cultura politica, come del resto lo faccio anche ora. Massimo Fini ha detto (Gazz. 18/9/2009) che Berlusconi è portatore di un delirio di onnipotenza che parte da un complesso di inferiorità. La frase “Sono il miglior Presidente del Consiglio che l’Italia abbia mai avuto negli ultimi 150 anni”, docet e, per di più, le affermazioni di questo nostro premier non sono mai supportate da un briciolo di ironia, ma maturano man mano dalla sua stessa autoconvinzione che sia proprio così, come succede per quelli che, in manicomio, si credono di essere Gesù Cristo, come fa anche …Alì Agca. La sua politica lambisce l’infantilismo, tutto il mondo, Europa ed Usa se la ridono spesso di lui, eccezion fatta per l’Italia che, molto verosimilmente, è stata infettata da quest’uomo che, in 15-18 anni fra governo ed opposizione, non ha mai fatto qualcosa di veramente buono se non spaccare l’Italia in due, badando solo a risolvere i suoi problemi con la giustizia. Ma ciò è ormai tristemente noto e non vale la pena di essere ripetitivi. C’è da chiedersi però come tanti suoi accoliti gli stiano tanto attaccati anche se, senza darlo a vedere per dovere di partito, ne hanno le scatole piene di lui. La risposta, almeno da parte mia, è questa: “Per non perdere i privilegi ormai acquisiti e non tanto la faccia…spesso di bronzo“. Fatte salve le eccezioni. Di certo, per me Berlusconi non è un uomo di stato, ma uno che, come ha detto bene Massimo Fini, ha bisogno di farsi notare ricorrendo a scherzi infantili, barzellette ed altro, anche nei contesti internazionali. Il suo sviscerato amore per Erasmo da Rotterdam mi ha sempre incuriosito e mi suscita sempre un qualche motivo di riflessione in chiave, diciamo psicologica. Tutto il resto, in primis la mala gestione del paese, è acqua fresca che finirà, come disse una volta Leone Trotzkij, sia pur per altri contesti, per ascriverlo alla spazzatura della storia: una sorta di trasferimento, in chiave diversa, al cimitero degli elefanti, con la sola differenza che, in certi ambienti compreso l’ex-mio, per allontanare una persona sgradita i miei capi erano costretti a promuoverlo, mentre per Berlusconi l’Italia dovrà sorbirselo in…eterno allo stesso posto, con tanto di… autopromozioni rivenienti però dal suo personale soggettivo e consolidato autoconvincimento di cui ho parlato dianzi, rispetto alla promozione certificate ufficialmente da soggetti di standing superiore. Come avviene normalmente. In questi giorni, anche oggi, i quotidiani scrivono che Ciancimino Jr. ha riferito che “” Forza Italia sarebbe il frutto della trattativa tra lo Stato e Cosa nostra dopo le stragi del 1992 “”. Indubbiamente si tratta di un’affermazione molto pesante, ma che, almeno a mio avviso, avrebbe però qualche difficoltà ad essere collocata tout court in un ambito surreale. Insomma, qualcosa potrebbe esserci anche di vero se un soggetto ha il coraggio di fare affermazioni tanto pericolose e pesanti. E Ciancimino jr. non mi pare certo un matto…per cui, io credo che mi si possa concedere di fare delle riflessioni personali, partendo dalla mia professione di ex funzionario di una grande banca nazionale. Berlusconi , negli anni 80, non ricordo se prima o dopo, aveva un indebitamento bancario altissimo e, come mi dice oggi un banchiere (non un bancario) ed anche un bancario, (questa volta solo…direttore di banca e quindi molto meno rispetto al predetto banchiere, ma si fa per dire), non era nemmeno ricevute dalle alte sfere della finanza. Per cui, anche la famosa “Siura Maria” dovrebbe sapere e sa che non si mette insieme un patrimonio così mostruoso in vent’anni o meno. Abilità di palazzinaro ? Un po’. Decreto Craxi ? Un po’ di più… ma tutto ciò non basta certo a spiegare. Ed allora ? Io suggerirei a chi di competenza ( e lo faccio invano da anni ) , di analizzare la Centrale dei Rischi di allora, come dico per fugare ogni dubbio sulla provenienza dei patrimoni berlusconiani. Per chi non lo sa, la Centrale dei Rischi era (se non lo è ancora) uno strumento che certifica le rilevazioni quindicinnali delle esposizioni-indebitamenti delle società nei confronti dell’intero sistema bancario (e quindi non della singola banca). Molto presumibilmente certi indebitamenti del 300/400 % rispetto al sistema da parte di certe aziende di cui alludo, potrebbero spiegare qualcosa. Specie se poi si osserva che, quasi per incanto, tutto l’indebitamento sparisce tanto da far navigare dette aziende nella più impensabile liquidità. Come se ci fosse stata la …bacchetta magica di una fata. Fosse davvero come dico io, anche l’avv. Ghedini dovrebbe mettersela via e noi non saremo più ad ascoltare le sue arringhe nelle trasmissioni televisive a difesa del capo. Come ha fatto qualche sera fa ad “Annozero” mostrando delle carte bancarie prive di ogni sostanza a questi fini, interrompendo, urlando, sviando, seguendo una tattica che, molto verosimilmente, è stata studiata a tavolino dai consulenti di Berlusconi, dato che tutti, proprio tutti, intervengono in questo modo. Fastidioso e non proprio da galateo. ARNALDO DE PORTI ex procuratore di banca di interesse nazionale