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Scajola e Fitto: il nucleare è bello

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I ministri perdono la faccia sul ritorno all'atomo: il primo impugna le leggi regionali contro le realizzazione dei centrali nucleari il secondo dice che è tutta propaganda elettorale. Il governo delle superficialità - Il Polemista
 
Un po' di luce nelle ombre del governo in tema di nucleare. Finora non ha voluto né ammettere di aver stilato una lista delle possibili locazioni delle nuove centrali né lasciato che i candidati governatori si dichiarassero favorevoli o meno all'istallazione nella loro regione prima della tornata elettorale. Ma finalmente il ministro Scajola ha dovuto mettere la testa fuori dal guscio e con autoritarismo e pessimo tempismo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che vietavano la costruzione degli impianti. Casualità vuole che le tre regioni in questione abbiano una giunta di centrosinistra.

L'assurdità di un atto del genere si scontra con la normativa che garantisce alle regioni di regolamentare la materia. Antonio Bassolino, governatore della Campania, ha immediatamente dichiarato che “la legge su nucleare rispetta le norme costituzionali e per questo siamo fiduciosi che la Corte terrà nel dovuto conto i fondamenti giuridici contenuti nella norma”. Dello stesso parere anche Vito De Filippo, governatore della Basilicata, che ha aggiunto “finalmente il governo esce fuori allo scoperto e conferma la linea ispirata ad un egoistico centralismo, censurando una normativa regionale impiantata su una legittima aspirazione e su una legittima convinzione di un intero territorio”.

Ma alle figuracce del governo non c'è mai un freno. Questa volta è toccata al ministro Fitto che ha avuto il coraggio di dire che la posizione delle regioni che non vogliono il ritorno al nucleare è solo propaganda elettorale. Un vero boomerang per il ministro che non si è ancora reso conto che non sono i politici a non volere il nucleare ma i cittadini. Se così non fosse perché il bravo Fitto non si fa portavoce di una campagna verità e trasparenza con cui tutti i candidati alle prossime elezioni regionali, di entrambi gli schieramenti, si dichiarano in maniera netta e decisa su come la pensano dell'energia atomica e delle realizzazione di centrali sul “loro” territorio. Vediamo se poi Fitto sarà capace di sparare un'altra dichiarazione sulla propaganda elettorale.

Nichi Vendola, governatore della Puglia ha subito ribadito che la sua regione sarà “disobbediente”. E non è il solo. Luca Zaia, candidato leghista alla giunta veneta, nonché ministro all'Agricoltura e collega in Cdm di Scajola e Fitto ha già affermato che”il Veneto ha già dato, mai una centrale qui”.

I dubbi che restano sono due: in Consiglio dei ministri si fa qualcosa o tutti stanno ad ascoltare la voce del padrone e annuiscono con la testa? In altri termini, Fitto riesce ad avere voce in capitolo o quanto meno riesce ad ascoltare Zaia che gli sta a pochi metri? È davvero una questione di propaganda elettorale come sostiene lui o di capelli troppo lunghi che impediscono alle sue orecchie di sentire bene? Forse il dialetto veneto è troppo stretto e incomprensibile per un pugliese. Si esprimono in aramaico antico?

Stavolta come Polemista non trovo nulla di divertente e di ironico su un tema fondamentale per tutti gli italiani. Ma si può scherzare sulla costruzione di impianti nucleari che già sono antiquati ora che dovrebbero essere costruiti, sapendo che per la realizzazione di una centrale sono necessari tra i 7 e i 10 anni? Nel 2020, se tutto va bene, ci potremmo ritrovare un mostro in casa con la paura che sia davvero pericoloso e senza ritorno. Del resto chissenefrega del 2020, Silvio avrebbe solo 84 anni e sarebbe al suo 5° governo super longevo. I capelli sarebbero sempre più folti e … verdi! Scajola avrebbe 72 anni e potrebbe inaugurare la centrale di Termoli con indosso un bel casco anti-radiazioni. Fitto, molto più giovane, a 51 anni potrebbe ricandidarsi alla regione Puglia diventata tutto un tavoliere!

Il problema che pongo non è se essere favorevoli o no al nucleare. Non è una questione di massima in cui non voglio entrare perché è una strada senza uscita. Il problema è come pensare di avere membri del governo credibili se uno impugna leggi conformi alla Costituzione e un altro, come un disco rotto, attacca la propaganda della solita sinistra? La superficialità al governo, una combriccola di barzellettieri. La Grecia sta sull'orlo del fallimento, la Spagna potrebbe avvicinarsi, l'Italia è salva. Abbiamo già toccato il fondo con il berlusconismo.

Amici greci e spagnoli, qualcuno vuole fare il cambio?

Il Polemista

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