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Carcere di Arezzo. Urge indagine su trattamenti sanitari. Interrogazione

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Intervento della senatrice Donatella Poretti, Radicali-Pd, Segretaria della Commissione Igiene e Sanità

Nel corso di una visita di sindacato ispettivo effettuata sabato scorso presso il carcere di Arezzo, ho avuto un colloquio con il dottor Giovanni Pietro Calella, lo psichiatra che da 15 anni presta servizio nella struttura. Calella mi ha detto di essere molto preoccupato perche' il coordinatore sanitario della struttura, il dottor Carlesimo, pur essendo specializzato in otorino-laringoiatria, interverrebbe sulle prescrizioni psichiatriche rifiutando gli psicofarmaci a diversi detenuti e specificatamente ad alcuni di origine marocchina. La cosa sarebbe di estrema gravità, ancor di più se si considera l’alto tasso di suicidi che si registra in carcere e che affligge prevalentemente la popolazione straniera.
Il dottor Calella mi ha consegnato l'esposto-denuncia che ha depositato presso i carabinieri l'8 febbraio scorso, dove espone una situazione che se confermata è allarmante: il dottor Carlesimo, da un paio di mesi, esaminerebbe tutte le diagnosi e terapie fatte dallo psichiatra e successivamente, pur non essendo specializzato nel settore, con suo assoluto arbitrio deciderebbe personalmente le terapie che devono essere adottate e quelle che devono essere respinte, le quali non verrebbero nemmeno trascritte nella cartella clinica come obbligo d'Ufficio.
Per questo, con il senatore Marco Perduca ho rivolto un’interrogazione ai ministri della Giustizia e della Salute per sapere se intendano:
- disporre una ispezione per verificare i fatti denunciati dal dottor Calella;
- implementare l’assistenza psicologica e psichiatrica per i detenuti, prevedendo l’aumento degli operatori in servizio presso gli istituti di pena.

Qui il testo dell'interrogazione:http://blog.donatellaporetti.it/?p=1229

 

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