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Donne e mafia: convegno organizzato da ‘Mafia? Nein danke’ a Berlino in collaborazione con la Humboldt Universität

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Grandissimo interesse per la nuova iniziativa dell’associazione ‘Mafia? Nein danke’ a Berlino. In una sala gremita 150 italiani e tedeschi hanno seguito il convegno “Donne e mafia” organizzato in collaborazione con la Humboldt Universität. La serata è stata frutto della collaborazione tra l’associazione berlinese e l’iniziativa siciliana Addiopizzo.

 

Ringraziando le organizzatrici  Luise Rohleder, Bianca Negri, Ombretta Caspani e Alessandra Sasso il Presidente di ‘Mafia? Nein danke’, Luigi Cornaglia, ha introdotto i lavori. L’obiettivo dell’associazione, ha spiegato Cornaglia, è informare sul problema mafioso e sul lavoro del movimento antimafia in Italia,  ma soprattutto far presente la dimensione anche internazionale delle mafie.

 

“Il coraggio é donna”. Così Laura Garavini, fondatrice di ‘Mafia? Nein danke’ e capogruppo del Pd in Commissione antimafia, ha aperto la discussione moderata da Julia Bauer. “Le donne possono avere un ruolo fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata – ha sottolineato la deputata del Pd – nelle istituzioni, con donne in prima linea nella magistratura e in politica”.

 

“Ma anche nella vita privata e sociale possono essere determinanti”,  ha proseguito la Garavini, chiarendo: “come madri, nel momento in cui fanno capire ai loro figli che mafia non significa potere e soldi, bensì vite squallide e violenza. Come  mogli, se accettano o addirittura spingono i loro mariti a diventare collaboratori di giustizia e dunque si oppongono alla crudeltà delle mafie. Ma anche nella società civile, quando le donne sono al fianco di magistrati, forze dell’ordine e semplici cittadini per trovare insieme il coraggio di non piegarsi alle estorsioni e alle minacce”.

 

“Le donne che si mettono con le mafie alla fine sono quelle che perdono” ha sostenuto la sociologa e autrice Ombretta Ingrascì. “Anche quelle che apparentemente ricoprono ruoli di boss, in realtà sono totalmente sottomesse ad una cultura maschilista, in cui devono ubbidire a padri e fratelli, anche addirittura nelle scelte private, ad esempio quale marito sposare.” Olivia Liebert, protagonista di una tesi di laurea su “Le influenze del fenomeno mafioso sul mancato sviluppo del Sud Italia“ ha anch’essa rimarcato la cultura machista in cui si collocano i fenomeni mafiosi: “Il culto del figlio maschio e una mitizzazione del denaro e del possesso sono il terreno ideale su cui si incunea la violenza mafiosa”.

 

L’iniziativa si è conclusa con la testimonianza di Vera Castagnetta di Addiopizzo, che attraverso gli scatti della sua mostra fotografica ha dato voce ad interessanti spaccati dell’impegno femminile antimafia a Palermo. “Dà tanta forza venire accolta da un interesse così forte e caloroso. Le nostre iniziative di Addiopizzo a Palermo purtroppo sono spesso snobbate dal pubblico.”

 

Berlino, 1° marzo 2010

 

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