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Riprendere il filo. Convegno delle donne italiane in Germania

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Alle fine le donne hanno preso pennarelli e penne e hanno riempito una tela lunga sette metri con i loro messaggi: ‘Fare rete’,  ‘Coraggio e fantasia’, ‘Impegno per realizzare i nostri scopi’, ‘Aiutiamoci’. Sono i sogni, gli obbiettivi, le prese d’impegno delle oltre 50 donne da tutta la Germania che erano presenti al Convegno “Coordinamento Donne italiane in Germania: riprendere il filo” a Berlino: scopo del Convegno, tenutosi nelle sale della fondazione Friedrich-Ebert-Stiftung, a cui hanno partecipato anche donne dalla Svizzera e dal Belgio, era creare una rete di donne che serva a sostenere e valorizzare progetti al femminile in Germania, nonché dare loro maggiore voce presso le istituzioni tedesche e italiane.

 

L’Ambasciatore Michele Valensise ha salutato le partecipanti complimentandosi per l’iniziativa, che può svolgere un ruolo importante nell’affrontare le spinose questioni di integrazione e che interessano la comunità italiana, con particolare riferimento alle difficoltà che i bambini italiani continuano ad incontrare nelle scuole tedesche.

 

Eva Högl, deputata tedesca ed esperta di politiche europee, ha sottolineato nel suo saluto di benvenuto che “le donne sono ancora sottorappresentate nelle posizioni di comando e nei centri decisionali, mentre sono le prime vittime della crescente povertà che interessa sempre di più fasce finora benestanti della società civile.”

 

“Rispetto all’abbruttimento che sta vivendo l’immagine della donna in Italia, nuovo strumento di corruzione e oggetto di interesse solo perché preferita dal capo di turno, un´iniziativa di questo tipo vuole servire a dare voce, invece, alle tante esperienze al femminile di donne vere ed impegnate.” Così l’onorevole Laura Garavini, che ha appoggiato la creazione di una rete di donne insieme al Coordinamento Donne Italiane di Francoforte e a quello di Amburgo.

 

Il giro di saluti iniziali è stato concluso dalla Presidente del Coordinamento di Francoforte, Liana Novelli Glaab, che ha ripercorso la storia del coordinamento di Francoforte, impegnato a fare rete anche con associazioni di donne di altre nazionalità in Assia, allo scopo di contribuire in modo proattivo alla definizione dei processi di integrazione delle comunità straniere in Germania.

 

Sono, poi, seguiti gli interventi delle sociologe Edith Pichler, della Freie Universität di Berlino, e di Chiara Saraceno, dell’Università di Torino e attualmente docente al Wissenschaftszentrum für Sozialforschung di Berlino. La Pichler ha illustrato l’evoluzione dell’emigrazione italiana in Germania negli ultimi decenni, mentre Chiara Saraceno ha fornito un’analisi della componente femminile nella società contemporanea italiana e delle reali opportunità di parità. “Si osservano miglioramenti nella condizione della donna in Italia, ma sono miglioramenti autoprodotti: sono le donne che sono migliorate e non l’ambiente circostante. Gli uomini, nella loro funzione di guardiani dei cancelli, continuano a tenerli ben serrati.”

 

Agli interventi delle ospiti dalla Svizzera e dal Belgio, Anna Rüdeberg, Angela Carlucci e Alessia Centioni, sono seguite le presentazioni dei vari coordinamenti donne costituitesi o in via di costituzione: Antonella Rossi e Maurella Carbone per Francoforte, Marina Mannarini, Beatrice Virendi, Teresa Donato per Amburgo, Beatrice Foti, Silvana Abbrescia, Livia Bevilacqua e Guia Princigalli per Berlino, Barbara Golini e Anna Maria Castiello per Stoccarda, Lisa Mazzi per Friburgo, Simona Viacelli per Ingolstadt.

 

Le grafiche Francalma Nieddu e Adriana Merlini hanno proposto diverse ipotesi di logo che rispondano all’idea della messa in rete di donne e associazioni: “un frutto pieno di tanti piccoli semi rossi che interpreta un’associazione al femminile che comprenda le diverse donne italiane all’estero, accomunate da ideali e progetti. Più di 600 piccoli frutti uniti da un filo sottile: la rete appunto.”

 

Eleonora Cucina ha animato le partecipanti ad arricchire la “tela” con propositi, parole chiave, suggestioni: “non vogliamo stendere un telo pietoso! Anzi: vogliamo una tela che ci consenta di esprimere coraggio, unità e forza. Una forza indomita, che ci spinge a stare insieme e a sostenerci a vicenda”.

 

Le donne presenti al Convegno hanno deciso che il coordinamento delle donne italiane in Germania prenderà il nome di Retedonne. E subito dopo hanno festeggiato con un simbolico confetto rosa, di buon auspicio alla neonata associazione.

 

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data rosario cambiano, 02 Marzo, 2010 06:45:38
    Ma faceva proprio caldo quella giornata