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Liste Pulite, Bersani invia alla Commissione Antimafia tutte le candidature del PD

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Il segretario PD: "Applichiamo il codice di autoregolamentazione. Fuori chi è stata condannato, anche in via non definitiva". E sul voto delle regionali ribadisce: NO a leggi a favore delle liste del PDL e di Formigoni escluse dal voto
 
Il PD è contro la corruzione, sa che gli elettori devono poter scegliere solo tra gli onesti, senza sospetti. Ed è dalla parte delle regole, la forma è sostanza.

Per questo Pier Luigi Bersaniha inviato oggi al presidente della Commissione Antimafia, Giuseppe Pisanu, l'elenco completo degli oltre 600 candidati del Pd alle Regionali e ha ribadito il no a provvedimenti di legge sulle regionali, per riammettere in corsa tutte le liste a sostegno di Formigoni e della Polverini.
Il Pd ha fatto sottoscrivere a tutti i candidati, al momento dell'accettazione della candidatura stessa, l'adesione, oltre che al codice etico del partito, anche al codice di autoregolamentazione approvato dalla Commissione Antimafia il 18 febbraio. Questo documento impegna i partiti a non inserire nelle proprie liste persone che hanno ricevuto condanne, anche non definitive, per reati gravi. Il Pd, con una lettera del 2 marzo a Pisanu, ha aderito al codice.
Oggi Bersani, nell'inviare l'elenco dei candidati del Pd, ha spiegato, nella lettera di accompagnamento rivolta a Pisanu, che il Pd ha coinvolto la Commissione nazionale di garanzia per compiere verifiche sui candidati qualora emergano problemi successivamente alle elezioni.

Regionali: no a provvedimenti "ad listam". "Lo dico perchè si capisca: sia chiaro che qualsiasi intervento di urgenza sulla materia elettorale in corso d'opera sarebbe totalemente inaccettabile". Lo ha ribadito da Napoli Bersani, che ha invitato il PDL ad avere "calma e sangue freddo, perché ne girano troppe". A chi gli parla di «accordi» tra il Pd e il Pdl, di scambi con il voto a Bologna, Bersani replica a muso duro: "Non stiamo facendo niente. Sto dicendo in tutte le lingue che siccome abbiamo delle regole, e c'è chi deve presidiarle, con ben cinque passaggi istituzionali possibili, lasciamo lavorare chi deve lavorare. Noi siamo interessati a un ordinato svolgimento delle elezioni, ma lasciamo lavorare gli organi di garanzia. Il nervosismo del centrodestra è alle stelle - conclude - mettono in giro voci di accordi più o meno taciti che non esistono. Non si permettano di fare minacce, perché se la sono cercata da soli. E la nostra posizione è chiara: no a qualsiasi intervento d'urgenza adesso".

 

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