Privacy Policy politicamentecorretto.com - Le cure palliative sono legge

Sezioni

Archivio

Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30

Bollettino

Iscriviti alla newsletter: (Settimanale)


  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this



Data ed ora di accesso alla pagina
-

  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this

Le cure palliative sono legge

Dimensione caratteri Decrease font Enlarge font
image

 

 

 


Una chiara vittoria del Pd che da tempo si è battuto affinché la terapia del dolore e delle cure palliative potessero avere una regolamentazione specifica. Garantiti il diritto di scegliere il luogo dove morire e quello sulla continuità di cura
 
“Le cure palliative sono finalmente regolamentate da una legge dello Stato. Un grande vuoto è stato colmato grazie alla tenacia e alla determinazione del gruppo del Pd che questa legge l’ha voluta e sostenuta sin dall’inizio della legislatura”. Così il Presidente dei deputati del Pd, Dario Franceschini al termine del voto con cui la Camera ha approvato definitivamente la legge sulle cure palliative.

È proprio grazie all'impegno profuso in prima persona dal Pd che ora esiste una legge che prevede regole meno macchinose per l'accesso ai farmaci antidolore e maggiore attenzione alle strutture sul territorio.

“Abbiamo preteso questa approvazione in ogni modo – ha dichiarato Dario Franceschini – sfidando la maggioranza che ancora questa mattina si è rifiutata di accelerare l’iter del provvedimento. Ha persino tentato una volgare quanto inutile strumentalizzazione, peraltro subito smascherata. Ora questa proposta è finalmente legge i suoi benefici saranno a disposizione di migliaia di malati e di famiglie che da troppi anni vivono in condizioni di sofferenza”.

Dello stesso parere anche Livia Turco, capogruppo Pd in commissione affari sociali della Camera, che ha aggiunto: “Siamo riusciti a sconfiggere la demagogia della destra che non ha esitato ad usare cinicamente il dolore a fini di propaganda ideologica”.

“Grazie al lavoro che abbiamo fatto in commissione prima e in aula dopo – ha continuato la Turco - siamo riusciti a migliorare il testo rispetto alla prima versione. L'accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore viene finalmente riconosciuto come un diritto per assicurare la dignità della persona umana, il bisogno di salute, l'equità d'accesso, l'uniformità delle prestazioni su tutto il territorio nazionale, la qualità delle cure e la loro appropriatezza. Questa legge si propone sostanzialmente di realizzare due diritti fondamentali: la libertà di scegliere il luogo in cui concludere la propria vita, sia esso la casa, l'hospice, l'ospedale o la casa di riposo; e la continuità di cura, per assicurare in tutto il percorso di avvicinamento alla morte una presenza qualificata in grado di dare risposte tempestive ed adeguate. E' una legge che merita certamente di più in termini sia di risorse economiche, che di formazione degli operatori e del necessario riconoscimento delle loro professionalità”.

La normativa sulle cure palliative ha dovuto affrontare un percorso ad ostacoli in Aula a causa dell'ostracismo del Pdl: “un uso ignobile del tema delle cure palliative per nascondere il vulnus inferto alla nostro democrazia e contro il quale vogliamo dare un segnale forte e chiaro ai cittadini”.

Per Roberta Agostini, responsabile Salute della segreteria nazionale del Pd, “finalmente una legge che dà risposta alla sofferenza di migliaia di  famiglie e di malati. Da oggi, grazie al tenace lavoro del gruppo del Partito democratico, anche il nostro Paese riconosce il diritto universale alla dignità e alla tutela del fine vita. Ancora una volta il Pd ha dimostrato di avere a cuore i diritti delle persone, lavorando sul merito delle questioni che davvero interessano i cittadini. Oggi abbiamo scritto una pagina positiva, da domani sapremo incalzare il governo affinché vengano garantite le necessarie risorse economiche per una applicazione piena e corretta della legge”.

Anche per Donata Lenzi, della presidenza del gruppo Pd, quello di oggi “è un importante successo dell’opposizione che smentisce l’uso strumentale del tema delle cure palliative fatto ieri dalla destra. Abbiamo dimostrato capacità di essere un’opposizione responsabile che sa scegliere quando è il momento di tutelare gli interessi dei malati piuttosto che concentrarsi solo sulla battaglia politica contingente”.

A.Dra

****

Ecco in sintesi le novità introdotte dalla legge sulle cure palliative e la terapia del dolore.

Sono “cure palliative” l'insieme degli interventi finalizzati al benessere dei malati terminali, per i quali le cure non servono più ai fini della guarigione. Le “terapie del dolore” sono invece quelle applicate alle “forme morbose croniche” e servono al controllo del dolore.

Monitoraggio del dolore per tutti i ricoverati. Ogni ricoverato dovrà essere monitorato dai medici che lo hanno in cura anche sotto l'aspetto del dolore. Un obbligo che oggi esiste solo per i malati terminali e che ora si estende a tutti i pazienti, indipendentemente dalla patologia per la quale vengono ricoverati. Le osservazioni dovranno essere annotate sulla cartella clinica.

Due reti territoriali. Per assicurare le cure palliative e le terapie del dolore, inserite nel piano sanitario nazionale come obiettivo prioritario, il Senato ha previsto l'istituzione di due reti distinte: una per le cure palliative, l'altra per la terapia del dolore. Tali reti sono costituite dall'insieme delle strutture sanitarie, sia ospedaliere che territoriali (i cosiddetti hospice), nonché dalle figure professionali, che provvedono all'erogazione delle cure.

Stop alle tariffe selvagge. Le tariffe delle cure palliative nelle strutture pubbliche e convenzionate, che oggi variano molto da regione a regione, dovranno essere omogenee su tutto il territorio nazionale.

Commissariamento delle regioni. Nel caso in cui una regione ritardi o ometta di adempiere a quanto previsto dalla legge, il ministero della Salute fissa un termine ultimo, scaduto il quale viene nominato un commissario ad acta.

Accesso semplificato ai medicinali. La nuova legge semplifica le prescrizione dei medicinali per il trattamento dei pazienti affetti da dolore severo. Non sarà così più necessario da parte del medico utilizzare un ricettario speciale, ma il farmacista conserverà copia o fotocopia della ricetta. Alcuni principi cannabinoidi, che sono importanti per malattie come la Sla, vengono inseriti nell'elenco dei farmaci.

Fondi ad hoc. È stanziata una quota fissa di 50 milioni di euro, più 100 milioni di euro inseriti dal 2009 tra gli obiettivi di piano del fondo sanitario nazionale. Affinchè le risorse vengano effettivamente destinate alla cura del dolore, la nuova legge prevede che le Regioni inadempienti non potranno accedere per l'anno successivo ai finanziamenti sanitari nazionali.

Formazione. Viene disciplinata anche la formazione e l'aggiornamento del personale sanitario specializzato, con specifici percorsi universitari e l'istituzione di master.

Osservatorio permanente. La legge istituisce un Osservatorio nazionale permanente, incaricato di redigere un rapporto annuale sull'andamento delle prescrizioni.

 

Invia commento comment Commenti (0 inviato)