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La salute prima di tutto

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 "La lotta agli sprechi non diventi un comodo alibi per un massacro della sanità", bisogna fare attenzione che questo non sia un ''cavallo di troia'' così come il grembiule o il sette in condotta lo sono stati per la scuola.

Lo ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, concludendo a Firenze il convegno 'Prima di tutto la salute', a cui hanno partecipato, tra gli altri, il senatore Ignazio Marino, Giuseppe Fioroni, il presidente della Regione Toscana Claudio Martini, l'assessore regionale alla sanità e candidato alla presidenza Enrico Rossi.

"Per la scuola - ha ricordato Bersani - siamo partiti dal sette in condotta e dal ritorno al grembiule, senza poi tener conto - ha detto sorridendo - che se uno si vuol fare una canna se la fa anche con il grembiulino. Dietro, poi, è arrivato Tremonti, ha tagliato 8 miliardi e ora siamo al disastro".
Il segretario del Pd ha ribadito che "la sanità è un bisogno incomprimibile, le risorse sono scarse, ma sarebbe un bel riposo affidarsi all'anarchia del mercato".

Invece, ha detto ancora, "alcuni beni, salute, istruzione, sicurezza, noi scegliamo di non affidarli al mercato, li affidiamo alla regolazione pubblica, che non vuol dire necessariamente gestione. Noi siamo per un modello universalistico, a responsabilità pubblica, non accettiamo che si distingua ricco o povero, bianco o nero, nord e sud. E oggi la sanità è il "bene essenziale" più minacciato. Ci sono degli sprechi anche in questo servizio ma non deve essere un comodo alibi per distruggere la sanità. Con queste elezioni regionali dobbiamo scegliere una gestione pubblica e universalistica, anche se le risorse oggi sono poche. Sarebbe un bel riposo affidarsi all'anarchia del mercato! Altrimenti mentre Obama viene di qua, noi andiamo di là e le caravelle non si incrociano".


Intervenendo nel corso dei lavori, Rossi ha sottolineato che ''sono i cittadini che stabiliscono le priorità di un sistema sanitario: come funziona un reparto, come cura le persone e come risponde ai bisogno, quali sono i suoi costi. E' la persona, con le sue necessità e le sue richieste, che sta al centro di tutto. Consegniamo alla Toscana - ha aggiunto Rossi che sta concludendo il suo secondo mandato da assessore - una sanità che sta bene: la nostra regione ha un livello alto di qualità per quanto riguarda le prestazioni e i bilanci certificati. Sono risultati che non avremmo potuto raggiungere senza la politica. E il Pd deve rivendicarlo, dicendo che non ci sono scorciatoie per una buona sanità: ne' i commissariamenti ne' le agenzie possono sostituire la buona politica''.

Berlusconi, come Sansone, vuole fare crollare assieme a sé tutte le istituzioni e l’intera politica: l’immagine è stata proposta dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani al termine del convegno nazionale del Pd sulla sanità, ha usato l’ironia graffiante nei riguardi delle telefonate effettuate da Berlusconi per far cessare la trasmissione Annozero: “Io suggerirei al capo del governo, se vuole cambiare programma televisivo, di non usare il telefono ma il telecomando, cambiando canale. Il telefono lo dedicherei a qualcosa che interessa più da vicino gli italiani”. Bersani si riferisce alla crisi economica e alla disoccupazione, con l’Unione europea che anche ieri ha fornito dati poco confortanti sulle persone che hanno perso il lavoro in questi mesi: “Bisogna fare qualcosa, - ha detto il segretario del Pd - non si può aspettare che arrivi il bel tempo”.
Bersani non è tenero neanche affrontando esplicitamente l’accusa di Berlusconi alla sinistra di avvelenare il clima: “Il governo ha cento voti di maggioranza in Parlamento, dovrebbe avere in mano la situazione, dovremmo avere un Paese concentrato sui propri problemi e un governo che si concentra su di essi. Se non c’è tutto questo non si può dare la colpa a noi”. Concetto questo ribadito quando durante il convegno Bersani se la prende con quei “soggetti sociali che criticano una politica troppo rissosa” e disinteressata ai temi reali. “A questi soggetti sociali - ha detto Bersani - dico di non prendersela genericamente con la politica, perché non lo accettiamo. L’ipocrisia può arrivare a un certo punto, ma non oltre. Sono due anni che tra processo breve e legittimo impedimento non si parla dei problemi del Paese”.


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