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Niente conflitti solo interesse

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Nuovo esempio di mala-amministrazione: la Regione Molise non si costituisce parte civile in casi di abuso d'ufficio e voto di scambio. Perché? Sono indagati i vertici del Pdl regionale


Parte civile o no? Questa è la domanda che la Regione Molise, se solo potesse avere un corpo e un cervello umano, potrebbe porsi nel caso di mala-amministrazione per abuso d'ufficio che l'ha colpita in questi giorni. In realtà, una decisione è stata presa: la giunta di destra ha deciso di non procedere "così si risparmia tempo e denaro" come spiega il presidente della regione al Corriere della Sera. Certo, anche perché i primi indagati sono i personaggi di spicco del Pdl a partire da lui, e si sono mossi addirittura con una delibera di giunta, il 22 marzo scorso.

Un caso unico e tenuto molto basso nell'informazione generale perché parlare di tangentopoli due da molto fastidio al governo Berlusconi. Inchieste e processi vedono coinvolti il presidente regionale Michele Iorio, l'assessore al Bilancio Gianfranco Vitagliano, il presidente del Consiglio regionale Michele Pacciano e quello della prima commissione Antonino Molinaro. Un danno di immagine sottovalutabile vista la considerazione che chi è più furbo, scaltro e incurante delle regole può averla vinta facilmente. Il voto delle scorse regionali, infatti, ha dimostrato che seguire le regole non va più di moda perché la colpa è sempre quella magistratura che vuole imporre il suo giudizio. Mah...

Un danno erariale non sottovalutabile invece, visto il periodo di magra e di crisi che sta colpendo il Paese. Tutti tranne uno.

Le imputazioni per Iorio e Vitagliano sono di abuso di ufficio nell'inchiesta sulla costruzione della centrale turbogas di Termoli. Pietracupa è indagato nel procesos sulla Fondazione Pavone, una struttura sanitaria e Picciano per voto di scambio. Poi c'è Molinaro indagato per dei contributi agricoli, la truffa del farro. Insomma quisquilie.

Ma la Regione non si costituirà parte civile anche perché sarebbe davvero un conflitto interno se non di interessi. Le motivazioni sono astruse: “in passato, la Regione si è costituita parte civile con un certo dispendio di energie e di costi. In molti casi quei processi si sono conclusi in un nulla di fatto già in primo grado. Così si risparmia tempo e denaro” ha dichiarato Iorio. Come a dire è inutile pensare di rivolgersi alla giustizia quando si è al di sopra, perché si è sicuri che tutto si ridurrà in una bolla di sapone. Una presunzione talmente grossa che non ha precedenti, prima dell'avvento del berlusconismo.

Michele Petraroia, consigliere regionale del Pd, ha presentato una mozione con cui si chiede il ritiro della delibera. “Nell'Italia del 2010 – ha dichiarato Petraroia - non ci si indigna più nemmeno di fronte all'evidenza del sopruso. Anzi più si calpestano le regole del gioco e più si è ammirati per la destrezza”.

A.Dra

 

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