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“Atti e Memorie dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria” nella nuova rivista stampata in occasione del nuovo Anno Accademico

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Ripresa la pubblicazione della rivista “Atti e Memorie dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria”. E questo primo numero della nuova serie è stato dedicato a “Goffredo Mameli e la Repubblica Romana del 1849” che è stato il tema dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2009-2010 dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria” (novantesimo anno dalla sua fondazione), avvenuta lo scorso 18 marzo, nella Sala Alessandrina che, nel Complesso monumentale dell’Ospedale di Santo Spirito a Roma, fa parte del Museo Storico dell’Arte Sanitaria. E’ dal 1920, infatti, che l’Istituto storico dell’arte sanitaria, Ente morale dal 1922, ha sede nello stesso Museo prima che un Regio Decreto del 1934 gli attribuisse l’attuale denominazione di “Accademia” confermandone la finalità della “diffusione e incremento degli studi storici dell’arte sanitaria, in tutti i suoi aspetti e rapporti”.
Uno dei primi obiettivi dell’Accademia (presidente è il dott. prof. Gianni Iacovelli), è stato quello di rivalutare, mettendolo nel giusto rilievo, un cimelio risorgimentale (la lastra di marmo su cui fu deposto il cadavere di Goffredo Mameli), grande patrimonio storico-artistico del Museo Storico Nazionale dell’Arte Sanitaria, gestito appunto dall’Accademia e che si trova sul Lungotevere in Sassia, 3 (Ospedale S. Spirito) e che si può visitare prenotandosi allo 06.6787864  o, per fax, allo 06.6991453. Museo che si può raggiungere con autobus (fermata Piazza Pia - Castel Sant'Angelo,
Linee 40 e 62;  fermata Lungotevere in Sassia - S. Spirito,
Linee 46, 62, 644, 98, 870, 881, 916) o con la 
metro (Linea A, fermata Cipro Musei Vaticani). Ma torniamo alla relazione del prof. Iacovelli.  “Il 1049 (ha detto fra l’altro), fu l’anno clou di un processo complesso come il Risorgimento italiano: in quell’anno e nell’occasione della Repubblica Romana si consumarono le vite e le esperienze di centinaia di giovani, per lo più settentrionali, accorsi a Roma sotto le bandiere della Repubblica, al richiamo di Mazzini e di Garibaldi. Ricordare questi giovani, e in particolare Mameli, è stato uno degli scopi della manifestazione. E questo senza alcuna retorica celebrativa. Ma per rammentare a tutti gli ideali che li mossero: non solo quello dell’indipendenza della Patria (che oggi può sembrare obsoleto), o quello dell’Unità d’Italia (da più parti contestato), ma soprattutto l’ideale della libertà che deve collegare, in modo indissolubile gli uomini di ogni razza e condizione in tutte le parte del mondo.
 Lo ha detto il dott. prof. Iacovelli nella sua apprezzata relazione introduttiva “Per una nuova Accademia”. E in atto, infatti, una vera e propria ristrutturazione di quest’istituzione quasi centenaria: si è ricostituito il Centro Studi e Ricerche, si stanno riorganizzando i Dipartimenti, si è data nuova voce ai Centri Regionali. A parlare di Goffredo Mameli e della sua famiglia è stato il prof. Giuseppe Monsagrati, ordinario di storia contemporanea alla Sapienza e autorevole “mamelista”. Che nella sua introduzione ha detto che “Il Risorgimento, ossia quel particolare processo storico che rese possibile il passaggio della Penisola da un mosaico di piccoli Stati indipendenti a un Regno unitario retto da un unico sovrano, è stato anche definito dagli storici con il termine di rivoluzione nazionale: nazionale perché la formazione dello Stato unitario fu espressione della volontà di un nuovo soggetto storico, la nazione appunto, intesa come l’entità depositaria della sovranità e come tale capace di autocrearsi come Stato in base al possesso di un comune patrimonio storico, linguistico, culturale, spirituale.” E parlando di Mameli (poeta, patriota e scrittore),  ha messo in evidenza che sin da giovane (agitatore cresciuto nel culto del suo concittadino Giuseppe Mazzini, ambedue nati a Genova) aveva scoperto il potere delle poesia come veicolo di sentimenti patriottici di riscatto, scrivendo nel 1847 “Canto della Patria” che divenne noto come “Inno di Mameli” (“Fratelli d’Italia”), adottato poi come inno nazionale italiano, musicato da Michele Novaro. Il prof. Pier Paolo Visentini ha messo in evidenza nella sua relazione, la ferita di Mameli, ferita che gli aveva procurato con la baionetta ad una gamba, per caso, un commilitone nella difesa della Villa del Vascello durante la breve Repubblica romana del 1849. Ferita che non era particolarmente grave, come invece poi divenne per la sopravvenuta infezione. Morì il 6 luglio 1849 a soli 22 anni, sul tavolo anatomico (in pietra scanalata vicino ai bordi, con gocciolatoio della dimensione di cm. 94x200 e di cm 4 di spessore), che apparteneva alla camera mortuaria dell’ospedale della SS.ma Trinità dei Pellegrini, situato accanto all’omonima chiesa di Via dei Pettinari e che era stato conservato in un locale apposito per il suo grande valore fin dal 1850 e poi trasferita nel Museo Storico Nazionale dell’Arte Sanitaria. Come evidenziato dalla dott. Tina Bovi nella sua relazione “Sian pronti alla moerte”, Un cimelio di Mameli nel Museo Storico dell’Arte Riportate anche le relazioni dei proff. Massimo Aliverti (“Su alcuni documenti riguardanti l’organizzazione sanitaria della Repubblica Romana”), Gaspare Baggieri (“Brevi rimandi sugli ospedali romani”) e di Lelio R. Zorzin (“Il Canto degli Italiani. L’Inno di Mameli tra soria e attualità”).
Il prof. Iacovelli ha pubblicamente ringraziato tutti gli autori dei lavori pubblicati. Un ringraziamento ha rivolto anche al direttore del periodico Mario Bernardini, al Consiglio di Reggenza, alla Redazione, al Comitato Scientifico, ad Angela Cardone (correttrice dei testi) ed a Piergianni Ardito, titolare della Tipografia “La Tecnografica” che ha stampato in brevissimo tempo la rivista.
Nelle pagine della nuova rivista, riportata anche la struttura e organizzazione dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria che è la seguente: Presidente: dott. prof. Gianni Iacovelli; Vice Presidente: dott, Mario Bernardini. Consiglio di Reggenza: dott. Gaspare Baggieri (rappresentante Ministero per i Beni e le Attività Suturali), dott. Vincenzo Maertinez ( Ipsttore Capo Sanità Militare Interforze - rappresentante Ministero Difesa : Marina). Gen. Dott. Federico Marmo (rappresentante Ministero Difesa – Marina).  Dott. Bruno Sciotti (rappresentante Ministero della Salute), dott. Bruno Pagnani (rappresentante Ministero Istruzione, Università e Ricerca), prof. Ivo Bartolomucci (rappresentante Comune di Bologna), dott. prof. Nicola Marinosci (rappresentante Croce Rossa Italiana),, dott. prof. Domenico Arduini (rappresentante Sovrano Militare Ordine di Malta), dott. Gaspare Baggieri. Ed inoltre: dott. prof. Massimo Aliverti, dott. Tina Bovi, dott. Claudio Fontana, dott. Costantino Miravalle, dott. prof. Lellio R. Zorzin, prof. Luigi Melillo, dott. Gianfranco Magnelli, dott. prof. Agostino Di Donna, dott. Pier Paolo Visentin e dott. Giorgio Biava.


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