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“Adolescente: bambino o adulto?”. Riuscito Congresso in Puglia dell’I.P.R. di Napoli

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Congresso “Adolescente: bambino o adulto?”. Si è tenuto nei giorni 9 e 10 aprile 2010  presso il “Nicotel Pineto” di Castellaneta Marina (TA), organizzato dal gruppo dei medici relazionali dell’istituto di psicoterapia relazionale di Napoli (I.P.R.) con il patrocinio Fimp, ACT, ASL Taranto-Regione Puglia e Sima con segreteria scientifica il Gruppo Medici Relazionali con responsabile la dott.ssa Rosa Pellicani (rosa.pellicani@alice.it) e segreteria organizzativa la Meeting Planner srl di Bari (info@meeting-planner.it). Vi hanno anche partecipato autorità sanitarie e politiche di Castellaneta. La figura dell'adolescente, come persona in una prolungata fase di transizione problematica, è stata al centro di questo congresso, al quale sono stati ammessi 60 medici specialisti in pediatria, allegologia ed immunologia clinica, pneumologia e pediatri di libera scelta.
L'adolescenza (come è stato evidenziato) è quel tratto dell'età evolutiva caratterizzato dalla transizione dallo stato infantile a quello adulto dell'individuo. Quando si parla di adolescenza, è molto importante ricordarsi che essa è un tema di carattere prettamente psicologico, e darle limiti fissi è un'impresa molto ardua. E’ la fase nella quale l'individuo comincia a subire le modifiche somatiche e psicologiche e a perdere le caratteristiche dell'infanzia. La sessualità ha raggiunto la forma alloerotica (cioè, bisogno del partner); il pensiero ha maturato le forme logiche, l'egocentrismo infantile è superato. Queste nuove strutture sono però appena abbozzate; ora hanno bisogno di essere consolidate.
Nel corso del congresso è stata affrontata una fase molto importante della crescita dell’essere umano dal punto di vista allergologico, ambientale, cardiaco, respiratori e sociali all’interno del complesso sistema delle relazioni.
Essere medici relazionali, significa essere svegli, pronti, avere occhi per guardare, orecchie per ascoltare in modo che ogni momento della professione, della vita di medico è una scoperta meravigliosa. Il gruppo appartiene all’ IPR  di Napoli (organizzatore appunto del congresso) ed è formato di couselor specialisti. Da circa 4 anni fa parte della SIMA (società italiana di medicina dell’adolescenza) come gruppo di studio “Promozione alla salute” coordinato dal dott. Gianpaolo De Luca. Il gruppo ha partecipato a diversi congressi della SIMA con lavori scientifici e vinto il primo premio come migliore comunicazione lo scorso anno a Rende. A giugno 2009 è stato pubblicato dall’Editeam il libro” I Bilanci di salute alla famiglia” che è stato presentato nella seconda giornata congresso che ha avuto come addetto stampa il collega Paolo Nico.
Nella prima giornata i temi degli incontri sono stati le relazioni nell’attualità e il tempo dedicato dalla famiglia alla salute. La giornata è iniziata con i saluti della dott.ssa Rosa Pellicani della segreteria scientifica del congresso, che ha fra l’altro detto che”… i sentimenti sono ponti relazionali che ci connettono con persone e con quanto ci circonda. Si è collegati a Tutto ed è il Tutto che ci collega! Essere connessi, infatti, è non sentirsi più soli e questo significa essere consapevoli, essere presenti, essere svegli, essere pronti all’ascolto che, appunto, vuole la consapevolezza! Gli occhi, quando non vogliono vedere, chiudono le palpebre, le orecchie per chiudersi non hanno niente, basta distrarsi e non sentiamo più.
Il dott. Bertelloni si è soffermato sull’adolescentologia che (come ha precisato), è una sub-specialità della pediatria, che si è sviluppata a partire dalla metà degli anni ’50 dello scorso secolo, e rappresenta il “fisiologico” completamento del bagaglio culturale e professionale di ogni pediatra, che non può che assumersi il compito di prendersi cura del bambino dalla nascita (o meglio dalla vita prenatale) fino al completamento della sua crescita psico-fisica, cioè almeno fino al raggiungimento della maggiore età.
L’evolversi della società con tutte le sue nuove dinamiche (ha invece detto il dott. Cazzato), ha portato al realizzarsi di una figura diversa di adolescente il cui approccio da parte del pediatra deve essere comunque modificato per poterlo comprendere ed aiutare nell’accettazione di sé stesso.
Ricordato anche (prof. De Luca) che l'uso di tecniche e metodologie innovative può garantire ad identificare rapidamente le persone con un alto rischio di alienazione e che attraverso le valutazioni dello stato di salute degli adolescenti, possono essere forniti elementi nuovi ed importanti per guidare la politica sanitaria in tutto il territorio.
I problemi respiratori allergici degli adolescenti e il loro mondo relazionale sono stati al centro della seconda giornata dei lavori del congresso, cui hanno partecipato numerosi luminari, tra cui il direttore dello stesso istituto  di psicoterapia relazionale di Napoli (I.P.R.) dott. Baldascini. Evidenziato come gli adolescenti di oggi hanno come nemico non tanto la colpa di senso edipeo, quanto la vergogna di senso narcisistico. Solo aiutandoli ad amare, e quindi ad aprirsi all’altro, si possono salvare dall’eventualità del fallimento.
Del resto, come ha poi detto il prof. Moschetti, gli esseri viventi sono adattati a vivere nell’ambiente in cui nei millenni hanno compiuto la loro evoluzione. Le alterazioni  dell’ambiente naturale dovute all’immissione di sostanze chimiche da parte dell’industria, del trasporto, dell’agricoltura e della gestione dei rifiuti,  costituiscono un fattore di rischio per la salute umana. Sottolineato anche come l’’area tarantina, soprattutto per la presenza di un polo industriale altamente inquinante, propone alla sanità pubblica nuovi problemi da affrontare legati alle malattie da inquinamento che i medici ed i pediatri devono conoscere,  sia per  poter effettuare un più efficace approccio clinico e, soprattutto, per ispirare e guidare le azioni politiche necessarie alla tutela della salute dei cittadini.
Il prof. D’Andria ha invece parlato dell’asma in età adolescenziale. Asma che in tale età (come ha specificato) presenta caratteristiche cliniche talora confondenti con altre affezioni (bronchioliti, wheezing virali, malattia da reflusso GE, post-nasal drip, adenoidopatie, etc.) e talora simula o è confusa con disturbi di tipo neuro emozionale.
Il prof. Cofano, da parte sua, ha parlato dell’esame spirometrico. La quantità di aria che i polmoni riescono a scambiare con l’atmosfera (ha detto infatti) può essere misurata con lo “spirometro”, un apparecchio collegato ad un computer che trasforma il flusso ed il volume in valori numerici ed immagini grafiche, confrontando i valori spirometrici teorici previsti per il paziente in base a razza, sesso, età, peso ed altezza e li compara con quelli rilevati  nell’esame effettuato. L’esame spirometrico permette altresì di effettuare valutazioni pre-operatorie, di monitorare i soggetti esposti a rischi occupazionali, di esprimere giudizi medico-legali e di idoneità sportiva.


il prof. Cassaglia Per accrescere l’adesione al progetto terapeutico ciò che si richiede a noi medici è (ha poi detto il prof. Cassaglia), quindi, un approccio integrato, che collochi il paziente e i suoi problemi nei propri contesti (in primo luogo familiare) e che si basi non solo sull’ascolto, atteggiamento quest’ultimo di apertura e ricezione e che possiede di per sé un’enorme valenza terapeutica, ma anche sulla costruzione di collegamenti tra gli aspetti quantitativi del sintomo (le prove allergiche, le radiografie, la spirometria, ecc.) con i suoi aspetti qualitativi (l’estensione al sistema familiare ed al gruppo di amici, innanzitutto). Dall’incontro tra ‘Evidence Based Medicine’ e ‘competenze relazionali’ del medico nasce la possibilità di una migliore gestione del paziente adolescente”.
“Tanti ragazzi si salvano quando sono compresi dagli adulti, e per comprenderli bisogna insegnargli ad amare”. Con queste parole ha concluso il congresso il prof. Baldascini, presidente dell’istituto di psicoterapia relazione di Napoli. Più che interessane la sua relazione con la quale ha messo in evidenza come… “la vicenda adolescenziale, tumultuosa e conflittuale si snoda attraverso il legame di appartenenza a diversi sistemi relazionali e in particolare la famiglia, i coetanei e gli adulti. Questi differenti mondi, nelle loro intersezioni e articolazioni, costituiscono la trama funzionale in cui si inserisce il processo di crescita e di costruzione dell’identità dell’adolescente. L’adolescente, in questa fase di passaggio, può vivere instabilmente attratto e respinto da opposte polarità: in bilico tra famiglia e società, tra dipendenza e autonomia, tra legami fusionali di tipo infantile e scambi di tipo adulto può assumere caratteristiche eccessivamente problematiche. E quale potrebbe essere la risposta dell’operatore alle richieste d’intervento per l’adolescente problematico che non ha ancora strutturato una vera e propria psicopatologia (anoressie, bouffeés deliranti, disturbi borderline di personalità etc.). L’operatore deve saper incontrare soprattutto la sua famiglia per cercare di riattivare quelle risorse evolutive che le consentono di superare l’impasse in cui essa versa. L’intervento dovrebbe essere impostato sulla necessità di aiutare contemporaneamente la famiglia che deve sopportare il peso imposto dai difficili compiti evolutivi e l’adolescente stesso che deve elaborare la separazione dalla sua famiglie per realizzare la propria nascita psico-sociale”.
Il congresso si è concluso con un interessante , ed applaudito, spettacolo presentato dai ragazzi dell’istituto Orazio Flacco di Castellaneta.

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