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Deraglia treno in Val Venosta: 9 morti e 28 feriti

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Meno di un anno fa la strage ferroviaria di Viareggio faceva 14 morti. Il PD esprime solidarietà alle famiglie. Meta: "Adesso la priorità sono i soccorsi, ma il governo ricordi che da tempo sollecitiamo interventi sulla sicurezza delle ferrovie".
 
9 morti e 28 feriti. Finisce così, in tragedia, quella che doveva essere solo una delle tante tratte del treno regionale 108, in Val Venosta. Quaranta minuti dopo la partenza, intorno alle 9, il convoglio è stato colpito da una frana che ne ha provocato il deragliamento. Le vittime sono Michaela Kuenz Oberhofer (18 anni), Elisabeth Peer (22 anni), Julian Hartmann (25 anni), Francesco Rieger (67 anni), Judith Tappeiner (20 anni), Rosina Ofner (36 anni) , Regina Tschoell (73 anni), Micaela Zosch (34 anni) e Franz Hohenegger (73 anni).

I tecnici hanno attribuito la frana al difetto in un impianto di irrigazione a monte della stessa. Rompendosi un paio di giorni fa, l'impianto ha bagnato pesantemente il terreno sottostante, rendendolo instabile fino a farlo franare. Il vagone in testa al convoglio è stato totalmente distrutto. La parte frontale è andata addosso a due pini di alto fusto, che ne hanno arrestato la corsa, impedendo che il treno finisse nel fiume sottostante. Nella zona del disastro è stato allestito una sorta di ospedale da campo per dare immediato soccorso ai feriti, nove dei qiali versano in gravissime condizioni.

Il deragliamento in Val Venosta è il secondo gravissimo incidente ferroviario in meno di un anno. Il 30 giugno 2009 a Viareggio un treno esplodeva, uccidendo 14 persone. A questo punto diventa irrimandabile una riflessione sulla situazione del trasporto ferroviario in Italia. Ne è convinta Silvia Velo, vicepresidente in commissione Trasporti alla Camera: ''Ora le priorita' sono i soccorsi e il ripristino delle condizioni di mobilita' , ma subito dopo il governo riferisca in Parlamento per fare chiarezza, accertare i fatti e individuare responsabilità. Per garantire standard quanto piu' elevati di sicurezza e' necessaria la massima attenzione e il massimo rigore nei controlli dei mezzi ferroviari e delle infrastrutture per la salvaguardia dei lavoratori e della cittadinanza e per evitare che tragedie come questa possano ripetersi''.

D’accordo il capogruppo del Partito Democratico in commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta: ''L'incidente avvenuto sulla linea ferroviaria gestita dalla societa' regionale Sad nella Provincia autonoma di Bolzano, una delle piu' moderne in Alto Adige essendo stata inaugurata nel 2005, dimostra come sia necessario tenere sempre alta la guardia sulla sicurezza nei trasporti. Da tempo, sollecitiamo il Governo ed il Parlamento ad assumere ogni iniziativa utile sul tema della sicurezza nel trasporto ferroviario che, dopo la sciagura di Viareggio, necessita di garanzie e certezze in particolar modo per il cosiddetto servizio universale, ovvero per i due milioni e seicentomila pendolari che quotidianamente usano questo mezzo di trasporto per scelta o necessita'. Occorre quindi rafforzare l'Agenzia nazionale per la Sicurezza Ferroviaria e approvare la nostra proposta di legge depositata in Parlamento che istituisce un'Authority indipendente sui Trasporti, con funzioni di controllo e vigilanza, tali da spezzare quello stranomeccanismo italiano dove il controllato e' anche controllore''


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