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La Chiesa spesso non fa ciò che è giusto, ma ciò che conviene

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Molti fedeli si meravigliano, si scandalizzano,  non riescono a capacitarsi del fatto che la Chiesa per tanto tempo abbia coperto lo scadalo dei sacerdoti pedofili. I motivi principali che hanno spinto la Chiesa ad ignorare in qualche modo il grave problema sono due. Il primo: in realtà a questo peccato la Chiesa non ha mai dato eccessiva importanza. Per rendersene conto basta uno sguardo al Catechismo della Chiesa Cattolica.  Ad un non peccato come la masturbazione il Catechismo dedica un punto (2352) di ben 15 righe. Ad un non peccato come l'omosessualità, il Catechismo dedica tre punti (2357; 2358; 2359), complessivamente di oltre 20 righe. Agli abusi sessuali su minori è invece dedicato un punto (2389) di quattro righe e mezza, e un paio di righe in altro contesto. Considerata la gravità del peccato sarebbe stato giusto dedicare maggiore spazio alla "pedofilia", voce ignorata dal Catechismo, e che è quindi impresa vana cercare nell'indice tematico, a differenza delle voci "masturbazione", "omosessualità", ecc. Il secondo motivo: la Chiesa spesso non fa ciò che è giusto, ma ciò che conviene. Denunciare gli scandali dei sacerdoti pedofili, non faceva bene alla Chiesa, e quindi era meglio tacere. Oggi che lo scandalo è venuto fuori in maniera tale da arrecare danno alla Chiesa, questa sta cercando i rimedi. Non perché è giusto, come infatti è, ma perché è conveniente.
 
Elisa Merlo

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