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Riaperto l’Oratorio dell’Arconfraternita SS.mo Sacramento di Massafra (Puglia)

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Riapertura, lo scorso 10 aprile, dell’Oratorio dell’Arconfraternita SS.mo Sacramento di Massafra (Puglia), ubicato tra l’antica Chiesa Madre di San Lorenzo e la Chiesa del Purgatorio, realizzato in strutture preesistenti del XVI secolo, è destinarlo a luogo di riunione del sodalizio e alle attività sociali. "Chiesa Madre" dedicata al Santissimo Crocifisso (all'interno ospita il Cristo sospirante) in cui ha sede la "Venerabile arciconfraternita del Santissimo Sacramento", fondata nel Cinquecento. La chiesa fu costruita nel XVI secolo su un'antica cripta, forse dedicata a San Lorenzo e fu consacrata da monsignor Giacomo Micheli l'11 febbraio del 1582. Nel XVIII secolo venne ricostruita la parte terminale e vennero aggiunti all'interno degli altari, che coprirono gli affreschi cinquecenteschi. La chiesa presenta la facciata e i fianchi ad arcate cieche, coronate da caditoi simili a quelli presenti sul castello medievale della stessa città. La facciata, con rosone è coronata da un timpano che ospita la statuetta chiamata "Sante Miseriédde".
All’evento presenza numerosa di cittadini, autorità civili, militari e religiose che hanno anche avuto occasione di far apporre su delle apposite cartoline a colori lo speciale annullo filatelico da parte di un Ufficio filatelico temporaneo coordinato da Salvatore Giardina, specialista del comparto filatelico della Filiale Poste di Taranto. Mumerosi i filatelici giunti anche da altre destinazioni. Tra questi l’avv. Vito Miccolis, assessore provinciale alla Formazione Professionale, che ha provveduto anche a far annullare cartoline filateliche per le sue tre figlie, tutte iscritte al Circolo filatelico “Antonio Rospo” sin da piccolissime. Tutti i presenti hanno anche potuto ottenere gratuitamente, fino ad esaurimento, la bellissima cartella artistica “Itinerario della Passione” con otto tele  del noto artista Nicola Andreace.
Dopo il taglio del nastro da parte del vescovo della Diocesi di Castellaneta, mons. Pietro Maria Fragnelli, si sono susseguiti gli interventi. Pietro Carone, Priore dell'Arciconfraternita del SS.mo Sacramento, ha fra l’altro detto che con questa riapertura (dopo i lavori di ristrutturazione e la riapertura al culto dell'antica Chiesa Madre), si è concretizzato l’impegno assunto nel maggio 1996. E cioè quello di continuare negli anni il restauro di tutto l'edificio sacro. Una “riapertura” (avviene dopo l'acquisto dei 28 banchi per la chiesa, la sistemazione della sacrestia, il restauro del Coro Capitolare e della monumentale Macchina Lignea) che vuole “essere soggetto attivo della nuova evangelizzazione e testimone della cultura della carità, in comunione con il vescovo della Diocesi  di Castellaneta, mons. Pietro Maria Fragnelli e con il Padre Spirituale Mons. Cosimo Damiano Fonseca, Rettore dell’Antica Chiesa Madre di San Lorenzo Martire”.
Ha sottolineato anche che  questa iniziativa si è realizzata, oltre che all'impegno dei Confratelli e delle Consorelle, attraverso il coinvolgimento di alcuni amici dell'antica Chiesa Madre e della Confraternita. “A loro (ha detto) va la nostra gratitudine, in particolare alle gentili signore Carmela e Isabella Albanese per la disponibilità, al signor Lelio Conforti ed alla ditta "F.lli Laterza" per la collaborazione, ai signori Vito De Pace e Domenico Di Giuseppe, titolari della GEIT, per la loro preziosa e continua attenzione alla nostra iniziativa. Al prof. Nicola Andreace che ha voluto farci dono di pregevolissime opere d'arte, accogliendo il nostro invito con la consueta entusiastica ed immediata partecipazione, va il nostro più sentito "grazie". Egli ha saputo interpretare perfettamente, oltre che con la sua riconosciuta genialità e maestria anche con intuito artistico, il nostro desiderio di veder finalmente dipinte su tela le otto statue della processione dei Sacri Misteri, che il Venerdì Santo percorre le vie cittadine gremite di gente, nel punto d’incontro tra la pietà popolare e la nostra fede”.
Il sindaco di Massafra, dott. Martino Tamburrano, ha evidenziato come sia impossibile rimanere insensibili al fascino e al richiamo della chiesa Madre per eccellenza. “Intorno a questo sacro edificio è stata scritta la storia della Città. A prova di ciò (ha fra l’altro detto), basta osservare quanto siano vicini il vecchio Municipio e gli antichi e rinomati frantoi, quasi a certificare che l’ombra della Chiesa Madre custodiva e proteggeva la vita di ogni massafrese.
L'Amministrazione che mio onoro di guidare, così fortemente impegnata nel valorizzare radici storiche e senso di appartenenza alla Città, non poteva che sostenere la pregevole iniziativa messa n atto dal l'Arciconfraternita del SS. Sacramento e dalla Rettoria dell’antica Chiesa Madre.
La riapertura dell'Oratorio imprime una forte scossa alle nostre coscienze, travalicando ogni similitudine aggregativa e rincorrendo il significato e la funzione più vera di questo luogo: fucina di uomini. Quelli veri, quelli che determinano la storia di una comunità.
In questa ubicazione, al centro di Via La Terra, a pochi passi dalla Gravina e nel ventre della Chiesa Madre, l'Oratorio rappresenta un libro di bordo con tante pagine grondanti di vita e tante altre ancora da scrivere, insieme alla Città. A suggellare questo momento sono la pregevole cartella del designer Nicola Andreace e l'ennesimo illuminante contributo storico del prof Cosimo Damiano Fonseca. Ed ha concluso il suo intervento augurando a tutti i Confratelli del pio sodalizio, retto dal priore Piero Carone, un felice cammino capace di rinverdire fasti e scopi sociali della meritoria Arciconfraternita.
Atteso, come sempre, l’intervento di mons. Cosimo Damiano Fonseca, Padre Spirituale dell'Arciconfraternita del SS.mo Sacramento e Rettore dell'Antica Chiesa Madre di S. Lorenzo, che dopo aver ricordato l’importante momento di questa “riappropriazione” da parte dell’Arciconfraternita del SS.mo Sacramento, si è fatto apprezzare in un interessante exursus storico su “Atletica penitenziale” alle origini della religiosità della rituale barocca in Puglia.
L’intero saggio lo pubblicheremo fra qualche giorno. Quanti sono stati presenti lo hanno trovato nella stupenda cartella preparata da Nicola Andreace, artista, a cui sono andati tanti apprezzamenti. Ha realizzato anche il manifesto che ha annunciava l’evento, il bozzetto per l’annullo, due cartoline filateliche. “Itinerario della Passione”, il titolo della cartella artistica con 8 tavole grafiche, i cui disegni sono divenuti soggetti di altrettante tele pittoriche di cm. 50X70. Queste, da lui donate all’Arciconfraternita, su loro iniziativa, sono state affisse, e lo saranno in permanenza, per scandirne gli spazi insieme con altri oggetti dell’antica Chiesa Madre. Le composizioni raffigurano le statue in cartapesta, di scuola leccese, la maggior parte settecentesche, che, ogni anno, da sempre, sfilando in processione il venerdì santo,  tra fede e passione, nel solco della devozione,  celebrano un suggestivo itinerario visivo di drammatico vigore. Sono preziose testimonianze di valore storico culturale della tradizione religiosa, che, con immagini, segni e colori, danno vita ad un incontrollato flusso di infinite emozioni, contraddistinto dalla voglia di evocazioni di una memoria indelebile di riti del vissuto personale e collettivo. Sono scenari di mistica realtà, con la visione dei simboli, ricchi di “pathos” e delle figure, che scandiscono i ritmi di un tempo, che si evolve. Stratificazioni architettoniche di luoghi sacri e civili del centro antico di Massafra, con scale, finestre, cupole, portali,  fanno da quinta e si armonizzano con presenze monumentali e solenni, messe in risalto da una luminescenza, la quale conferisce matericità alle immagini e le dispone ad essere esposte, come su un microaltare, per evidenziare, nel loro preciso contesto storico religioso, la potenza del sacrificio di Cristo. Il colore rosso individua l’ineguagliabile dolore e la consapevolezza dell’amore divino. Nelle tavole e sulle tele, Andreace ha raffigurato una delle cerimonie rituali della Confraternita del SS. Sacramento di Massafra, ha raccontato la fede dell’uomo, ha evidenziato il rapporto tra individualismo e collettività, percezione e rappresentazione. Il lavoro, quindi, rende omaggio a quella parte del nostro territorio, che custodisce nel cuore uno dei riti più rappresentativi in tempo di Quaresima, con le statue settecentesche, che, tra rito e tradizione, teatro e spiritualità, con singolare e dolente intensità  evocano e narrano le vicende del dramma sacro.
Le conclusioni di quest’evento sono state affidate al vescovo mons. Piero Maria Fragnelli con tanta gioia ha evidenziato come la riapertura dell’Oratorio sia un modo per sensibilizzare alla radice cristiana, la nostra convivenza sociale. E si è augurato che in questo spazio si possano promuovere incontri tra le nuove generazioni ed artisti affermati nel campo della musica, poesia, letteratura, pittura. Spazio che dev’essere punto di dialogo costante con le scuole e con gli alunni.

Infine ricordiamo la descrizione delle schede dell’itinerario della passione da parte di Francesco Resta, membro dell’Arciconfraternita. Ne parleremo in seguito.

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