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Garavini (PD) interviene al Comitato parlamentare sugli italiani all’estero

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“Sulla riforma del voto, il PD lavora ad un disegno condiviso in Camera e Senato”

 

“La spaccatura all’interno della maggioranza è evidente, anche sulla questione del voto per gli italiani nel mondo”, ha osservato l’on. Laura Garavini (PD) stamane al Comitato parlamentare sugli italiani all’estero. “Lo dimostrano le forti contraddizioni tra le singole proposte di legge presentate da parlamentari della maggioranza sia alla Camera che al Senato”.

 

“Di fronte alla confusione della destra”, ha rimarcato la deputata eletta in Europa, “appare ancora più netta la posizione del PD che da mesi si contraddistingue per il suo lavoro concreto, incisivo e unitario sulle politiche per gli italiani all’estero. Sulla riforma delle modalità di voto degli italiani che vivono fuori dal Paese l’impegno del PD è teso a giungere ad una linea condivisa, anche tra entrambi i rami del Parlamento”, ha aggiunto la Garavini.

 

La parlamentare democratica ha poi espresso la sua denuncia sul rinvio delle elezioni di Comites e CGIE rimarcando la necessità di un intervento da parte del Comitato, “purtroppo”, così la Garavini, “‘boicottato’ sin dall’inizio della legislatura dai componenti della maggioranza.

 

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data rosario cambiano, 13 Maggio, 2010 14:51:03
    Le contraddizioni non esistono proprio per niente.Tutti gli eletti all´ estero vogliono mantenere il voto per corrispondenza, tranne la legge presentata dall´on. Zacchera che in effetti sarebbe la piu valida di tutte le proposte presentate fino ad ora.La legge ridurrebbe di oltre l´80 % i brogli Mentre le altre proposte sono adatte per salvarsi la poltrona e fare si che i brogli continuino.Rimarco ancora che anche il sistema dell´elezioni dei Comites , é alla stessa maniera.Quindi finché non si arriva al cambiamento dell sistema delle vari elezioni, cioé per i residenti lontani nella fattispecie gli italiani dell´Asia , sud America e Oceania per corrispondenza.Mentre in Europa in particolare si deve andare ai seggi .Le altre panzanate come quella che si devono registrare chi vuole votare.Significherebbe: chiamata da parte dei Patronati che scriverebbero per loro e nel frattempo si sciverebbero i nomi e gli indirizzi e dopo indipendentemente dalla posta per AR o no ,spedita dall´Italia o dal locale Consolato , riporterebbero i plichi ai Patronati che li farebbero votare.In particolare voglio ricordare che ultimamente per il rinnovo del consiglio degli stranieri, gli eletti hanno collaudato questa pratica.Riepilogo: scrivere e farsi arrivare il plico e farselo portare per votarlo.