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Le intercettazioni spaccano la maggioranza

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Il testo del ddl passa in commissione Senato dopo 6 ore di consiglio e viene deliberato alle 3 del mattino. Il ministro Alfano frena e annuncia che “cambierà”. I senatori della maggioranza si chiudono nel silenzio
 
Non sono bastate 6 ore di camera di consiglio per redimere il nodo sul ddl intercettazioni. Anzi, se mai ci fosse stato ancora un dubbio, la norma è ben lontana dalla sua forma definitiva e i timori di una maggioranza sempre più lacerata ora sono certezze. Alle tre del mattino la commissione giustizia del Senato ha dato il via libera al disegno di legge. Il ministro Alfano ha prima annunciato però della possibilità che il testo tornasse alla Camera per essere modificato, poi ha garantito lui stesso che ci saranno modifiche.

"Le norme vanno corrette prima che arrivino in aula, se vogliamo andare un pochino più sul sicuro". Così il segretario del partito democratico, Pier Luigi Bersani da Pechino. Quindi circa le aventuali aperture del Pdl sul decreto, ha dichiarato: "come facciamo a fidarci con un governo che ha messo fino a qui 33 voti di fiducia, uno e mezzo al mese compreso agosto e Natale? Rischiamo una normativa totalmente sconosciuta a qualsiasi paese democratico. Sono notizie che varcano anche gli oceani. Credo che al solito la giusta esigenza razionale di non consentire un uso distorto e improprio delle intercettazioni è stato ribaltata in una stretta inconcepibile in una democrazia normale. Noi – ha concluso Bersani - ci opporremo con tutte le forze, con tutte le capacita di ostruzionismo".

Ora c'è da domandarsi del perché il governo non abbia voluto avvisare i propri senatori di non andare avanti a testa bassa. Qualcosa da cambiare era obbligatorio anche davanti all'ottusità e ostinatezza con cui l'esecutivo ha proposto la normativa. È un anno infatti che il governo, nascondendosi dietro la tutela della privacy cerca di immunizzare il premier e la cricca. Un'altra legge ad personam mascherata dal non-buon senso.

Perché altrimenti voler distruggere uno strumento così importante come quello delle intercettazioni che è capace di prevenire o risolvere casi di corruzione, di abusi, di reati e di mafia? È proprio il buon senso a spiegarci che se si è in pace con la propria coscienza e non si ha nulla da nascondere, allora non ha senso aver paura di essere intercettato. Non si sta parlando di Echelon e il sistema di sorveglianza ed intercettazione satellitare tanto amato nei film di cospirazione firmati da Hollywood. Al massimo si scopriranno storie di tradimenti coniugali, di litigi e di amori infranti adolescenziali. A meno che...

A meno che non si scoprano affari loschi tipici di quella cricca che si sente al di sopra di ogni sospetto e di ogni regola. E questo lo sa bene anche il ministro Alfano che difficilmente potrebbe spiegare il perché se la norma fosse già in vigore, non avrebbe potuto autorizzare le intercettazioni che hanno smascherato le vicissitudini di Diego Anemone, Angelo Balducci & co. E i loro rapporti con una parte, non isolata, della politica. E ripetiamo non isolata, per rendere più chiaro un concetto lampante.

A quale escamotage il governo sarà costretto a ricorrere non è dato ancora da sapere. Molto probabilmente interverrà in prima persona Berlusconi a tirare le fila e a far richiedere l'ennesimo voto di fiducia. Ma i malumori nella maggioranza sono evidenti. La presa di distanza del ministro Alfano è piaciuta poco ai senatori si sono esposti in prima persona per inasprire ulteriormente il testo. Il relatore, Roberto Centaro per tutta la sera non è uscito dall’aula della commissione e poi si è rifiutato di parlare con i giornalisti.

Il Pd si è opposto con fermezza in sede di commissione e proseguirà con l'ostruzionismo per impedire che diventi legge il ddl intercettazioni. Intanto sono stati approvati due emendamenti dell’opposizione: uno di Luigi Li Gotti (Idv) e un altro di Felice Casson (Pd). Il primo per prevedere l’intercettabilità anche del reato di stalking, il secondo per stabilire un’azione disciplinare per il pm che non opera da subito una selezione tra gli atti processuali da considerare estranei alle indagini o relativi a fatti personali di terze persone e quelli, invece, inerenti al processo.

Per Anna Finocchiaro e Luigi Zanda, presidente e vicepresidente dei senatori democratici, "il
documento sottoscritto dai direttori della stragrande maggioranza delle testate nazionali conferma la bontà delle critiche che abbiamo rivolto in queste settimane al ddl intercettazioni presentato da governo e maggioranza in Senato".

"I pesanti rilievi del mondo dell'informazione si aggiungono alle osservazioni molto dure che sono venute dalla magistratura, dagli esponenti delle forze dell'ordine che quotidianamente sono impegnati nel combattere la criminalitá, il terrorismo e i grandi reati finanziari e anche dagli Stati
Uniti d'America. La maggioranza in Senato – hanno sottolineato- si è dimostrata sorda a qualsiasi nostro emendamento sempre migliorativo e mai ostruzionistico".

"Leggiamo oggi di ipotesi di modifiche a questo ddl. Noi ribadiamo che la tutela della privacy e la garanzia del segreto istruttorio sono due principi sacrosanti. Ma l'insieme delle norme contenute nel provvedimento che stiamo discutendo in Senato costituiscono una mistificazione pericolosa che
colpisce le indagini e danneggia gravemente i principi democratici del nostro Paese".

*****

Resoconto del senatore Stefano Ceccanti dei lavori della commissione pubblicati sul suo profilo di Facebook:

“Carissimi,
stanotte per assicurare la massima trasparenza ho fatto una diretta su Facebook. Qui sotto c'è una sintesi. Chi è interessato all'integrale vada sulla mia bacheca di Facebook.
Cari saluti
 
dalle 21.15 in commissione Giustizia: la lunga notte delle intercettazioni
 
21.34 il ministro Alfano è venuto, ha parlato coi senatori della maggioranza e se n'è andato
 
21.42 il sen. Longo (Pdl) dichiara di voler commemorare la battaglia del Piave
 
21. 47 le agenzie dicono che Alfano ha dichiarato che occorre tornare al testo Camera, ma qui dentro non se ne sa nulla, lo vediamo dalle agenzie
 
21.52 Zanda: che senso ha lavorare su un testo che il ministro ha già ritenuto superato?
 
21.54 Valentino (Pdl) non è la prima volta che un testo della Commissione viene modificato in aula: è fisiologico (ma dirlo prima, aggiungo io, tanto fisiologico non è)
 
21.55 il Governo che lo ha già dichiarato superato, dice Zanda; siamo autonomi replica Longo
 
21.59 Berselli dice che lui non ha niente da dichiarare su Alfano, sarà un problema successivo
 
22.11 Casson consegna al sottosegretario Caliendo l'agenzia di stampa con le dichiarazioni di Alfano
 
22.11 Li Gotti definisce il ministro un cafone irrispettoso ignorante e in malafede
 
d'ora in poi l'orario è approssimativo- 11 ore fa- per Caliendo non c'è una lesa maestà da parte del ministro
 
11 ore fa- Casson dice che Caliendo racconta balle
 
idem- Caliendo dice che il ministro non ha detto granché di nuovo e che non ha escluso di tornare, aveva un impegno urgente
 
idem- Maritati chiede se il ministro soffre di insonnia
 
idem- la richiesta di convocare il ministro è respinta 13 a 11
 
idem- Alfano non è arrivato, in compenso è comparso Quagliariello
 
10 ore fa- Maritati chiede se a questo punto ci sono speranze che arrivi Alfano
 
idem- è arrivato Alfano
 
idem- in termini di metodo Alfano dichiara di aver risposto sulla riunione precedente alla commissione, ringrazia i giornalisti se ci sentono
 
idem- Latorre replica che tutte le intercettazioni dall'aula sono state sospese
 
idem- Alfano: da ora al voto dell'aula si valuterà bene cosa fare sul testo che uscirà stanotte, stiamo facendo "una ponderazione per gradi successivi"; insomma Alfano prende tempo con una cortina fumogena per lasciarsi le mani libere
 
idem- Divina interrompe Li Gotti che replica: "Cosa vuole costui?"
 
9 ore fa- è arrivato Gasparri
 
idem- Alfano è scomparso, Della Monica chiede se è un'uscita definitiva
 
idem- il Presidente Berselli dice che sa che sto facendo la diretta, ma non l'ho mai nascosto
 
idem- è scomparso anche Gasparri
 
8 ore fa- Casson che dice che domattina ci sono commisisoni e che occorre tempo per dormire, Berselli risponde "mi assumo la responsabilità anche della vostra salute", controreplica di Casson, "Anche della sua se le viene un colpo"
 
idem- mossi da carità cristiana alcuni di noi hanno portato qualche bevanda e qualche tramezzino ai giornalisti accampati qua fuori
 
7 ore fa- è finita così. votato il mandato al relatore, buona notte. Sono le 3 del mattino

A.Dra

 

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