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Una manovra sbagliata. Le proposte del PD per la crescita e l'equità

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La Segreteria PD boccia la manovra e propone di puntare su 4 obiettivi: investimenti sull'economia verde, l'università e la ricerca, una riforma fiscale, l'allentamento del Patto di Stabilità, il riavvio delle liberalizzazioni.

  La nostra manovra


La segreteria del Pd ha esaminato nella sua riunione di oggi la manovra del governo esprimendo un giudizio fortemente negativo, come ha spiegato anche il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, al TG1. Si tratta infatti di una manovra che non serve a migliorare gli obiettivi del triennio 2010-2012 quindi non ha a che vedere con la crisi greca e che invece è resa necessaria da due anni di errori e di scelte politiche di carattere elettorale. Nasce da qui lo sforamento degli obiettivi di spesa per acquisti
di beni e servizi delle amministrazioni centrali di 5 miliardi e un allargamento dell’evasione di almeno 7 miliardi. Contemporaneamente le scelte del governo non sono state capaci di sostenere lo sviluppo. Sono questi i conti non in ordine che l’Europa ci chiede di riportare in ordine.



La manovra è frutto di impostazione sbagliata di politica economica che continua a separare risanamento e crescita. Siamo di fronte ad una manovra che non ha alcun elemento di equità fatta di taglio indiscriminati e priva di riforme strutturali, per di più di una manovra fortemente centralista proprio mentre si parla in maniera propagandistica di federalismo. I tagli a Regioni Province e Comuni colpiranno studenti, lavoratori, piccole imprese e
pensionati. I pochi passi in avanti, apprezzabili e apprezzati dal Pd, riguardano la lotta all’evasione che però sconta due anni di abbandono delle misure più efficaci introdotte dal governo di centrosinistra e che viene
contraddetta dal nuovo condono sugli immobili non accatastati.
Per sostenere la crescita e promuovere la sostenibilità dei conti pubblici il PD intende concentrare le sue proposte su quattro obiettivi:
1. nvestimenti per l’economia verde, il risparmio e l’efficienza energetica sostegno alla scuola, all’università e alla ricerca.
2. Primo modulo di riforma fiscale per spostare il carico dai redditi da lavoro e impresa ai redditi da capitale.
3. Allentamento del patto di stabilità interno per comuni Province e Regioni per far ripartire gli investimenti nelle infrastrutture e aprire migliaia di piccoli cantieri.
4. Riavvio delle liberalizzazioni nel settore dei servizi.

A copertura delle riforme per la crescita e l’equità il Pd indica il rafforzamento della lotta all’evasione coinvolgendo anche i capitali scudati, una politica industriale per la riorganizzazione della pubblica
amministrazione, interventi incisivi nella riorganizzazione delle autonomie territoriali.

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