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Bersani a Berlusconi: "La Costituzione non ti piace? allora vai a casa!"

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Berlusconi accusa i giudici, blinda il testo sulle intercettazioni, getta benzina sul fuoco ipotizzando attacchi armati contro la Protezione civile a l'Aquila e si lamenta: "Mettetevi nei miei panni e scrivetemi come ci si sente". Il Pd chiede al governo senso di responsabilità e MOBILITANTI.IT vi invita a scrivergli davvero. Video
 
Troppo caldo e all'improvviso. E per ils econdo giorno di fila Berlusconi straparla, attaccando la Costituzione!
E' successo all'assemblea di Confartigianato: "Governare tenendo conto della Costituzione è un inferno" ha detto, attaccando il sistema di pesi e contrappesi previsto dalla carta fondamentale. Pier Luigi Bersani, intervistato in diretta a Repubblica Tv, ha immediatamente commentato: "Berlusconi hai giurato sulla Costituzione. Se non ti piace, te ne vai a casa".

 


Appena 24 ore prima...
Berlusconi perde la faccia e, da Palazzo Grazioli, attacca tutto e tutti. Contro la sua stessa maggioranza impone accelerazioni sui provvedimenti in corso e soprattutto sul disegno di legge per le intercettazioni che va bene così come è e che presto dovrà per forza di cose diventare legge. Ma non contento continua il suo attacco contro la magistratura e la Rai.

Intercettazioni. Berlusconi non va oltre alla proroga da 48 a 72 ore dell'arco temporale per le intercettazioni. Per il resto, il testo va bene così: "non dobbiamo perdere più tempo e bisogna votarlo senza ulteriori modifiche". Per gli editori dei giornali in caso di pubblicazione di intercettazioni con consentite sarà comminata una pena pecuniaria, correlata alla gravità del reato. Carcere fino a 3 anni per il giornalisti rei di pubblicazioni vietate (dal curriculum di Berlusconi non sembra che lui faccia parte della categoria dei giornalisti, semmai, tra l'altro, a quella degli editori).

Magistratura politicizzata. Di nuovo Berlusconi ha stigmatizzato la magistratura come organo politico: "la sovranità è in mano a Magistratura democratica e alla Consulta" ha stigmatizzato fingendosi calmo il capo del governo. Ma l'accusa questa volta è stata esagerata all'inverosimile. "Ci criminalizzano perché dicono che noi vogliamo impedire la libertà di stampa" e non solo, ci criminalizzano indagando “per omicidio colposo i membri della Protezione Civile che non hanno saputo avvisare i cittadini del terremoto all'Aquila”.

Ed ecco un altro delirio di onnipotenza: "ho detto a quelli della Protezione civile di non andare più all'Aquila. Appena vanno in Abruzzo gli saltano addosso, qualcuno con la mente fragile rischia che gli spari in testa". Parole sagge e pronunciate dal leader del partito dell'Amore tanto per citare una recente esternazione del padrone del centrodestra.

Rai. In versione Ministro dello Sviluppo economico, Berlusconi ha voluto dire la sua anche sulla gestione della Rai. Con tono ironico ha annunciato che "se la Rai non cambia, non firmo il contratto di servizio". Come da copione è arrivata dopo poco tempo la smentita fatta da parte del pompiere Paolo Bonaiuti, che nelle vesti di portavoce di Palazzo Chigi ha dovuto spegnere un altro incendio.
Ma Berlusconi continuava a straparlare: "Aprite un giornale e accendete la Tv pensando di chiamarvi Berlusconi, di essere me. Se dopo dieci minuti non vi viene la nausea, mandatemi una lettera dicendomi che ho torto. Mettetevi per qualche minuto nei miei panni". Ecco noi vi proponiamo di scrivergli
*****

"Testo blindato annunciato 'urbi et orbi'. Le dichiarazioni del presidente Berlusconi sulla magistratura, sul Parlamento e sul ruolo delle istituzioni sembrano fatte apposta per alzare la temperatura dello scontro politico, e per questa ragione io ritengo molto più saggio ignorarle del tutto anche perché non c'è materia di politica vera" ma si tratta "di affermazioni che stanno tra il surreale e il paradossale e il grottesco, e tutto questo probabilmente allude al fatto che vogliono mettere il voto di fiducia". Così la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, conversando con i giornalisti a Palazzo Madama, spiegando che "di questa fiducia ormai si favoleggia da molte settimane".

Quindi a proposito della norma contenuta in un emendamento del relatore che modifica la proroga per le intercettazioni da 48 ore a 72 ore, la Finocchiaro ha ribadito: "Fini si dice abbastanza soddisfatto? Io, invece, non mi accontento. Noi non ci accontentiamo. Capisco che un pezzo della maggioranza ha esigenze di mantenimento del proprio ruolo, ma noi facciamo l'opposizione e non ci accontentiamo. Questa legge non va bene, continua a non andar bene. Tra l'altro hanno previsto procedure differenti per le diverse ipotesi. Per cui c'è una procedura che prevede la trasmissione di tutti gli atti, un'altra che prevede la trasmissione soltanto di una parte... Insomma, un pasticcio".

L'ipotesi concreta che il governo arrivi all'ennesimo voto di fiducia per blindare il testo sulle intercettazioni ha ricevuta una dura critica anche da Massimo D'Alema. “Se così fosse - ha sottolineato il presidente del Copasir - "sarebbero espropriate le istituzioni. Se il testo è quello noto fino a ieri vi sono norme non rassicuranti, soprattutto dal punto di vista della sicurezza dei cittadini". In particolare, per D'Alema la modalità di autorizzazione per la prosecuzione delle intercettazioni, "è chiaramente una norma ostruzionistica delle indagini".

Sulle fantasie pericolose lanciate da Berlusconi in merito alla ricostruzione dell'Aquila e al ruolo della Protezione Civile è stata la segreteria del Pd ad esprimere una dura condanna nei confronti delle parole del premier.

“All’Aquila – si legge in una nota - finito lo show resta il dramma. Berlusconi non si metta al riparo delle sue responsabilità facendo del vittimismo sulla Protezione civile e cercando vergognosi diversivi. Lanciamo l’allarme sulla situazione dell’Aquila e delle migliaia di cittadini colpiti dal terremoto. Ora che i riflettori si sono spenti dalle scene più drammatiche dell’emergenza, resta tutto da affrontare il problema della ricostruzione della città, delle sue attività economiche e della vita quotidiana di chi in quelle zone vuole tornare a vivere. Più di 30mila persone sono ancora in autonoma sistemazione o negli alberghi, spesso lontanissimi dalla loro città, le amministrazioni locali, il Comune e la Provincia non hanno più risorse e si trovano a dover affrontare pagamenti senza disponibilità di cassa e senza provvedimenti di legge che sanino la situazione. Al danno su aggiunge una drammatica beffa, con la previsione dal 1° luglio del pagamento delle tasse delle famiglie e delle imprese colpite dal terremoto. Il Partito Democratico si impegna a sostenere, nella discussione della Finanziaria, i diritti e i bisogni dei cittadini e chiede al Governo un minimo di senso di responsabilità e di impegno per la ricostruzione e per il ripristino delle condizioni elementari di vita dei cittadini colpiti dal sisma.


A.Dra

 

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