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D’Alema alla guida del FEPS

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Massimo D'Alema è stato eletto all’unanimità Presidente della Fondazione per gli Studi progressisti europei (FEPS). Bersani: “Nuova prospettiva per il centrosinistra”. Pittella: “La nomina di D’Alema è un segnale di profonda innovazione ed un riconoscimento per tutto il Partito”. Fassino: “D’Alema alla guida Della Feps è un contributo del Pd al rinnovamento del riformismo europeo”


Il 30 Giugno 2010, Massimo D'Alema, Presidente del COPASIR (Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica) è stato eletto primo Presidente della Fondazione per gli Studi europei progressisti (FEPS), con il sostegno unanime dei membri del FEPS, in occasione dell'annuale Assemblea Generale a Bruxelles.

"Siamo molto contenti che il signor D'Alema ispirerà il nostro lavoro nei prossimi anni", ha spiegato Ernst Stetter, Segretario generale del FEPS. "E’ un vero leader europeo per tutti i socialdemocratici e progressisti in Europa. Con la sua esperienza ed energia, conferirà al FEPS a un più alto livello di ricerca politica e nuove idee al fine di promuovere un maggior dibattito intellettuale internazionale ed una nuova elaborazione culturale”.

La FEPS è la Fondazione europea per la politica progressista, nata nel settembre del 2008 da un progetto pilota della Commissione europea e finanziata dal Parlamento europeo. E’ ideologicamente vicina al Partito del socialismo europeo (PSE), ma comunque indipendente da esso.

E’stata concepita come strumento dell’Unione Europea per riassumere le qualità e il lavoro delle fondazioni politiche nazionali, una piattaforma per promuovere un vero e proprio spazio europeo per il dibattito politico. Per questo la FEPS è un crocevia intellettuale tra democrazia sociale e progetto europeo, che mira a colmare il divario tra i cittadini dell'UE e le loro istituzioni.

L’associazione conta fra i suoi membri, 39 fondazioni
politiche (tra le quali anche Italianeuropei) e gruppi di riflessione di tutta Europa (think tank), che fanno capo ai Partiti europei di centrosinistra, a cui si aggiunge la grande famiglia socialista europea, con tutti i suoi Partiti membri (PSE) e i gruppi politici all'interno delle istituzioni europee, (S&D) ed altri. E, come ha spiegato D'Alema: “L'organizzazione lavorerà per creare le condizioni per far nascere una nuova stagione della sinistra in Europa”.

Grande entusiasmo da parte di tutto il Partito democratico, per la prestigiosa investitura di D’Alema a capo della fondazione europea. Il Segretario del Pd, Pier Luigi Bersani ha dichiarato: "Voglio congratularmi a nome del Partito con Massimo D'Alema, è una nomina che ci dà la prova che è possibile, tra Partiti democratici e socialisti, elaborare una prospettiva d'insieme delle forze del centrosinistra europeo. Credo che D'Alema sia nella condizione di intraprendere al meglio l'esigenza di analisi e di progettualità che da tempo hanno di fronte le forze progressiste europee".

L’elezione di D’Alema è stata accolta con profonda soddisfazione nel Gruppo S&D. Il Vicepresidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella ha affermato: “La nascita dell’Alleanza dei democratici e dei socialisti nel Parlamento europeo è un punto di partenza per costruire una grande forza europea socialista e riformista che, partendo dal Pse, sia in grado di allargarsi e di dar vita alla casa comune dei progressisti europei. Per dare la spinta a tutto ciò serve un Partito Democratico forte e determinato, un Partito realmente popolare, ispirato e ispiratore del movimento progressista”.

Il Capodelegazione del Pd al Parlamento europeo, David Sassoli, Enrico Letta, Vice segretario del Pd e Piero Fassino, Responsabile esteri del Pd, hanno sottolineato l’importanza dell’investitura di D’Alema, per il ruolo stesso del Partito democratico nel comparto europeo.

“Era tra le ambizioni del Pd, fin dalla sua nascita – ha detto Sassoli -quella di contribuire all’allargamento del fronte dei progressisti e dei democratici d’Europa, per andare oltre le culture politiche del Novecento e ed affrontare le sfide alle quali sono chiamati i riformisti di tutto il mondo”.

“La nomina di D’Alema alla presidenza del Feps - ha dichiarato Letta - è un risultato di rilievo per tutto il Pd. Una grande opportunità per i democratici e un riconoscimento per il ruolo di uno dei nostri principali e più autorevoli leader”.

“Prima la costituzione del Gruppo dell’Alleanza dei socialisti e dei democratici al Parlamento Europeo – ha aggiunto Fassino – poi la nomina di D’Alema, sono due momenti significativi e coerenti della volontà del PD di concorrere alla costruzione di un nuovo e più ampio campo di forze riformiste in Europa”.
“Sono certo – ha concluso Fassino - che, da Presidente della FEPS, D’Alema, per l’esperienza e per la grande stima di cui gode in Europa, contribuirà a quel percorso di innovazione culturale e politico in cui tutto il Partito Democratico si riconosce”.

A termine dell’assemblea che l’ha eletto, D’Alema ha esposto il suo discorso inaugurale incentrato sul tema principe del dibattito attuale europeo: la crisi economica. "Un tema su cui la FEPS deve lavorare - ha affermato il nuovo Presidente - è il contrasto tra la risposta alla crisi, che in tutto il mondo è stata progressista, e in Europa conservatrice e miope, ma adesso il dominio della destra in Europa comincia ad essere scosso. Lo spazio per la sinistra c'è e ora bisogna prenderselo”.

Anche D’Alema poi, a termine del suo discorso, ha sottolineato come questa nomina rappresenti per se ma soprattutto per il Pd un grande riconoscimento. " Abbiamo costruito in Italia un nuovo Partito, che va oltre la tradizione socialista e della sinistra Dc. Un Partito che ha l'ambizione di rinnovare il campo progressista, non solo in Italia ma anche in Europa. Ma per farlo dobbiamo esserci in Europa, portare il nostro contributo, e questa è una bella opportunità da cui partire”.


Anto P.

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