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Il governo è allo sbando: ad ogni azione corrisponde una smentita

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Il governo è allo sbando: ad ogni azione corrisponde una smentita. Tagli alle casse previdenziali dei professionisti, tagli alle tredicesime e pensioni rimandate alle calende greche vanno di pari passo con le dimissioni di Brancher. Altro chè “ghe pensi mì”, il fallimento è totale
 
Tre pasticci in una settimana in tema di lavoro. Il caso Brancher, dimesso da un ministero che non c'è e che forse non ci sarà mai. Intercettazioni che diventano impellenti sotto l'ombrellone. Il governo Berlusconi è arrivato alla frutta e non ha più la forza per tirare avanti. E in tutto questo il buon Silvio cosa fa? Si dedica all'Italia? No, pensa ad una resa dei conti con Fini mentre il suo avvocato Ghedini cerca nuove scappatoie per immunizzarlo sempre di più.

Il primo equivoco della settimana è connesso alle dichiarazioni del ministro Sacconi circa l'insufficienza dei 40 anni per andare in pensione: tutto scritto in un emendamento nella manovra finanziaria. Coooosa? Ma no, scherziamo, non è vero, ci avete fraintesi. È colpa di un refuso! Subito il ministro è corso ai ripari, tirando una riga di penna sul testo della manovra. Prima smentita.

Poi è stata la volta del taglio approvato sulle “tredicesime” per poliziotti, insegnanti e magistrati. Della serie punire 1000 per educare 10!

Quindi un altro errore/orrore sull'abolizione delle casse previdenziali per professionisti. In questi casi, anzi solo per i poliziotti, i pompieri sono stati i ministri La Russa e Gasparri. Non ci avete capiti....mai e poi mai toglieremo soldi alla Polizia. Sarà stato un altro refuso? Seconda e terza smentita.

Se a queste contraddizioni si aggiungono anche le proposte, ritirate, di abolire le Province e i Prefetti, otteniamo un timballo di castronerie e fallimenti indifendibili. Ma di chi siamo governati?

Che domanda! Ma certo, da Silvio “ghe pensi mi” Berlusconi. Rientrato da un G20 dove ha intrattenuto i capi di Stato a base di barzellette su sfondo sessuale, con un paese in profondo allarme democratico e sociale, ha trovato più giusto pensare a trovare il modo di togliersi di mezzo Gianfranco Fini. A giorni la resa dei conti.

Ma non contento, ha suffragato la decisione di dimettersi del ministro del Nulla, Aldo Brancher. Coerenza ed eleganza sono sempre propri del premier. Il mistero del ministro si infittisce sempre di più: in pochi giorni, Berlusconi lo nomina, non gli concede nessun ruolo e poi accetta le sue dimissioni. Uno straniero, che non conosce bene il famoso “legittimo impedimento” e tutti gli scudi medioevali del premier (firmati Ghedini), si chiederebbe: “perché lo ha fatto? Dov'è il nesso logico o quanto meno, istituzionale?”

Commentando l’ultimo emendamento del relatore Antonio Azzolini alla manovra economica in discussione al Senato che prevede il taglio delle tredicesime per importanti categorie, Cesare Damiano, capogruppo della commissione Lavoro alla Camera ha dichiarato: “non accetteremo mai i tagli alle tredicesime”.

“L’ultimo pasticcio è sul taglio alle tredicesime di poliziotti, insegnanti e magistrati, ma in una sola settimana abbiamo assistito anche all’allarme sulle casse dei professionisti e all’ormai famoso refuso che impediva l’uscita in pensione dopo 40 anni di lavoro indipendentemente dall’età anagrafica. Fermate il relatore di maggioranza, anzi, fermiamo questo governo”.

“Abbiamo letto una valanga di smentite e rassicurazioni – dice Damiano – ma vogliamo vedere l’emendamento ritirato perché non accetteremo alcun taglio. Non bastano le dichiarazioni di Sacconi sulle pensioni, di Gasparri e La Russa sulla sicurezza. Né basta l’emendamento sulle casse dei professionisti che non protegge dalle mani di tremonti psicologi, infermieri, biologi, attuari, chimici, periti industriali e le altre categorie professionali che hanno costituito la propria cassa di previdenza in base alla legge del 1996 e saranno soggetti alla riduzione forzosa delle spese nonché al versamento allo Stato dei relativi risparmi”.

“Non si tratta di notizie ma di un emendamento del relatore depositato e che fino a prova contraria rappresenta la maggioranza” Così il senatore Pd Paolo Giaretta, relatore di minoranza alla manovra, risponde alle affermazioni fatte oggi dal senatore Gasparri che smentisce l’esistenza dell’emendamento sui tagli alle tredicesime.

“Già Gasparri – ha proseguito Giaretta – aveva promesso la rimozione dell’iniqua norma che peggiora la condizione dei veri invalidi, e questa promessa non è stata ancora attuata. Oggi mi auguro che non siamo di nuovo davanti a una promessa scritta sulla sabbia.
La norma è in se inaccettabile e dimostra una approssimazione del governo a impostare una vera riforma della Pubblica Amministrazione basata su principi di efficienza e di merito. Il governo colpisce senza riguardo le fasce più deboli e non richiede un contributo a chi è economicamente più forte. Non si rende più efficiente la Pubblica Amministrazioni con queste misure”, ha concluso Giaretta.


A.Dra
14.40 07/07/2010

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