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L'Italia si riunisce a Torino

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Presentata la terza Festa Democratica nazionale. Si svolgerà a Torino, culla della nazione, alla vigilia dell'anniversario dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Carlo Lucarelli coordinerà i dibattiti serali. Invitati ministri, presidenti delle istituzioni e leader politici, di impresa e dei sindacati. E Berlusconi? Bersani: “Io Berlusconi lo sto invitando in Parlamento. È due anni che non viene. Se lo incontro in Parlamento lo invito anche alla Festa”
 
L'Italia si riunisce a Torino. È il nome della terza Festa Nazionale del Pd che quest'anno si terrà a Torino in Piazza Castello e nei Giardini Reali dal 28 agosto al 12 settembre. Una scelta mirata a ricordare l'anniversario dell'Unità d'Italia:150 anni in 15 giorni. A presentare la festa, Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, Lino Paganelli, responsabile della Festa e Carlo Lucarelli, scrittore e conduttore televisivo, a cui è stato affidato il coordinamento dei dibattiti serali.

“C'è un filo logico che unisce la politica e la cultura che saranno al centro della Festa di Torino” ha esordito Bersani. “Quale unità per questo Paese? Sì, perché il concetto di unità è un problema per il Paese. Divari territoriali, divari sociali con la crescita della forbice tra i salari, divari politici e la disaffezione dalla politica” sono all'ordine del giorno.

Sarà proprio con la Festa Democratica che il Pd si porrà il suo obiettivo di dare un'idea nuova dell'unità della nazione. Da un lato attraverso uno modo più fresco e nuovo di discutere di prospettive e di orizzonti, dall'altro attraverso la proposta politica alternativa.

"La nostra sarà una Festa aperta, perché vogliamo potere aprire un confronto su una fase delicata per il paese, peraltro alla ripresa autunnale. Abbiamo invitato i presidenti di Camera e Senato, molti ministri di questo governo, i segretari e i leader di tutte le forze politiche nazionali. Noi non
celebriamo l'unità nazionale. Noi vogliamo affrontare questo tema in termini di sfida, perché oggi l'unità nazionale è un problema. Per sedici giorni, la Festa sarà il luogo principale della politica italiana” ha continuato Bersani.

E Berlusconi sarà invitato? Lo ha domandato una giornalista durante la conferenza stampa. "Io -
ha risposto sorridendo Bersani - Berlusconi lo sto invitando in Parlamento. È due anni che non viene. Se lo incontro in Parlamento lo invito anche alla Festa. Ma se non viene prima in Parlamento, io non me la sento di invitarlo alla Festa".

La presentazione della Festa Democratica è stata anche l'occasione per rispondere alle domande dei cronisti sull'attualità politica e restituire al mittente l'accusa del premier sull'opposizione che fa solo chiacchiere. Per Bersani “le chiacchiere sono le sue. Sono anni che fa chiacchiere a cominciare dallo slogan 'meno tasse per tutti'. Respingo al mittente questa propaganda di bassissimo profilo".

"Quanto sta accadendo è il segnale che questo governo non ha un orizzonte davanti. Sul tema democratico si assiste alla perdita di coesione delle forze di maggioranza e del governo, che mette l'Italia di fronte al seguente dilemma: ma noi per quanto tempo andremo avanti con un governo che non riesce ad affrontare i problemi?".

Facendo un'estrema scrematura delle necessità più impellenti per il Paese, Bersani ha parlato di riforma elettorale e di riforma fiscale. Una soluzione potrebbe essere un "governo di transizione con un programma limitato: per fare la riforma elettorale e la riforma fiscale. Dopo di che si deve aprire una fase nuova". Nessuno parla o ha mai parlato di larghe intese. "Serve un esecutivo che parta
dalla presa d'atto che bisogna favorire un passaggio. La transizione deve essere l'uscita da un
vecchio film”. Il film di Berlusconi.

Nell'introdurre la conferenza stampa, Lino Paganelli ha parlato della scelta di Torino come sede ideale della terza Festa Democratica nazionale. “Avremo 2000 feste in tutta Italia. Torino è l'unica realtà è previsto un calendario di iniziative per l'Unità d'Italia per tutto il 2011. A Torino, per ricordare le radici di questo Paese, noi saremo nel cuore della città, in luoghi pregiati come Piazza Castello e i giardini reali”.

Oltre all'aspetto classico delle feste (dalla gastronomia alla cultura, dagli spettacoli alla musica), la politica troverà la sua collocazione nei dibattiti delle ore 18 e delle ore 21. Il primo spazio sarà prettamente politico, il secondo “non prevedibile” per usare un espressione di Carlo Lucarelli. “Si parlerà di sapere, scuola, lavoro, di guerra e pace. Di 150 anni di valori evoluti nel bene e nel male attraverso testimonianze, lezioni aperte e punti di riflessione. Ma non in modo prevedibile” ha dichiarato il famoso “giallista”.

A.Dra

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