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Il governo spegne la voce dell’Italia nel mondo

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Fassino: “Il governo ascolti la protesta dei diplomatici”. Gozi: “La Manovra danneggia la politica estera, sosteniamo gli ambasciatori”


"I tagli alle risorse umane e finanziarie della Farnesina, decisi con la manovra economica del governo, sono giunti al punto di debilitare gravemente lo strumento fondamentale della politica estera". Così Cristina Ravaglia, Presidente del Sndmae (il sindacato dei diplomatici), ha spiegato le motivazioni dello sciopero dei rappresentanti della diplomazia di ieri, 26 luglio.

"Non è consueto che i diplomatici scioperino, salvo quando sono in gioco i destini della politica estera e, con essi, quelli del Paese", ha spiegato la Ravaglia intervenendo ad una conferenza stampa dedicata all'importante Conferenza degli ambasciatori, del 27 e 28 luglio alla Farnesina.

Secondo il Presidente dello Sndmae, che ha scelto come slogan: "Se la Farnesina va a fondo, l'Italia va fuori dal mondo", alcune misure della manovra "incidono pesantemente sul funzionamento della nostra amministrazione e sul funzionamento della carriera diplomatica".

"Ogni euro affidato al ministero degli Affari Esteri - ha illustrato la Ravaglia - ha un grande ritorno in termini di Pil, di posti di lavoro e di sicurezza. Nell'epoca della globalizzazione ogni prospettiva di benessere economico, di occupazione, di sicurezza e di sviluppo sociale dipende dai rapporti con l'estero e dalla presenza italiana nel mondo".

"Fiaccare il ministero degli Affari esteri, che tutto questo assicura, vorrà' dire far regredire l'Italia in termini economici e occupazionali, laddove altri Paesi avanzano e riempiono spazi che potremmo riempire invece noi", ha precisato alla stampa.

Per questi motivi, quello di ieri è stato per i sindacati anche uno sciopero di "orgoglio istituzionale" contro chi, con il pretesto di esigui risparmi, vuole disgregare le istituzioni del Paese, dimenticando che un Paese esiste se ha istituzioni sovrane che interpretino, rappresentino e sostengano l'interesse collettivo", ha ribadito la Ravaglia.

Ricordiamo come la rete consolare all'estero, che consta di 325 sedi operative, e la Farnesina, assorbono appena lo 0,26% del bilancio totale dello Stato (lo 0,22% senza la cooperazione allo sviluppo). In termini assoluti il bilancio del Mae ammonta alla cifra di 2.076 milioni di euro (1.749 milioni senza la Cooperazione). ''Una cifra insignificante'' rispetto a quanto ricevono i ministeri degli Affari esteri di Francia (che assorbe dal bilancio nazionale l'1,01%) e Germania (0,93%).

Quindi si può ben affermare che colpire in questo modo la carriera diplomatica incide in maniera ridicola sui conti pubblici ma in modo invece molto pesante su un corpo fatto di tante professionalità che lo Stato rischia di perdere a favore di multinazionali o grandi organizzazioni internazionali.

La conseguenza immediata sarà quella di avere un’Italia sempre più debole in Europa e nel mondo, in un momento in cui con la crisi economica internazionale che persiste, servirebbe l’esatto contrario e cioè un intervento teso a rafforzare l’azione della diplomazia italiana ed a massimizzare l’efficacia del nostro impegno in politica estera.

Per questo, il Partito democratico ha partecipato attivamente allo sciopero e sostiene in pieno la protesta degli Ambasciatori.

“Questa è una protesta fondata e a tutela degli interessi del Paese. Farebbe un grave errore il governo a girare la testa dall’altra parte perché avere un diplomazia efficiente, autorevole e motivata è essenziale per l’Italia e il suo prestigio nel mondo”. Così Piero Fassino, a nome del PD, ha espresso sostegno allo sciopero.

“Anche in politica estera – ha aggiunto Fassino – non si fanno le nozze coi fichi secchi. Tagliare alla cieca ha come solo effetto di compromettere il ruolo e la presenza dell’Italia sulla scena internazionale, con grave pregiudizio per i concreti interessi del nostro Paese”.“Mi auguro – ha concluso Fassino – che Berlusconi e Tremonti tornino sui loro passi e accolgano le richieste di dotare la nostra politica estera delle risorse e degli strumenti necessari”.

Anche Sandro Gozi, Responsabile Politiche europee del Pd, è intervenuto sullo sciopero, ed ha commentato amaramente, le scelte assurde del governo: “Berlusconi e Tremonti vogliono spegnere la voce dell’Italia nel mondo. L’influenza politica dell’Italia all’estero è già drammaticamente calata a causa degli errori commessi da Berlusconi. Ora dobbiamo osservare un ulteriore colpo alla nostra politica estera”.

“A nome del Pd sottoscrivo pertanto quanto affermato dai nostri Ambasciatori, cioè che per trovare una soluzione alla grave crisi economica internazionale servirebbe l’esatto contrario di quanto proposto dalla manovra, ossia un intervento teso a rafforzare l’azione della diplomazia italiana ed a massimizzare l’efficacia del nostro impegno in politica estera. In tal senso, firmerò un emendamento alla manovra che andrà incontro a quanto richiesto dagli Ambasciatori", ha dichiarato al termine della manifestazione.


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