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Il PD per la libertà di rete contro il bavaglio digitale

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"Nessuno tocchi i blog. La maggioranza censura ancora, noi non ci stiamo". Firmano Di Traglia, Orfini, Gentiloni, Vita, Civati, Picierno. Aderisci anche tu e scrivi ai capigruppo dei partiti per cambiare la legge su www.mobilitanti.it
 
“Il mese scorso avevamo denunciato come al Senato la maggioranza, approvando il ddl intercettazioni, rendeva più difficile la vita ai blogger e ai siti internet prevedendo un obbligo di rettifica. Parte della maggioranza aveva
promesso di tornare su quella norma ma ora alla Camera si sono rimangiati tutti gli impegni, lasciando l'art.1, comma 29, che prevede l'obbligo di rettifica per blog e siti internet.
Ma si può rischiare una maxi-multa perché magari si è in vacanza o non si controlla la posta? Ciò significa rendere la vita impossibile a migliaia di siti e di blog, ben diversi dalle testate giornalistiche.
Lo fanno dimenticando che la rete è proprio un'altra cosa. Non c'è stato ascolto rispetto a un'indicazione molto chiara che viene dall'universo della rete: stralciare un comma che equipara impropriamente i siti alla carta
stampata. Ma c'è ancora la possibilità, se si vuole, di abolire questo bavaglio digitale alla ripresa del dibattito nell'aula della Camera.
Il Pd si è già impegnato e chiede a tutti di sostenere la battaglia per la libertà sulla rete, senza censure, mandando un'e-mail ai capigruppo di tutti i partiti alla Camera per chiedere l'abolizione di questa norma”.

È l’appello sottoscritto da alcuni dirigenti del PD, tra cui, Stefano Di Traglia, Matteo Orfini, Paolo Gentiloni, Vincenzo Vita, Giuseppe Civati, Pina Picierno.

Firma l'appello e manda l'email ai capigruppo tramite www.mobilitanti.it

Pina Picierno, parlamentare PD e componente commissione Giustizia della Camera ha ricordato come “il PD ha denunciato fin dall’approvazione del testo al Senato l’insensatezza di questo provvedimento, che rischia di colpire a morte siti di informazione, blog e social network. Per questo continueremo la battaglia, sostenuta da moltissimi utenti del web, che in queste ore stanno aderendo all’appello in rete per la soppressione del comma 29. Porteremo anche in aula l’emendamento che è stato bocciato in commissione Giustizia della Camera, per sopprimere questa norma assurda, che pretende di mettere
sullo stesso piano testate giornalistiche on line di grandi gruppi editoriali e blog amatoriali o social network, colpendo a tradimento la libertà della rete”.

 

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