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Successo degli ultimi spettacoli della Cooperativa Teatro “Le Forche”

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L’attività che svolge il Teatro “Le Forche” di Massafra è ormai nota. E non solo in Puglia. Ogni rappresentazione è un successo. Vogliamo ricordare qualcuno degli ultimi spettacoli.
Dopo le  preselezioni del Musical “Briganti”, affidate per la “Tebaide d’Italia”, alla Cooperativa “Teatro Le Forche” e svoltesi lo scorso 22 luglio 2010 presso il Teatro comunale di Massafra, si è svolta con grande successo la sua anteprima assoluta (il 31 luglio presso l’incantevole masseria Accetta Grande). Presenti anche gli ideatori del musical: Martino De Cesare, Eugenio Bennato e Graziano Galatone. La realizzazione del musical è prevista per il 2011.
Il progetto culturale è stato voluto dall’Unione dei Comuni di Crispiano, Statte e Massafra e finanziato dalla Regione Puglia con fondi Fesr - Piano Operativo Regionale 2007-2013. L’obiettivo è quello di far conoscere uno spaccato della storia d’Italia attraverso una ricerca storico-sociologica del fenomeno del brigantaggio di Puglia, in particolare del territorio jonico.
Lo scorso 28 luglio il Teatro “Le Forche” ha portato in scena, nell’ambito del programma estivo promosso dall’Istituzione “Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia meridionale” del Comune di Ostuni,  “La tragedia del dottor Faust” nello scenario del Parco archeologico e naturale di Santa Maria d’Agnano di Ostuni, ove è tornato dopo il successo dell’anteprima della nuova produzione “La fiaba di Biancaneve”.
Il lavoro, con regia di Carlo Formigoni, è stato presentato in occasione delle celebrazioni del bicentenario della stesura drammaturgica della prima parte del capolavoro di Johann Wolfgang Goethe, “l’Urfaust”.
Sul palco si sono alernati Giancarlo Luce (Faust), Carlo Formigoni (Mefisto), Linda Rowe (Margherita) ed Ermelinda Nasuto (strega).
«Faust è un titano, un superuomo. Dentro di lui si contrastano due forze: quella del Bene e quella del Male. La prima, che opera inconscia in lui, è emanazione del Divino, dell’amore, la seconda gli è vicina e presente, attiva in Mefistofele.
Il patto fra Mefistofele e Faust e le vicende di questi due personaggi sono tenute assieme dal tendere di Faust al superamento dei limiti umani verso il Divino. L’innocente Margherita è la vittima sacrificale di queste tensioni.
Nello spettacolo, diretto da Carlo Formigoni, si riconfermano le straordinarie doti drammatiche di Giancarlo Luce; si offrono all’interprete di Mefisto, ironiche posizioni materialistiche e all’interprete di Margherita tutta la drammaticità di una ragazza madre indotta all’infanticidio».
Il 29 luglio, presso il Teatro comunale di Massafra (Piazza Garibaldi), è stata portata  in scena la performance teatrale “Brecht e Galilei” 1610-2010: Considerazioni sui moti dei corpi celesti…e terrestri, liberamente ispirata agli scritti lasciati da GalileoGalilei e da Bertolt Brecht. Regia e adattamento di Giancarlo Luce.
Si tratta di una narrazione di episodi di lavoro e di vita legati all’inventore della nuova scienza e al drammaturgo tedesco circa i rapporti tra scienza e politica, con Tiziana Tinelli, Francesca Greco, Annalaura Maggi, Ermelinda Nasuto, Raimondo Marigliano e Vincenzo Greco, allievi del laboratorio teatrale tenuto da Giancarlo Luce, nell’ambito della sezione “Art È Politica” (Poesia O Letteratura I Teatro I CinemA) della rassegna “Sognare…forse 2010”, organizzata dalla Cooperativa “Teatro Le Forche”, con il sostegno dell’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Massafra.
Le musiche sono state eseguite in scena da Raimondo Marigliano. La performance ha costituito un omaggio al grande drammaturgo ed intellettuale tedesco Bertolt Brecht che alla figura di Galilei ha dedicato l’ultimo suo dramma teatrale.
“Vita di Galileo” fu scritto negli anni in cui si costruiva la bomba atomica e contiene alcune riflessioni di Brecht sul mondo della scienza e sul ruolo che gli scienziati avrebbero dovuto avere sia nel ‘600 che nel XX secolo. Egli individuò nell’abiura di Galilei la contraddizione umana di doversi da un lato confrontare con la necessità di sopravvivenza e dall’altro con l’aspirazione dell’individuo di sostenere l’evoluzione dell’umanità. Contraddizione che poteva essere risolta solo sviluppando doti politiche e sociali, prima ancora che scientifiche.
Galilei, secondo Brecht, avrebbe dovuto approfittare politicamente della sua momentanea posizione di forza aprendo la porta ad un nuovo sistema di valori capace di portare la scienza come qualcosa al servizio di tutti e non al servizio di pochi.
Pur avendo dato segni evidenti e avendo iniziato un percorso in tal senso, Galilei non ebbe la forza e/o la fortuna di proseguire nell’impresa di portare la scienza al servizio di tutti.
«L’intento del nostro percorso narrativo, avvalendoci degli scritti di Brecht, di Galilei, di parti dell’opera “Vita di Galileo” (ha spiegato Giancarlo Luce) è di puntare il cannocchiale di Galilei sull’uomo, al fine di riflettere sul ruolo della scienza e sul  suo significato politico e sociale.  Il lavoro è frutto di un laboratorio teatrale nel quale ci siamo interrogati sulle correlazioni tra la vicenda storica di Galilei, il messaggio socio politico di Brecht tramite la sua opera e le implicazioni nell’attualità. Recitato da cinque provetti attori, in modo didattico, la performance vuole insegnare a porre dubbi e ad ipotizzare risposte e a non fermarsi mai nella ricerca delle possibili soluzioni, molto spesso politiche». In questi ultimi giorni , nella splendida
cornice della Piazzetta Santissimi Medici di Massafra, il “Teatro Le Forche” ha quindi portato in scena gli spettacoli “Cappuccetto Rosso” (4 agosto) e “Il canto dell’aviatore” (5 agosto) nell’ambito del progetto “MassafraEstate 2010 – Percorsi fra le Arti”.
La regia degli spettacoli è stata di Carlo Formigoni. La storia di “Cappuccetto Rosso” non ha certo bisogno di essere presentata, data l’enorme popolarità di cui gode. Essa mostra la difficile lotta tra il principio di piacere e il principio di realtà.
Attraverso questa storia, il bambino comincia a capire, almeno a livello preconscio, che soltanto le esperienze che ci sopraffanno suscitano in noi corrispondenti sentimenti interiori che non possiamo dominare e che una volta che abbiamo imparato a padroneggiare tali situazioni, non dobbiamo più temere l’incontro con il lupo.
Utilizzando come chiave di lettura l’analisi psicoanalitica che ne fa Bruno Bettelheim, si approfondiscono le paure dei bambini materializzate nel personaggio del lupo e si riconosce l’importanza delle figure genitoriali, individuate nel cacciatore, nella mamma e nella nonna.
Interpreti sono stati sei attori (Angelica Schiavone, Giancarlo Luce, Cilla Palazzo, Espedito Chionna, Giuseppe Ciciriello e Lisa Serio), che si sono avvicendati nei ruoli principali e servendosi di un allestimento sobrio ed essenziale da album dei bambini, lo spettacolo si è arricchito della creatività dell’attore e della partecipazione dello spettatore. Costumi di Mariella Putignano, pitture di scena di Mariella Putignano e Venere Rotelli.
Liberamente ispirato all’opera letteraria “Il Piccolo Principe” di Antoine De Saint-Exupery, “Il canto dell’aviatore” è  stato proposto dal “Teatro Le Forche” per celebrare il 110° anniversario della nascita dello scrittore. Sulla scena, applauditi come sempre, Giancarlo Luce, Lisa Serio, Salvatore Laghezza, Ermelinda Nasuto, Espedito Chionna, Giuseppe Ciciriello, Angelica Schiavone e Carlo Formigoni. Musiche originali di Paolo Capodacqua.
«Nella finzione letteraria di Saint-Exupéry, un pilota cade con l’aereo nel deserto. Un piccolo principe appare e lo distoglie dal suo sforzo di riparare l’aereo, chiedendogli che gli disegni una pecora. L’apparente futilità di un disegno ed il coinvolgimento emotivo creato dal piccolo principe con i suoi racconti distolgono il pilota dalla propria determinazione a sopravvivere.
Lo stupore di un innocente bambino evidenzia la vanità delle ambizioni di molti abitatori del pianeta Terra. A queste il piccolo principe contrappone il valore della creazione di legami affettivi e la capacità di “vedere con il cuore”».
La rappresentazione teatrale ha toccato, inoltre, importanti temi come l’amicizia, la paura, l’abbandono e la morte.

 

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