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L’Archeogruppo “E. Jacovelli” festeggia gli 80 anni dello studioso ed archeologo prof. Roberto Caprara

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Soci ed amici dell’Archeogruppo “Espedito Jacovelli” tutti insieme per festeggiare gli 80 anni dello studioso ed archeologo prof. Roberto Caprara, un personaggio di grande professionalità, molto amato ed apprezzato per la sua disponibilità e visione culturale a 380 gradi. L’appuntamento è per mercoledì, 18 agosto, presso la “Masseria Cicerone”, immersa nella suggestiva contrada Cernera nel punto più alto della zona collinare a nord di Massafra (circa mt. 500 s.l.m.),  limitrofa all’Oasi WWF di Monte Sant’Elia.
Sarà un momento di vera festa e saranno dimenticate, almeno per la serata, le notizie sulla crisi economica mondiale o sull’impervesare teatrino politico italiano e locale.
Ma chi è Roberto Caprara? Ne abbiamo parlato più volte ed è sempre un piacere parlarne.  Ma lasciamo l’avv. Giulio Mastrangelo (ispettore onorario alla Soprintendenza Archeologica) – con lui nella foto - a descriverci questo personaggio che avremo modo, noi ci crediamo, di festeggiarlo in occasione dei suoi compleanni, e non solo, per altri 100 anni ancora. E lui ne è pienamente d’accordo.
Roberto Caprara è nato a Massafra il 20 agosto 1930. Ha frequentato le elementari nella scuola di Piazza Corsica, appena inaugurata, le scuole medie, durante la guerra a Maglie e Gallipoli, il liceo nell’Archita di Taranto, l’Università a Bari, dove si è laureato in linguistica, avendo avuto a maestri Giovanni Nencioni, poi Presidente dell’Accademia della Crusca, e Giovanni Alessio, autore, insieme con Carlo Battisti, del grande “Dizionario Etimologico della Lingua Italiana”. La sua tesi ebbe ad argomento il dialetto massafrese, di cui stabilì il fondo generale latino, con modesti contributi greco-bizantini e germanici. Il vocabolario del nostro dialetto fu pubblicato nell’Annuario dell’Università di Bari del 1955.
Subito dopo la laurea iniziò la sua carriera di insegnante nel Liceo Archita. Ha insegnato anche nel Liceo Tito Livio di Martina Franca e nel Liceo Michelangiolo di Firenze. Dal 1947, insieme a suo fratello Attilio, fu fedele compagno del padre Luigi Abatangelo – che considerò sempre suo maestro – nelle visite alle chiese rupestri della Provincia e, quando apparve chiaro che il padre Luigi era stato colpito da un male che lo avrebbe portato alla morte, abbandonò la linguistica e passò a studiare l’archeologia post-classica nel Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana di Roma e presso l’Istituto di Antichità Bizantine e Ravennati di Ravenna, dell’Università di Bologna.
Dedicatosi professionalmente all’archeologia, soprattutto dopo essersi dimesso dall’insegnamento nel 1983, ha condotto una ventina di campagne di scavo e di ricerca in Puglia, in Toscana e soprattutto in Sardegna, dove ha vissuto per vent’anni.
Legato tenacemente a Massafra e alla Puglia, pur vivendone lontano da quarant’anni, è stato, dagli anni settanta in poi, uno dei riconosciuti innovatori degli studi sui villaggi e le chiese rupestri, la cui cronologia era sin allora appiattita su un indistinto medioevo bizantino. Grazie ai suoi studi oggi sappiamo, ad esempio, che le chiese di San Marco e della Buona Nuova sono anteriori al VII secolo e quella di Santa Marina non più tarda dell’VIII secolo e che, nel Medioevo, nel villaggio di Madonna della Scala non c’era soltanto, come si scriveva normalmente, una economia agricolo-pastorale, ma vi si svolgeva addirittura un’attività siderurgica.
Per questa ragione nella sua vasta bibliografia spiccano monografie su chiese rupestri massafresi, su quelle di Palagianello, di Taranto e Statte, di Castellaneta, di Sardegna, dove, prima del suo arrivo, le chiese rupestri erano completamente ignorate.
Alieno dall’autopromozione per procacciarsi premi ed onorificenze, ha accettato il “Premio Umanesimo della Pietra per la Storia” nel 2008 solo per rispetto agli studiosi che avevano votato il suo nome perché gli fosse assegnato.
E’ profondamente convinto che l’Archeologia oggi non sia più una scienza sussidiaria, quasi un’ancella, della Storia, ma, soprattutto l’Archeologia medioevale, sia scienza storica a pieno titolo (l’archeologo medievista legge e interpreta i documenti esattamente come lo storico), ed ha pubblicato e commentato  testi medioevali umbri. Attualmente, ha in stampa un codice del 1464, il Quaterno del notaio Antonio Caricello, erario di Massafra che allora era città regia, non infeudata, e sede di un allevamento regio di cavalli, che gli ha consentito di disegnare un inedito profilo della vita economica, sociale, religiosa della comunità massafrese nel Quattrocento. 
Nel ringraziare l’avv, Mastrangelo, vogliamo ricordare che di i recente, 
in occasione della Festa Patronale “Madonna della Scala 2010”, Roberto Caprara ha curato l’introduzione della ristampa anastatica a cura di Giulio Mastrangelo, dello studio di Espedito Jacovelli “La Chiesa e il Monastero delle benedettine di Massafra”, tratto da “Studi di storia pugliese in onore di Giuseppe Chiarelli” (Galatina 1976). Quest’opera è stata stampata furoi commercio dal Comitato Festa in collaborazione con l’attivissimo Archeogruppo “E. Jacovelli”, Centro di ricerche e studi storici, artistici, archeologici ed ambientali nato spontaneamente nel 1987 e che ha lo scopo di: ricercare, studiare, divulgare, salvaguardare e valorizzare i beni culturali, naturalistici, storici ed artistici della Città di Massafra e del suo intero territorio; collaborare con i Ministeri della Pubblica Istruzione, dei Beni culturali e ambientali e con i loro organi periferici, in particolare con le Soprintendenze, con l'Ente Regione e con altri Enti, gruppi e associazioni politiche, sindacali e culturali per il migliore conseguimento dei fini indicati sotto la lettera a) che precede; collaborare attivamente con l'Amministrazione Comunale per la gestione del Centro di Raccolta del materiale storico, artistico e archeologico e per la costituzione del Museo Civico; divulgare le proprie attività mediante pubbliche manifestazioni a mezzo della stampa e degli altri mezzi di comunicazione e con pubblicazioni saltuarie e periodiche.
 Attualmente presidente  dell’Archeogruppo è Antonio Caprara (i precedenti presidenti, nel tempo sono stati per circa una ventina d’anni ciascuno, Giulio Mastrangelo e Attilio Caprara). Gli altri componenti del direttivo sono: Maria Renzelo (vice presidente), Umberto Ricci (segretario). Consiglieri: Gabriella Mastrangelo, Angelo Notaristefano, Luigi Salvi, Francesca Scarano. E tutti, insieme ai soci e a tanti amici a festeggiare “il grande Roberto”.

 

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