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L’ASSOCIAZIONE BELLUNESE DI BUENOS AIRES FESTEGGIA I SUOI PRIMI 60 ANNI DI ATTIVITÀ

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Traguardo importante per l’Associazione bellunese di Buenos Aiers che il 1° agosto scorso ha festeggiato i suoi primi 60 anni di attività con una cerimonia e un pranzo ufficiale ospitati nella sede al 4237 di via Lascano cui hanno partecipato, oltre ai soci, autorità e rappresentanti delle comunità italiana ed argentina.
A fare gli onori di casa è stato il Presidente Angelo Francesco Roni che ha riassunto le attività della "Bellunese", ripercorrendo a grandi linee la storia del sodalizio. "In questa casa – ha detto Roni, riferendosi alla sede sociale – si vede il lavoro dei bellunesi che hanno offerto la loro dedizione per concretizzare un sogno: avere in Argentina un secondo focolare".
Roni ha quindi voluto ricordare i membri del primo direttivo dell’associazione, allora presieduta da Jacinto D’Inca. Insieme a lui, hanno mosso i primi passi Arturo Roni Vice-presidente, Luigi Straga Segretario e Francesco Bez Tesoriere. Completavano la lista Leongino Bordin, Luigi De Bona, Luigi Dal Pont, Rodolfo D´Inca, Ernesto Da Rold, Ricardo Ferigo, Angelo Mazzorana, Emanuele Sogne e Rinaldo Zuccoloto
Le prime riunioni, ha ricordato Roni, si facevano nel garage di Francesco Bez e, siccome tutti lavoravano e quindi alcuni arrivavano in ritardo, avevano stabilito una punizione: l’ultimo pagava la grappa per tutti. Altre volte, le famiglie bellunesi si riunivano al Club Villa Pineral di Caseros oppure nel Delta del Tigre, in un posto chiamato "Paglietini". Furono Roni, D´Inca e Bez a decidere di comperare un terreno a Buenos Aires: dopo di che, tutte le domeniche, i soci si sono costruiti da soli il salone oggi chiamato "Belluno" al piano terra della sede ed il campo delle bocce. Tutti loro erano sempre accompagnati dalle loro mogli. Era il 1950 quando si è potuto inaugurare il Club, anche se doveva ancora essere finito il pavimento.
Da allora, ha ricordato ancora Roni, di tempo ne è passato tanto e tante cose sono cambiate: nel 2000 la seconda generazione di bellunesi ha costruito un altro salone, sempre al primo piano, chiamato "Veneto", moderno e confortevole, che può contenere duecento persone.
Dal 1998, la stessa sede ospita anche l´Associazione di Dame Italo-Argentine, gruppo di donne che svolge iniziative di volontariato a favore della donna e della famiglia d´origine italiana in Argentina. Tra le iniziative di questa associazione è stata ricordata la Commissione Nazionale di Donne Professioniste Italo-Argentine creata l’anno scorso.
Roni ha quindi letto ai soci alcuni messaggi di auguri giunti all’associazione per il 60esimo anniversario dal Presidente della Feditalia Luigi Pallaro, dal Presidente della Provincia di Belluno Gianpaolo Bottacin e dall’Assessore ai Flussi Migratori della Regione Veneto Daniele Stival; messaggi anche dalle famiglie bellunesi di New York e Nord Reno Westfalia, dal Coordinatore dell’ABM di Zurigo, Saverio Sanvida, dal Presidente del Comitato delle Associazioni Venete di Santa Catarina Itamar Benedet, e dalle associazioni bellunesi di Santa Catarina e Itajai Camboriú.
Presente alla cerimonia anche la Presidente del Comites di Buenos Aires, Graciela Laino, che ha consegnato al Presidente un orologio di cristallo – dono del Comites. Alla Laino è stato affidato il compito di consegnare le medaglie d’oro ai soci fondatori che hanno compiuto i 60 anni coll´istituzione: Angelo F. Roni, Daniele Lunardelli e Venanzio Dal Pont.
Il presidente Roni, invece, ha consegnato le medaglie d’argento ai soci da 50 anni: Lino Caldart, Aldo Caldart, Leonor Copat, Antonio Montanaro e Luigi Spadetto.
Il pranzo è stato accompagnato dalla musica dell´Orchestra Sans Souci e dalle voci della soprano Rossana Latronico e del tenore J. Contegni che hanno eseguito le più belle arie della lirica classica, ma anche canzoni venete e canzonette del repertorio popolare italiano. Il brindisi finale è stato accompagnato da "La Traviata" di Verdi tante candele illuminavano la torta a cinque piani preparata per festeggiare l’importante anniversario.

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