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Cile, a 18 giorni dal crollo ancora vivi i 33 minatori

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Un miracolo. I 33 minatori sepolti nelle viscere della terra a circa 700 metri di profondità in Cile sono ancora vivi dopo 18 giorni. La speranza di riscattarli in vita è adesso una certezza. I 33 lavoratori della miniera San Jose localizzata nell’estremo nord del Cile sono riusciti a raggiungere un rifugio predisposto per questi casi dove hanno incontrato alimenti e coperte. La buona notizia che ha fatto gioire familiari e compagni di lavoro è arrivata in superficie attraverso la sonda di perforazione che si è aperta la strada fra un immenso cumulo di rocce. All’estremità di questo apparato i minatori hanno legato una borsa di plastica, all’interno un foglietto con scritto in rosso “siamo vivi tutti e 33”.
Sul luogo del sinistro è giunto anche il presidente del Cile  Sebastián Piñera  che letto il messaggio non ha potuto trattenere la commozione ed ha incitato le squadre di soccorso a lavorare alacremente. Le operazioni di recupero non sono mai state interrotte, ma dopo più di due settimane ogni speranza di trovare dei sopravvissuti si era ormai affievolita, tanto che già il 12 agosto scorso il ministro del settore minerario aveva dichiarato che la possibilità di “ritrovare in vita alcuni minatori era bassa”.
Oggi procedono i lavori per rafforzare il condotto che ha consentito di entrare in contatto con i sopravvissuti. Mettere in sicurezza questo canale significa poter somministrare cibo, farmaci e quant’altro fosse necessario perché i 33 possano sopravvivere in attesa di poter rivedere la luce del sole. In un primo momento verranno calati dei tubi di plastica che serviranno ad inviare acqua minerale e glucosio. Non è il solo canale che verrà aperto, ce ne sarà uno dedicato alle comunicazioni attraverso un telefono ed un altro che servirà ad aumentare la ventilazione nel rifugio sotterraneo dove si trovano i lavoratori della miniera. L’opera di rimozione dei materiali rocciosi secondo le prime stime durerà dai due a ai  3 mesi, la speranza è che i “sepolti vivi” possano riabbracciare i propri cari a Natale.

scritto  Michele Dambra   newnotizie.it

 

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