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Bossi e Berlusconi non hanno a disposizione le istituzioni

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Non conoscono la Costituzione



 

Non potevano non affrontare le dichiarazioni di Gianfranco Fini dal palco di Mirabello, Umberto Bossi e Silvio Berlusconi. Ma non hanno trovato di meglio che far sapere di voler chiedere le dimissioni da presidente della Camera di quel che considerano l'ex collega di coalizione al Quirinale. Richiesta non nuova, peraltro, e che non ha alcun fondamento costituzionale, ma i due leader del centrodestra sono stati smentiti da Giorgio Napolitano oggi: nessuna richiesta è arrivata al Colle.
Secco il giudizio di Pier Luigi Bersani, segretario del Partito Democratico, "Bossi e Berlusconi non hanno a disposizione le istituzioni e questo devono metterselo in testa. Quando avremo la Costituzione di Arcore – ha ironizzato il leader democratico - allora potranno chiedere le dimissioni del presidente della Camera". Bersani ha anche fatto sapere di avere ascoltato Fini “sulla legge elettorale, e non mi è dispiaciuto”.



Da Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, arriva un’ulteriore precisazione: “Non è nelle facoltà del presidente del Consiglio chiedere le dimissioni del presidente della Camera, e soprattutto non è nelle prerogative del capo dello Stato. Quindi credo questa annunciata visita al Colle avrà un esito non positivo, se è questo l'oggetto del colloquio".
Per Rosy Bindi, presidente dell’assemblea del Pd, si tratta di “un'ulteriore dimostrazione di incultura costituzionale. Non esiste crisi politica, per altro unilaterale, che possa coinvolgere il capo dello Stato e la terza carica dello stato. Noi – ha sottolineato la vicepresidente della Camera - vogliamo e chiediamo- conclude- le prosecuzione della legislatura per una nuova legge elettorale".

A giudizio di Michele Ventura, vicepresidente vicario dei deputati dem – “non si è mai visto che il presidente del Consiglio e un ministro della Repubblica si presentino dal Capo dello Stato per far liberare il posto da presidente della Camera. Noi pensiamo che la priorità assoluta per questo Paese siano il lavoro e lo sviluppo. Bisogna affrontare l'enorme numero di cassintegrati, la questione dei precari della scuola, la disoccupazione giovanile, ma se si apre una crisi – ha ribadito Ventura - siamo pronti a una coalizione che predisponga una legge elettorale che restituisca ai cittadini la possibilità di scegliere”.
In un’intervista radiofonica, Luciano Violante ha osservato che “il presidente della Camera non può essere sfiduciato né dimesso. Se fosse così, sarebbe ostaggio di una maggioranza e perderebbe del tutto il ruolo di garante tra le varie forze politiche. Si tramuterebbe in un rappresentante della maggioranza. Il Parlamento, invece, rappresenta tutti gli italiani. Nessuna maggioranza – ha sottolineato l’esponente del Pd - può sfiduciare un ramo del parlamento".

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