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Summit ONU sugli Obiettivi del Millennio: Italia penultimo Paese

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Tagli drammatici e ritardi del governo anche nell’ Aiuto Pubblico allo Sviluppo mondiale.
Senatori Pd: "L’assenza di Berlusconi al vertice, dimostra il disinteresse del nostro governo agli obiettivi di pace e benessere mondiale. La nostra diplomazia ne risulta indebolita"

 Si è concluso, oggi, a New York il vertice dell'ONU sui temi dello sviluppo del millennio con un annuncio formidabile: sono stati stanziati circa 40 miliardi di dollari, raccolti attraverso le donazioni di governi e associazioni, per arginare l'impoverimento del mondo. Ne ha dato notizia con grande entusiasmo, il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon. "Sappiamo cosa serve per salvare le vite di donne e bambini - ha dichiarato il Segretario generale del Palazzo di Vetro - e sappiamo come le loro condizioni siano difficili, rispetto agli standard degli obiettivi del Millennio". L'obiettivo che si pone l'ONU è molto arduo: salvare 16 milioni di vite umane entro il 2015.

In rappresentanza dell'Italia però, non ha partecipato come doveroso, il Presidente del Consiglio italiano, impegnato ad incollare i pezzetti rimasti della maggioranza di governo, bensì il ministro degli esteri Franco Frattini. Frattini ha ribadito nel corso del suo intervento che 'resta fermo anche per l'Italia, il traguardo di dimezzare la povertà entro il 2015', ma ha comunque celato il proprio imbarazzo rispetto al fatto che 'l'Italia anche quest'anno non è riuscita a rispettare gli impegni economici assunti con l'ONU, arrivando solo alla quota pari allo 0,20%, rispetto al Pil'.

"Mantenere gli impegni presi, gli italiani lo sanno bene, non è un pregio del premier Berlusconi. Ma purtroppo, lo sanno bene anche le istituzioni internazionali che alla conferenza Onu sugli Obiettivi del Millennio, hanno relegato l'Italia al penultimo posto, nella classifica degli Stati impegnati nei finanziamenti per gli aiuti allo sviluppo. Auguriamoci che la politica degli annunci sia finita, e che in nome della dignità del nostro Paese e per il rispetto degli accordi internazionali vengano finalmente erogate quelle risorse che in gran parte sono rimaste solo sulla carta", hanno dichiarato congiuntamente i senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante.

I senatori del Pd, hanno poi denunciato che durante la Conferenza Onu sul clima di Copenaghen "Berlusconi annunciò, qualificandola come un'offerta generosa, lo stanziamento a sostegno dei Paesi in via di sviluppo di 200 milioni di euro l'anno per tre anni, nell'ambito del pacchetto clima". "Quei soldi - hanno spiegato i democratici - come del resto il fondo 'Aquila Food Security Initiative' (20 miliardi di dollari in tre anni contro la fame), non si sa che fine abbiano fatto".

"Quel che è certo - hanno detto i due senatori - è che l'Italia si era impegnata a destinare lo 0,7% del proprio Prodotto Interno Lordo (PIL) all'Aiuto Pubblico allo Sviluppo entro il 2015, ma siamo così indietro sulla tabella di marcia che si raggiungerà nel 2010 solo circa lo 0,1%. Rispetto alla Legge Finanziaria per l'anno 2008 nella manovra del 2010 c'è stato un taglio drammatico di 402 milioni di euro. La manovra del 2010 non arriva dunque a coprire nemmeno gli impegni economici presi dall'Italia per i fondi multilaterali e le Banche di sviluppo. Vedremo - hanno concluso gli esponenti del Pd - se con la prossima finanziaria il Governo vorrà far fede agli impegni internazionali, e non voglia invece nuovamente essere l'unico tra i grandi paesi donatori che giustifica i tagli alla cooperazione trincerandosi dietro la scusa della crisi economica".

Ferrante poi ha commentato con rammarico proprio l'atteggiamento del governo italiano che si nasconde dietro promesse mancate che non rispetta e non rispetterà mai. "Troppe volte, sulla pelle dei più deboli, la politica degli annunci è stata crudelmente smentita dai fatti e quindi è difficile non condividere la preoccupazione di chi pensa che, con la crisi economica in atto e considerando che i cosiddetti 'Paesi donatori' non hanno mai dato tanto poco quanto fanno adesso, anche questa sarà un'ennesima promessa mancata", ha notato Ferrante. Ed è certamente vero che quasi tutti gli 'obiettivi del millennio', su cui solennemente si impegnarono i grandi del mondo dieci anni fa, nel 2015 non saranno raggiunti e che questo significa sofferenze e ridotte speranze di vita per milioni di uomini e donne in carne ed ossa".

Il ministro Frattini, si è inoltre dimostrato scettico sulla proposta del presidente francese, Nicolas Sarkozy, di una 'mini-tassa' sulle transazioni finanziare a livello globale per combattere la povertà. "Non siamo proprio contrari, ma deve essere - ha sottolineato - un'iniziativa condivisa, non unilaterale che trovi il sostegno quantomeno dei Paesi del G20".

Pierluigi Castagnetti, deputato del Pd, ha sottolineato, proprio su questo tema, l'alternanza di opinioni del nostro governo su una materia così delicata ed ha ribadito la preoccupazione che "la nostra diplomazia si dimostri debole e non adeguata ai compiti imposti ai paesi più avanzati dagli sconvolgimenti economici e finanziari mondiali".

"Una tassa sulle speculazioni finanziarie è un tema sul quale il gruppo dei Democratici ha presentato una proposta di legge da tanto tempo - ha dichiarato Castagnetti - è un dovere morale e l'esitazione di chi ha la responsabilità di introdurla é senza giustificazioni".

"Il ministro Franco Frattini ha ammesso oggi il suo scetticismo sulla possibile applicazione di un prelievo sulle transazioni finanziarie finalizzato a sostenere i cosiddetti obiettivi del millennio. La sua posizione - ha riferito Castagnetti - ci colpisce perché solo nello scorso giugno nel corso di una audizione a Bruxelles aveva espresso il suo completo favore, sostenendo che 'sarebbe un buon segnale' quello di introdurre una tassazione sulle transazioni finanziarie spesso veicolo di speculazioni".

"Parlare di consenso globale per poter poi non rispettare le proprie responsabilità è purtroppo l''expertise di questo governo' secondo Lapo Pistelli, Responsabile relazioni internazionali del Pd. "Non ci stupisce - ha proseguito Pistelli - che il Premier abbia deciso di non presentarsi al summit dell'Onu. L'assenza di Berlusconi all'Assemblea per rilanciare gli Obiettivi del Millennio è sintomatica di un Paese che si disinteressa dei problemi su cui i più grandi capi di Stato si stanno concentrando. Cosa avrebbe mai potuto suggerire per contrastare la povertà? Di sposare un miliardario?".

"Che tassare le rendite finanziarie per aiutare i Paesi poveri abbia bisogno di un consenso globale è sostenere l'ovvio. Che la lotta al cambiamento climatico abbia bisogno di un consenso globale è ancora un'ovvietà. Quello che invece il Partito democratico e la comunità internazionale vorrebbe sentirsi dire dal ministro Frattini è 'che cosa sta facendo il governo per promuovere le iniziative che permetterebbero di raggiungere gli obiettivi già stabiliti, invece di tagliare risorse anche per gli Aiuti Pubblici allo Sviluppo mondiale".

Anto. Pro.

 

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