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“Consolati: fermare le chiusure, attivare i servizi sostitutivi”

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Laura Garavini (PD) presenta un’interrogazione al Ministero degli esteri

“La mutilazione della nostra rete consolare continua, e in modo pesante. Non sono bastate le proteste delle comunità e la richiesta di meno traumatiche soluzioni da parte del CGIE e di numerosi parlamentari di diverso schieramento. Il Governo e il Consiglio di amministrazione del Ministero degli esteri negli ultimi giorni hanno deciso, infatti, di allungare la serie negativa deliberando la chiusura, a partire dal 1° luglio 2011, dei consolati di Liegi, Amburgo, Lilla, Mons e Manchester”. È quanto ha dichiarato l’on. Laura Garavini, deputata democratica eletta nella circoscrizione Europa, annunciando una sua nuova interrogazione al Ministro degli Affari Esteri, dopo le quattro già presentate nel recente passato e l’interpellanza urgente discussa in Aula.

“E questo”, ha continuato la Garavini, “senza che si siano prese in considerazione non solo le reazioni dei cittadini interessati, ma neanche le perplessità delle autorità locali, preoccupate da una diminuzione del livello di rappresentatività di importanti comunità di immigrati presenti sul loro territorio. Senza che l’Amministrazione abbia mai dato un’indicazione realistica e precisa sui risparmi che in tal modo si sarebbero realizzati. Non è tollerabile che il Governo e l’Amministrazione continuino a far finta di non vedere i danni spesso irreversibili che stanno provocando oggi alle nostre comunità, domani agli stessi interessi del Paese minando le possibilità di rafforzare la propria immagine e di internazionalizzare i suoi interessi”.

“Tra quelli colpiti, tutti meritevoli di tutela, il caso di due consolati, quello di Liegi e quello di Amburgo, è emblematico di questa miopia e di questa irresponsabilità”, ha sottolineato la parlamentare. La quale ha aggiunto: “Liegi è uno dei consolati che da mezzo secolo ha servito uno degli insediamenti degli italiani in Europa più importanti e consolidati, già coinvolto in passato da non lievi processi di trasformazione produttiva e sociale. Amburgo è un terminale dello stato italiano che dovrebbe fare da interfaccia con le rappresentante di decine e decine di altri Paesi che considerano la città anseatica uno snodo essenziale a livello mondiale”.

“Non mi stancherò di ripetere in sede parlamentare”, ha concluso, “che riconsiderare i propri errori è un atto di capacità di governo e di lungimiranza, non un atto di debolezza. Intanto, però, con la stessa determinazione ed urgenza con cui si decide di chiudere, si predispongano i servizi sostitutivi a servizio delle nostre comunità che non possono essere trattate come un semplice e insostenibile retaggio del passato”.

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