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La controriforma sul Collegato lavoro

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Dopo due anni di lavori parlamentari, il Collegato lavoro è legge. Un evidente passo indietro per quanto riguarda i diritti dei lavoratori
 
Dopo due anni di gestazione, con il voto favorevole di 310 deputati, 204 contrari e 3 astenuti, la Camera ha dato il via libera al collegato lavoro, ora diventato legge. Il provvedimento contiene le nuove norme su arbitrato e conciliazione è un evidente passo indietro per quanto riguarda i diritti dei lavoratori.

La norma è stata approvata solo in settima lettura. Un iter davvero travagliato a partire dal 31 marzo scorso quando il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano aveva rinviato il provvedimento alle Camere con messaggio motivato in cui aveva sottolineato alcune criticità, a partire dall'arbitrato. Sotto accusa da parte del Capo dello Stato anche l'estrema eterogeneità di un testo, inizialmente di 9 articoli e lievitato a 50 articoli.

Purtroppo l'avviso di Napolitano è rimasto pressoché inascoltato, vista l'ostinazione con cui la maggioranza ha fatto un semplice restyling al testo lasciando praticamente senza risposta tutti i rilievi avanzati dal Capo dello Stato.

Le principali misure vanno dall'arbitrato per le controversie sul lavoro - con l'esclusione dei licenziamenti - a paletti più stretti per l'arbitrato di equità - quando l'arbitro giudica su criteri più ampi legati al caso concreto in deroga a norme di legge; dai risarcimenti per le vittime dell'amianto sui Navigli di Stato con lo stop su responsabilità penali degli ammiragli, all'apprendistato al posto dell'ultimo anno di scuola dell'obbligo. Nel testo anche deleghe al governo, tra cui quelle su lavori usuranti e ammortizzatori sociali.

Per Stefano Fassina responsabile Economia e lavoro del Pd “oggi, con l’approvazione del collegato lavoro, la destra al governo e l’Udc si sono assunte la pesantissima responsabilità dell’arretramento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori italiani. È una brutta giornata per il lavoro, si continua a cercare competitività in materia di diritti invece che di riforme e innovazione.
Le nostre iniziative per contrastare la regressione delle condizioni del lavoro e riformare il diritto del lavoro continueranno con ancora maggior forza”.

Giudizio molto duro anche da parte di Cesare Damiano, capogruppo Pd in Commissione Lavoro: una vera controriforma da parte del governo. “L’approvazione del cosiddetto collegato lavoro, che è stato blindato dalla maggioranza, rappresenta un passo indietro per quanto riguarda i diritti dei
lavoratori. In particolare per ciò che concerne il cosiddetto “arbitrato secondo equità” che, nei fatti, costringerà il lavoratore a non avere a disposizione la libera scelta tra arbitrato e magistratura ordinaria. Inoltre “l’arbitrato secondo equità” consegna al collegio arbitrale la facoltà di derogare da leggi e contratti. Il Pd ha votato in modo compatto contro questo provvedimento. Attendevamo delle riforme, abbiamo avuto solo una controriforma che renderà più deboli i lavoratori”.

A.Dra

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