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Ru 486, ora occorre abolire l'obbligo della ricetta

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PILLOLA DEL GIORNO DOPO E OBIEZIONE DI COSCIENZA. BENE LA TOSCANA. 

 

 Ha fatto bene il Consiglio regionale della Toscana a deliberare per ricordare che chi non fornisce la ricetta per l'acquisto della pillola del giorno dopo compie un'interruzione di pubblico servizio e non un rispetto della propria coscienza. Quest'ultima sarebbe preservata se fosse previsto dalla legge la possibilita' di farlo, ma cosi' non e' e sarebbe assurdo lo fosse perche', a quel punto, si dovrebbe consentire il diniego a vendere preservativi e pillola contraccettiva.
Dopo la presa di posizione della Federazione dell'ordine dei medici contro le limitazioni e le difficolta' che spesso frappongono i medici per la prescrizione, trincerandosi anch'essi dietro ad un'inesistente diritto di obiezione, si spera che l'accesso ai contraccettivi e alla procreazione responsabile faccia un ulteriore passo in avanti.
A questo punto, anche per non vanificare queste determinate prese di posizione, il ministro della Salute dovrebbe decidere che la vendita della pillola del giorno dopo avvenga senza prescrizione medica, cosi' come gia' accade in quasi tutti i Paesi Ue e Usa. Un contraccettivo d'emergenza, che agisce in termini preventivi, cosi' com'e' per la pillola contraccettiva tradizionale e per i sistemi intrauterini tipo spirale, deve necessariamente essere venduto nel modo piu' semplice, altrimenti viene a perdere la sua funzione di emergenza. Il ministro Livia Turco, se vuole puo' intervenire.

 

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