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Governo di nuovo battuto. Non c'è più una maggioranza

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Con i voti delle opposizioni, di FLI e MPA passa un emendamento sulla sanità. Franceschini: "Governo ottuso". Boccia: "Tremonti cambi il testo"
 
Governo battuto in commissione Bilancio alla Camera su una modifica, presentata dall'Mpa e identica ad una dell'Udc, alla ‘Legge di Stabilità’: l'emendamento sopprime una norma sull'utilizzo dei fondi Fas da parte delle regioni per i trasporti pubblici locali e le spese sanitarie ospedaliere. L’emendamento, su cui c'era il parere contrario del governo, è stato approvato con 24 voti (20 delle opposizioni, 3 di Fli e 1 dell’Mpa) contro i 22 della maggioranza.
Secco il giudizio di Dario Franceschini, presidente dei deputati del Pd: “La maggioranza non esiste più e sarebbe bene per il paese se tutti ne prendessero atto. La votazione di oggi in commissione Bilancio e il comportamento di Fli e Mpa sono la conseguenza dell'ottusità del governo nel rifiutare ogni miglioramento al testo della legge di stabilità e parlano più chiaro di qualsiasi cosa”.
Episodio emblematico della scarsa presa dell’esecutivo e dell’inesistenza i una maggioranza degna di tal nome: Pierpaolo Baretta, capogruppo del Pd in commissione Bilancio alla Camera, ha affermato che “il governo è nel pallone, la maggioranza non tiene. La legge di stabilità è da rifare, siano portati subito in parlamento i nuovi provvedimenti che ha annunciato”.
Anche Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche del gruppo Pd alla Camera, è intervenuto sulla questione mettendo in evidenza che “il governo da solo può solo andare a casa. Il Ddl di Stabilità, non ha più la maggioranza. Tremonti tragga le conseguenze e cambi il testo tenendo conto dei contributi dell'opposizione”
"Si spostavano risorse dagli investimenti alla spesa corrente predisponendo un uso improprio dei fondi Fas - ha detto Massimo Vannucci - al di là del contenuto, poi, il voto di oggi è la giusta reazione ad una Legge di Stabilità in cui c'e' scritto poco o niente e si pretende che sia pure intoccabile. Si è così espressa – ha concluso il parlamentare del Pd - l'insofferenza del Parlamento verso l'arroganza del governo".
Per Michele Meta, capogruppo della commissione Trasporti alla Camera, si tratta di “un duro colpo per il governo. L'artifizio contabile di Tremonti di utilizzare i fondi Fas per pagare i costi del trasporto pubblico locale s'è mostrato un misero tentativo per far ricadere tutti i costi sulle regioni. Il governo prenda atto del significato di quel voto e riscriva profondamente la legge di stabilità prima che il settore vada in fibrillazione. Il voto di oggi ha anche un chiaro dato politico - ha concluso Meta - la maggioranza è implosa e il patto di legislatura evocato da Berlusconi solo qualche ora fa è già carta straccia".
“Al terzo voto sugli emendamenti sulla ‘legge di stabilità’ in commissione Bilancio il Governo è stato battuto – questo il commento di Marina Sereni - perché non è in grado neppure di ascoltare le ragioni dei parlamentari della sua stessa maggioranza. Il Paese è stanco e sfiduciato, questo Governo è alla paralisi e produce danni irreparabili. Prima si esce da questa situazione di immobilismo - ha ribadito la parlamentare e vicepresidente dell’Assemblea nazionale del Pd - e meglio è”.

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