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Gli attacchi sono venuti da persone che o mi temono, o mi invidiano

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Intervista al Senatore Renato Guerino Turano PD-Ulivo U.S.A

 

 

 

Senatore Turano, lei si ricandida?

Sì, mi ricandido con il Partito Democratico di Veltroni nella circoscrizione dell’America Settentrionale e centrale che include il Mexico, dall’Alaska a Panama. Mi candido perché ci sono molte cose in corso che ancora non abbiamo potuto portare a termine. Purtroppo, in venti mesi, abbiamo cercato di fare del nostro meglio, di portare avanti alcuni progetti che avevamo promesso ai nostri elettori ed è per questo necessario ritornare per cercare di portarli a termine.

Di quali progetti si parla?

Della cittadinanza, per esempi. Con la nuova finanziaria abbiamo provveduto a stanziare   fondi per la ristrutturazione dei Consolati. Ci saranno 150 nuovi contrattisti che possono essere assunti dai   per migliorare le condizioni di disservizio. Ci saranno 155 nuovi digitatori per il sistema informatico. Per la lingua italiana, poi, siamo riusciti ad avere sei milioni di euro quest’anno e per le Camere di Commercio sette. C’è molto da fare ancora. La cittadinanza, come dicevo, doveva essere legge prima della fine dell’anno ma non è stato possibile, il tutto staziona in Commissione alla Camera. Aspettavamo che fosse votata per poi riceverla al Senato. Queste sono le cose principali, quelle che avevamo promesso. Alcune sono state realizzate come, per esempio nel mio territorio nel New Jersey, l’apertura di un nuovo Consolato che sarà operativo ai principi di luglio. Era un Consolato onorario e diventerà un Consolato Generale perché c’era bisogno di più servizi.   

Lei è stato oggetto di attacchi personali abbastanza forti, violenti politicamente, come mai, e perché?

Gli attacchi sono venuti da persone che o mi temono, o mi invidiano o perchè avrebbero voluto essere loro i candidati. C’è un signore di Los Angeles che si chiama Zuccarello che, senza provocazioni, mi attacca senza motivo. Egli è Presidente del Comites. Non so neanche come sia stato eletto Presidente dal momento che non ha avuto tanti voti nemmeno in casa sua a Los Angeles. Poi c’è il suo emulo, uno che si chiama Gonnella  dell’Arowa in Canada. Premetto di non aver mai avuto nemmeno il piacere di conoscere entrambi questi signori ma sembrano agire all’unisono ripetendo nello stesso tempo le stesse cose con una monotonia veramente disarmante. Tutto è partito dalle pagine di un giornale “l’Italiano” da parte di un certo Ferretti e da altri che seguono a ruota e ripetono. Questa è la storia. Si tratta di attacchi personali che non hanno nulla a che fare con la politica né con il fatto di essere stato qui.

Con quale degli eletti all’estero si è coordinato nel lavoro?

Con Gino Bucchino deputato eletto nella mi stessa circoscrizione. Voglio ricordare che al Senato   abbiamo formato il Comitato per le questioni degli italiani all’estero che lavora nell’interesse di tutti gli italiani  che sono residenti fuori dell’Italia. Il Comitato concentra le forze e punta diritto al cuore dei problemi dell’estero .

Siamo in campagna elettorale, immagino starà incontrando la sua gente, che cosa dice loro?

Uno dei miei crucci, è stato quello di non essere stato presente sul territorio. Per assicurare la mia presenza in Senato dove era necessario il mio voto per la sopravvivenza del governo, ho dovuto rinunciare, ob torto collo, ad essere presente tra gli elettori. Anche volendo, e solo Dio sa se avrei voluto, non mi potevo assentare neanche per un giorno. Questa è una cosa che prometto non si ripeterà se sarò rieletto. Naturalmente spero in una situazione politica nuova e meno risicata di quella precedente. Cercherò di far capire loro le cose che sono state fatte e quelle che ho  in programma. E’ importante che non si ricominci tutto daccapo. 

Dica agli italiani in America perché dovrebbero votare Renato Guerino Turano

Per due cose. Una è perché sono stato eletto per cinque anni ma non ho avuto l’opportunità di governare per cinque anni. Sono un imprenditore e normalmente so che, per costruire, è necessario porre un mattone sull’altro e quindi mi sento come una persona che è andata a cercare di fare un lavoro e prima di averlo ultimato, lo hanno licenziato. 
La seconda cosa è che io ho fatto delle promesse e voglio portarle a termine. Sono una persona giusta per i miei concittadini all’estero perché non ho interessi personali non avendo bisogno di nulla. I miei interessi sono solo per gli elettori nel mio territorio: la cittadinanza, il sostegno e la diffusione della lingua italiana alla quale tengo in particolar modo. Avevo un appuntamento con il ministro della Pubblica Istruzione perché ho delle idee sul come portare degli studenti universitari in Italia. Se noi vogliamo avere una identità italiana per i nostri figli all’estero, è necessario che noi portiamo i nostri ragazzi, in grandi quantità, qui in Italia facendoli rimanere per un anno e poi ritornare. In questo modo si conserva la padronanza della lingua italiana. Le nostre tradizioni, la nostra storia e la nostra cultura, sono e devono rappresentare in America un punto di forza per tutta l’Italia. Perciò mi batterò per conservarle.

 

 

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