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‘Next Left’: sinistra italiana e tedesca a confronto per tornare a vincere in Europa

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Garavini (PD) “Cause, e possibili soluzioni, per uscire dalla crisi del centrosinistra in Europa” 

“In Europa la destra ha il vento in poppa. Il centrosinistra, al contrario, naviga a vista”. È questa la premessa da cui è partita l’on. Laura Garavini al seminario “Next Left”. L’iniziativa lanciata dalle fondazioni Italiani Europei e Friedrich-Ebert-Stiftung ha riunito politici ed accademici italiani e tedeschi al fine d’individuare proposte concrete per un radicale quanto necessario rinnovamento della socialdemocrazia europea.

Il dibattito è stato introdotto da Piero Fassino e da Wolfgang Merkel, che hanno lucidamente analizzato le debolezze alla base della crisi della socialdemocrazia.

“Quali strade intraprendere?” si è chiesta la Garavini. “Bisogna recuperare il contatto con il territorio e rilanciare i nostri valori di base. Promuoviamo giovani e donne nel partito e guardiamo le nuove tecnologie e la comunicazione come un’opportunità e non come un pericolo. Dobbiamo arrivare alle elezioni sicuri di noi. Questo significa che non possiamo lasciarci dettare l’agenda politica dalla maggioranza e che i nostri alleati devono tenere conto della nostra linea politica.”  

“E’ necessario ridare credibilità alla politica rispettando il codice di autoregolamentazione al momento delle candidature e garantendo un approccio etico di responsabilizzazione dei quadri dirigenti” ha proseguito la Garavini, “Su numerose questioni - economia, immigrazione, fisco, ambiente – un approccio nazionale non basta più. Abbiamo bisogno di sviluppare un livello di governo europeo. Per fare questo dobbiamo costruire una politica europea.”

“Ecco perché forse i tempi sono maturi” ha concluso la deputata del Pd “per superare l’Alleanza progressista dei Socialisti e dei Democratici, confluire in un unico grande partito del centro sinistra europeo e darci un programma condiviso di riforme da presentare in modo unitario ai prossimi appuntamenti elettorali in tutti i Paesi europei. In questo modo l’elettore saprà che le proposte fanno parte di un progetto condiviso e di ampio respiro. E dunque il nostro programma avrà un potenziale di successo molto maggiore rispetto a quello offerto dalle politiche di chiusura delle destre neo-nazionaliste.”

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