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La Garavini con la comunità italiana di Lille manifesta contro la chiusura del Consolato

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Garavini (PD): “I servizi non sono una cortesia. Sono un diritto.”

 

“Tagliare sulla rete consolare non solo significa sfavorire la collettività italiana, ma anche compromettere la valorizzazione del Made in Italy all’estero.” È questo il giudizio che l’on. Laura Garavini ha espresso alla manifestazione di protesta contro la chiusura del Consolato di Lille. L´iniziativa è stata indetta dall’Unione Italiani nel Mondo della cittadina francese con il sostegno del Comites e di numerose associazioni locali e si è svolta nei locali del Consolato.

 

“Ho voluto partecipare personalmente anche all´incontro di Lille dopo essere stata al fianco delle centinaia di connazionali che hanno già manifestato a Berna, a Mannheim, a Francoforte, a Liegi e in altre città del mondo per protestare contro le indiscriminate chiusure di consolati italiani” ha detto la Garavini che ha proseguito: “I risparmi auspicati dal Governo con le chiusure delle sedi consolari non sono sufficienti a compensare i costi sociali e politici provocati da queste misure”.

 

“Il Governo dovrebbe riflettere di fronte alle decine di mobilitazioni di importanti esponenti istituzionali locali” ha sottolineato la Garavini. Anche a Lille, come già era successo in altre località, rispetto alla preannunciata chiusura del Consolato italiano personalità francesi hanno preso posizione per difendere i diritti della comunità italiana locale. Lo ha fatto, ad esempio, Martine Aubry, sindaco di Lille, e segretario nazionale del Partito Socialista francese, come pure numerosi parlamentari nazionali e regionali.

 

Al termine del suo intervento la Garavini ha descritto l’emendamento presentato alla finanziaria in discussione alla Camera. “Chiedo il reintegro di sette milioni di Euro per la rete consolare perché chiudere i Consolati significa sfavorire la collettività: i servizi non sono una cortesia o un favore. Sono un diritto.”

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