Privacy Policy politicamentecorretto.com - In Italia la riorganizzazione dei servizi idrici prende le mosse dalla legge n. 36 del 1994

Sezioni

Archivio

Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30

Bollettino

Iscriviti alla newsletter: (Settimanale)


  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this



Data ed ora di accesso alla pagina
-

  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this

In Italia la riorganizzazione dei servizi idrici prende le mosse dalla legge n. 36 del 1994

Dimensione caratteri Decrease font Enlarge font
image

 

Interrogazione a risposta scritta

Al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri dell’Economia e delle Finanze, dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dei Rapporti con le Regioni e al Ministro per la Pubblica Amministrazione e le innovazioni – Per sapere – Premesso che:

- In Italia la riorganizzazione dei servizi idrici prende le mosse dalla legge n. 36 del 1994 che prevede, all’articolo 13, l’elaborazione di un “metodo normalizzato” per la determinazione della tariffa del servizio idrico;

- il “metodo normalizzato” si riferisce alla piena funzionalità del servizio idrico integrato;

- nell’attesa di determinare o applicare il “metodo normalizzato”, la legge n. 172 del 1995 stabilisce che il compito di fissare i criteri per l’adeguamento tariffario spetta al CIPE (Comitato interministeriale Programmazione Economica) mentre gli adeguamenti tariffari sono competenza esclusiva del legislatore statale;

- tale esclusiva competenza è stata ribadita ultimamente dalla Corte Costituzionale con le sentenze n. 29 del 2010 e n. 142 del 2010;

- La Corte dei Conti della Calabria con deliberazione n. 388 del 30/06/10, richiamando le pronunce della Corte Costituzionale, ha ribadito che “ la disciplina della tariffa del servizio idrico integrato è ascrivibile alla tutela dell’ambiente e alla tutela della concorrenza, materie di competenza legislativa esclusiva dello Stato, ed è precluso al legislatore regionale intervenire nel settore , con una disciplina difforme da quella statale;

-  Il Calabria non essendo ancora entrato in vigore il cosiddetto “metodo normalizzato” la determinazione della tariffa idrica spetta la C.I.P.E., mentre gli adeguamenti tariffari sono competenza esclusiva del legislatore statale;

- Il 13 giugno 2003 la Regione Calabria ha stipulato una Convenzione con SoRiCal a cui ha affidato mandato di gestire, per un periodo di 30 anni, il complesso infrastrutturale delle”Opere idropotabili Regionali” ed il connesso servizio di fornitura all’ingrosso ai Comuni e ad alcuni altri Enti;

 

 

- la Regione Calabria ha affidato a SoRiCal anche l’attuazione di un articolato piano di investimenti, finalizzato all’integrazione e completamento e all’efficientamento del complesso delle infrastrutture idriche, per garantirne la gestione unitaria;

- la SoRiCal S.p.A. è una società a capitale misto, pubblico/privato, per la gestione dell’approvvigionamento e la fornitura all’ingrosso dell’acqua ad uso potabile sul territorio delle Regione Calabria il cui capitale sociale è detenuto: dalla Regione Calabria per il 53,5% e da Veoilà – General des Eaux, multinazionale francese, per il 46,5%;

- nell’articolo 8 della Convenzione sottoscritta tra SoRiCal e Regione Calabria per l’affidamento in gestione degli acquedotti Calabresi è stabilito che la tariffa determinata secondo il “metodo normalizzato” si dovrà applicare a partire dal 6° anno di gestione;

- la gestione della SoRiCal ha avuto inizio il 1° novembre 2004, e quindi, in base alla normativa vigente in materia riassunta in precedenza, non poteva essere applicato alcun adeguamento tariffario, con decorrenza anteriore al 26 marzo 2009, delle tariffe fissate nella Convezione;

- la SoRiCal S.p.A. ha disposto invece aumenti a far data dell’anno 2002; addirittura a tutto il 31 dicembre 2008 gli aumenti sono stati superiori al 20% con maggiori importi, richiesti da SoRiCal alle Amministrazioni Comunali Calabresi quantificabili, in circa 30 milioni di euro;

- a seguito di tali illegittimi aumenti i Comuni già in difficoltà per le continue riduzioni dei trasferimenti statali hanno visto peggiorare la propria condizione economico - finanziaria;

- la stragrande maggioranza dei Comuni calabresi sono debitori della SoRiCal per la fornitura dell’acqua idropotabile;

- attualmente la SoRiCal sta ponendo in essere un’azione sistematica di messa in mora dei Comuni morosi richiedendo il pagamento dell’intero importo dovuto in un'unica soluzione entro 15 giorni a datare dalla richiesta, minacciando in caso di inadempienza una limitazione delle  forniture di acqua;

 

 

- alla richiesta da parte dei Comuni di stabilire un piano di rientro con la rateizzazione del  debito la  SoRiCal   risponde che l’approvazione del piano è condizionata alla contestuale sottoscrizione da parte del Comune di una nuova “Convenzione di Utenza”;

- i Sindaci, in difficoltà per la posizione debitoria dei loro Enti (che in molti casi è stata ereditata dalle passate gestioni amministrative) e preoccupati ad assicurare ai propri concittadini un bene di prima necessità come l’acqua, sono costretti ad accettare condizioni quasi capestro tra le quali il pagamento di interessi “ancora da definirsi” oltreché rate mensili in “conto corrispettivi della fornitura corrente”;

- la minaccia grave della riduzione della fornitura dell’acqua è usata dalla SoRiCal come arma di ricatto per costringere le Amministrazioni comunali a sottoscrivere un contratto di utenza contenente condizioni svantaggiose per i Comuni;

- l’attività della SoRiCal di recupero dei debiti dei Comuni , considerando che sono centinaia quelli in posizione debitoria, non appare uniformarsi ad un criterio generale di imparzialità, visto che vi sarebbero Comuni con alti livelli di debito (pare che vi siano Comuni con oltre 10 milioni di euro di debiti) ai quali non sarebbe stato richiesto ancora il pagamento dell’intera somma nel termine di 15 giorni e dietro minaccia della riduzione della fornitura dell’acqua, così come avvenuto invece nei confronti di piccoli Comuni con poche centinaia di migliaia di debito;

- la SoRiCal è una società per azioni a maggioranza di capitale pubblico e che, pertanto, dovrebbe attenersi alla disciplina pubblicistica in materia di incompatibilità per le nomine dei consiglieri di amministrazione e degli altri vertici societari nonché per le assunzioni e gli incarichi dirigenziali;

- risulterebbe far parte del Consiglio di Amministrazione della SoRiCal il Sindaco di Corigliano Calabro, Pasqualina Straface, indagata  per l’ipotesi di reato di cui all’articolo 416 bis del Codice penale , ed i cui due fratelli sono sottoposti a regime  del 41 bis;

- il Comune di Corigliano Calabro sembrerebbe essere debitore della SoRiCal;

 


- non è dato conoscere il costo complessivo della SoRiCal sul bilancio della Regione Calabria:

- se la SoRiCal S.p.A. è tenuta all’applicazione della legge statale sopra richiamata;

- se la determinazione delle tariffe da parte della SoRiCal in violazione delle previsioni legislative suddette sono da ritenersi illegittime;

- se la Regione Calabria una volta accertata la violazione della legge da parte della SoRiCal può revocare alla medesima società la relativa concessione della gestione delle risorse idriche calabresi;

- se i Comuni calabresi, una volta accertata la illegittimità delle tariffe suddette possono vantare diritto al rimborso;

- quante nuove “Convenzioni di Utenza” la SoRiCal S.p.A. ha “sottoscritto” con i Comuni calabresi e se ci sia stato ,  su queste, un controllo della Regione Calabria nella veste di socio di maggioranza;

- se la posizione del Sindaco di Corigliano, indagata per mafia e rappresentante di un Comune in posizione debitoria nei confronti della SoRiCal S.p.A. sia compatibile con la sua qualità di membro consigliere di amministrazione della medesima società;

- il numero dei dipendenti con contratto a termine e a tempo indeterminato, ivi compresi i rapporti di collaborazione e le consulenze professionali e i relativi costi unitari e complessivi;

- i criteri utilizzati per la nomina del direttore generale;

- quanti Comuni in Calabria risultano indebitati con la SoRiCal e si trovano in condizioni di morosità.

On. Angela NAPOLI
Roma 24 novembre 2010

Invia commento comment Commenti (0 inviato)