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Deturpamento affresco Madonna della Scala. La Sovrintendenza risponde all'Archeogruppo

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Deturpamento affresco “Madonna della Scala”. Risponde La Sovrintendenza all'Archeogruppo “Espedito Jacovelli” di Massafra (Taranto) in seguito ad un esposto del 20 novembre 2010 che era stato inviato, unitamente ad un paio di foto per documentare il deturpamento dell’affresco, al dott. Fabrizio Vona, Soprintendente ai Beni Storici Artistici; a Padre Luca Scuttari Rettore del Santuario Madonna della Scala; al dott. Martino Tamburrano Sindaco di Massafra; a Etnoantropologici della Puglia e a Mons. Pietro Maria Fragnelli, Vescovo Diocesano. Ma andiamo con ordine.
Lo scorso 20 novembre Antonio Caprara (Presidente dell’Archeogruppo), avv. Giulio Mastrangelo (Ispettore onorario Soprintendenza Archeologica), prof. Domenico Caragnano (Direttore Museo del Territorio – Palagianello) e Umberto Ricci (Archeogruppo), si sono recati presso il Santuario diocesano Madonna della Scala di Massafra dove hanno scoperto, con dolore, che l’affresco della Odegitria, collocato sull’altare maggiore e venerato dal popolo di Massafra col titolo di Madonna della Scala, era stato orrendamente deturpato nel corso di lavori di “restauro” condotti, a quanto pare, dalla Soprintendenza ai Beni Storici e Artistici. L’affresco – per effetto di detti lavori – non ha più la patina pittorica superficiale da tutti conosciuto. “Non riusciamo a capire (come specificato nell’esposto),  il perchè di questo intervento dissennato per un affresco che stava benissimo e che rappresenta un’icona venerata (immobile per destinazione), oggetto di particolare devozione da parte dei massafresi che nel 1776 ebbero a eleggerla Principale Patrona della Città. E’ un affresco che – come si è detto – non presentava alcun tipo di problema né di umidità, ascendente e/o discendente, né di attacco di parassiti e muffe. Data l’importanza di detto affresco, vorremmo sapere (si continua nell’esposto) quali studi preparatori siano stati eseguiti e quali problemi siano stati rilevati prima di mettere mano all’intervento. Vogliamo sapere, inoltre, quale futuro attende tale opera, se cioè ci sono studi per la sua futura salvaguardia con l’adozione delle nuove tecniche diverse da quelle adoperate nel recente passato. Dire che il restauro è condotto dalla Soprintendenza non rappresenta, purtroppo, una garanzia per nessuno. Anzi, numerosi affreschi di chiese rupestri “restaurati” in Puglia dalla Soprintendenza, dopo qualche anno si presentano più deteriorati di prima. Questo, peraltro, ci ha detto in sintesi il dott. F. Vona, con la proiezione di eloquenti immagini, a conclusione delle Giornate internazionali di studio in Terra Jonica “L’Habitat rupestre nell’Area mediterranea”, domenica 31 ottobre a Palagianello. Tra i tanti esempi di cattivi restauri citiamo: chiesa rupestre di S. Nicola Mottola, chiesa rupestre di S. Leonardo a Massafra, chiesa rupestre di S. Biagio a S. Vito dei Normanni ecc. Tanto premesso, chiediamo alle SS. LL. di fermare la mano degli incauti e inesperti restauratori disponendo la immediata sospensione dei lavori, onde evitare che dopo l’attuale fase, si proceda alla ridipintura integrale dell’affresco. Chiediamo inoltre al Rettore del Santuario di comunicarci le generalità dei restauratori che stanno procedendo ai lavori nonché di darci copia del progetto di restauro, se esiste. Ove, malauguratamente, i lavori dovessero proseguire e tra due – tre anni si dovessero verificare “esplosioni” di parti dell’affresco o altro tipo di deterioramento (come è avvenuto nei siti rupestri citati i cui cantieri erano gestiti dalla Soprintendenza), non si potrà attribuire il fatto a naturale degrado bensì a grave imperizia dei restauratori nei confronti dei quali sin d’ora facciamo riserva di agire per il risarcimento dei danni incommensurabili arrecati al patrimonio artistico e sacro di Massafra. In attesa di cortese e sollecito cenno di riscontro, si porgono distinti saluti”. Questo quanto riportato nell’esposto. Giorno 10 dicembre 2010, via email, il  dott. Fabrizio Vona, Soprintendente per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Puglia, ha inviato all’Archeogruppo “Espedito Javovelli” una relazione della dott.ssa Angela Convenuto, Direttore dei lavori di restauro dei dipinti murali del Santuario Madonna della Scala, che pubblichiamo di seguito.
 MASSAFRA (TA) – Santuario Madonna della Scala. Affresco raffigurante “Madonna con Bambino” / Relazione – L’affresco è ubicato sulla parete di fondo del presbiterio all’interno di una  nicchia con cornice in marmo di epoca settecentesca, posta al di sopra dell’altare maggiore in marmi barocchi. L’attuale ubicazione del dipinto, realizzato per un ambiente rupestre, è esito di un distacco in un unico blocco, insieme al supporto lapideo, realizzato probabilmente nel XVIII secolo. Il pregevole dipinto murale è stato interessato da un intervento di restauro (con finanziamenti 2004 -2006) preceduto da un attento esame ravvicinato dell’opera, che evidenziava gravi problematiche di degrado della superficie pittorica. Si presentavano rigonfiamenti di intonaco, circoscritti alla veste del Bambino,  tipologia di degrado piuttosto grave e preoccupante vista la copiosa stesura su tutta la superficie di consolidante acrilico (paraloid B72), che rendeva l’affresco assolutamente impermeabile e pertanto non traspirante. Inoltre i bordi dell’affresco, fatta eccezione per il lato sinistro, erano stuccati con malte talvolta debordanti sullo stesso. La superficie policroma era interessata da ridipinture, porporina e numerose stuccature, alcune delle quali erano state realizzate con stucco contenente gesso, altre realizzate con malta a base di calce e inerte dalla grana grossa. All’interno delle stuccature vi erano chiodi e in alcuni casi viti a espansione per l’applicazione delle corone votive. Gli esami diagnostici effettuati preliminarmente hanno chiarito le tecniche di esecuzione, i pigmenti usati, i materiali sovrammessi, in particolare, come si è accennato, il consolidante di natura acrilica sulle policromie, in elevatissima concentrazione, e le diffuse stesure di porporina sulle aureole di oro in foglia. L’intervento di restauro è consistito nella rimozione del consolidante acrilico presente e nel consolidamento dei rigonfiamenti dell’intonaco. La rimozione degli strati di paraloid, effettuata a fini essenzialmente conservativi, ha determinato di conseguenza anche la eliminazioni delle integrazioni recenti. L’affresco risultata anche visibilmente sbiancato a causa della riemersione dei sali evidentemente presenti nelle murature. A conclusione dell’intervento conservativo si provvederà ad un nuovo ripristino estetico del manufatto, anche in considerazione del suo particolare valore  devozionale. Dott.ssa Angela Convenuto.
Questo quanto riportato nella sua relazione dalla dott.ssa Angela Convenuto, Direttore dei lavori di restauro dei dipinti murali del Santuario Madonna della Scala. Da evidenziare, quindi, che “a conclusione dell’intervento conservativo si provvederà ad un nuovo ripristino estetico del manufatto, anche in considerazione del suo particolare valore  devozionale”. Si attende, quindi….

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