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SINTESI RELAZIONE SULLO STATO DELL’ABUSIVISMO DELLA REGIONE LAZIO

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Questa è la prima Relazione sullo stato dell’abusivismo nella Regione che viene presentata: i suoi contenuti possiedono una tale ricchezza di dati, di indagini socio-economiche, demografiche e territoriali che consentono di trovare chiavi di lettura e interpretative di indubbio interesse, consentendo di approfondire una serie di ragionamenti e di valutazioni. Partendo dalla consapevolezza che l’abusivismo edilizio non sia solo da affrontare in termini di repressione ex-post dell’illecito, è necessario attrezzarsi con una serie di strumenti innovativi per prevenire questi fenomeni e per impostare una politica di recupero dei nuclei abusivi e delle aree periferiche degradate. Governare la Regione Lazio è un compito articolato e complesso che ha come obiettivo principale migliorare la qualità della vita dei cittadini. Le politiche di trasformazione e di governo del territorio incidono direttamente sul perseguimento di questo obiettivo, il cui raggiungimento è condizionato dalla necessità di considerare, in modo organico una serie di temi strettamente connessi tra loro quali la valorizzazione dell’immenso patrimonio paesaggistico, ambientale, storico e architettonico della nostra Regione, la riqualificazione e rifunzionalizzazione dei tessuti urbani e dei centri storici, al fine anche di ridurre il consumo del suolo, il recupero e il potenziamento delle aree degradate dai fenomeni di illegalità edilizia.


1. Il 67% del territorio regionale è vincolato questo a riprova dell’immenso territorio paesaggistico e ambientale di cui godiamo.

2. Il 30% del territorio è rappresentato dalla provincia di Roma; dove si concentra il 71% dello stock residenziale e il 73% dell’intera popolazione del Lazio.

3. Sono stati rilevati  in zone come quelle delle coste laziali – una delle aree più interessate dal fenomeno ,il 22% degli abusi dal 2004 al 2009 su un totale  di 41mila violazioni rilevate mentre il 30% è stato rilevato nel Comune di Roma pari a 14.330 abusi. In queste due zone si concentrano popolazione, famiglie e nuova produzione edilizia; il Comune di Roma comprende il 30% della nuova produzione edilizia e il 48% della popolazione; i Comuni del litorale comprendono il 25% della nuova produzione edilizia.

Gli abusi rilevati nell'intero territorio regionale nel 2009 sono pari a 6200, nella Capitale si totalizza il 16% del totale delle illegalità nella regione, che nella maggior parte dei casi si esprimono attraverso interventi di nuova costruzione , ampliamenti di fabbricati esistenti, nuovi gazebo, tettoie e pensiline.

la Relazione sullo stato dell’abusivismo della Regione Lazio, evidenzia che i fenomeni della produzione edilizia illegale rappresentano un elemento significativo e in alcune aree del nostro territorio anche preoccupante, nella trasformazione dei territori e delle città.  Sono condivisi alcuni principi fondanti:

• Sostenibilità dello sviluppo.

• Tutela e la valorizzazione dei beni ambientali e paesaggistici, del patrimonio storico e culturale.


• Stretta relazione tra sviluppo urbanistico e coesione sociale.


Nella relazione sono stati analizzati e valutati vari indicatori dello sviluppo socio economico: Livelli di benessere, sviluppo economico produttivo, scolarizzazione.
Altri indicatori rilevanti quali: tasso di disoccupazione, dipendenza strutturale e valore medio degli’immobili. Da questa analisi possiamo trarre indicazione che il fenomeno dell’abusivismo non è più solo legato ad uno stato di necessità ma che riguarda come dimostrano le percentuali aree della nostra regione che hanno forte pressioni demografiche ed elevato valore delle aree fondiarie.

Ci siamo assunti una serie di impegni che cominciano a diventare realtà.
Per quanto riguarda le politiche del territorio, sono in corso di attuazione una serie di iniziative.

• Prima fra tutte la predisposizione di un Testo unico per il governo del territorio, che riordini e semplifichi la materia recependo i nuovi istituti giuridici, quali la perequazione e la compensazione, che consentono di rendere equa l’attribuzione  delle potenzialità edificatorie a fronte del “peso

• urbanistico” che le trasformazioni comportano per la collettività e l’acquisizione di immobili per la realizzazione servizi collettivi.

• Piano Territoriale Generale Regionale, che dovrebbe diventare un riferimento unico per tutte le politiche settoriali: infrastrutturali, del ciclo delle acque e della difesa idrogeologica, del ciclo dei rifiuti, dei rischi naturali e antropici.

• è in corso la riconfigurazione del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale, con l’obiettivo di tutelare, valorizzare e potenziare gli elementi identitari dei territori dei vari Comuni della Regione, superando la “politica del divieto” per creare, viceversa, un sistema normativo sul quale sviluppare gli interventi di recupero dei centri storici e delle periferie.

• Programmi ed interventi per la riqualificazione delle coste laziali, per incentivare un turismo di qualità e infine, per riequilibrare il differenziale che oggettivamente esiste tra Roma e gli altri centri della nostra Regione.

PIANO CASA

L’avvio tangibile di questo impegno programmatico può essere considerato la revisione della legge regionale sul “Piano Casa” che punta decisamente, attraverso snellimenti procedurali ed incrementi delle premialità volumetriche, alla riqualificazione del territorio e dei tessuti edilizi attraverso processi di demolizione degli immobili esistenti con la ricostruzione di edifici di elevata qualità architettonica, statica ed energetica.

• incentivare l’edilizia a canone sostenibile in coerenza con le politiche di riqualificazione e di rinnovo urbanistico per offrire risposte al disagio abitativo.

• Città e territori più vivibili, con elevata qualità ambientale e architettonica, servizi efficienti e moderni rappresentano il valore aggiunto e la risposta ad un fabbisogno abitativo e produttivo


• Costituzione di Commissioni per la qualità urbanistica, le quali, sostituendo le obsolete Commissioni edilizie, siano organi di indirizzo e di supporto per le Amministrazioni nelle scelte strategiche delle grandi trasformazioni urbanistiche.


Gli strumenti che ho sinteticamente rappresentato possono essere anche un volano per far ripartire l’economia della Regione che, al pari di altre sta lentamente uscendo dalla crisi che ha colpito in particolar modo il settore edilizio e il suo indotto.

Le potenzialità della Regione Lazio sono straordinarie: si tratta di stimolare le capacità dei nostri concittadini, delle imprese, delle stesse istituzioni territoriali e
locali per farle esprimere al meglio. Il programma del governo regionale è ambizioso, ma è anche frutto della consapevolezza che le difficoltà possono essere affrontate e risolte! Infatti per decidere, è necessario conoscere. Quindi, per trovare soluzioni adeguate per contrastare l’abusivismo edilizio siamo partiti dalla conoscenza del fenomeno, nei suoi aspetti quantitativi e qualitativi.  

Strategica sarà la definizione organica del Sistema Informativo Territoriale che consentirà di monitorare e controllare il territorio, rendendo sinergici i sistemi già a disposizione delle varie Amministrazioni pubbliche. È in fase di predisposizione da parte delle strutture regionali competenti un Sistema Informativo dell’Abusivismo che nel prossimo anno verrà offerto in dotazione a tutte le Amministrazioni comunali.

È mia ferma convinzione, inoltre, che siano necessarie regole urbanistiche chiare, semplici ed efficaci, che consentano da una parte una maggiore celerità dei procedimenti edilizi e dall’altra l’impossibilità di travisare - o meglio “interpretare”
- le regole per il perseguimento del lucro e dell’interesse personale che genera l’edilizia illegale.

Sono 313 i Comuni con il Piano regolatore approvato di cui 109 dopo il 2001. Ancora oggi sono 28 i Comuni senza strumento urbanistico.

CONCLUSIONI
Il rispetto delle regole è l’elemento fondamentale di una comunità, né da il senso e il valore più significativo a chi vi appartiene; per questo motivo la Regione vuole essere al fianco di tutte le Amministrazioni per accrescere il senso civico e la consapevolezza che la lotta e la prevenzione degli abusi edilizi è una espressione di legalità e di solidarietà nonché di una nuova cultura della convivenza civile che consente di non penalizzare i cittadini che si comportano in modo corretto rispettando le norme e il territorio in cui vivono.


Emiliano Belmonte
Responsabile Ufficio Stampa

Vice-Presidente Regione Lazio
Assessore alle Politiche del Territorio e dell'Urbanistica
 
tel. 06.51688825 - 8908
cell. 3338851111 - 347.7375680
emiliano.stampa@gmail.com
www.lucianociocchetti.com

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