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Università, il governo è sordo al dialogo. Appello del PD: no alla violenza sì alla libertà di manifestare

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Poliziotti e studenti si incontrano al Pd. Finocchiaro, Fiano e Meloni presentano appello. Videomessaggio di Bersani: gli studenti tengano lontani i violenti, i poliziotti facciano ogni sforzo per separare i violenti dalla libera e pacifica protesta
pubblicato il 20 dicembre 2010 , 298 letture
Studenti, poliziotti, politici del PD insieme per arginare chi soffia sul fuoco aizzando gli scontri come Maurizio Gasparri ed il governo. Con un incontro tenutosi questa sera nella sede nazionale del PD a cui sono state invitate diverse rappresentanze studentesche tra cui Udu, Rete degli studenti, Giovani Democratici, Rete 29 aprile ( i ricercatori), Acli, Arci  e 6 sigle sindacali della Polizia di Stato: Coisp, Siulp, Siap, Anfp, Silp e Sap. Tutti attorno a un tavolo per la presentazione del documento, illustrato alla stampa dal responsabile sicurezza del Pd Emanuele Fiano, che parte naturalmente dai gravi incidenti dello scorso 14 dicembre a Roma che, si sottolinea, ''hanno lasciato sul terreno troppi feriti, troppi danni e la necessita' di una doverosa riflessione su cosa stia succedendo alle nuove generazioni del nostro Paese. Il tavolo - come il PD vuole sottolineare - è aperto a tutte le altre rappresentanze di studenti, giovani e forze di polizia che troveranno sempre ascolto e ai quali rivolgiamo un invito permanente al confronto su questi temi fondamentali per il nostro Paese".


''Ribadiamo con forza - ha detto Fiano - il diritto di tutti a manifestare liberamente il proprio dissenso che resta un bene fondamentale ma e' necessario separare, senza incertezze - ha subito detto -, le legittime manifestazioni pacifiche di dissenso da coloro che, invece, alle manifestazioni partecipano in forma organizzata e squadristica, con l'unico scopo di produrre violenza, feriti e danni''. 


"Gli studenti sanno che noi conosciamo il loro disagio, che abbiamo sostenuto e sosteniamo le loro ragioni. Abbiamo criticato e critichiamo un governo che è sordo a ogni dialogo” . Lo ha dichiarato il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani. “Sappiamo anche – ha detto tra l’altro Bersani - che fra gli studenti c’è una volontà pacifica di manifestare le proprie ragioni. Quindi rivolgiamo innanzitutto un appello perché le forze dell’ordine facciano ogni sforzo per separare i violenti dalla libera e pacifica protesta degli studenti. E allo stesso tempo ci rivolgiamo agli studenti perché si tengano lontano dai violenti, perché la
violenza può cancellare e oscurare le loro giuste rivendicazioni”.
Quanto alle dichiarazioni di alcuni rappresentanti del centrodestra “sono irresponsabili” ha detto il segretario del Pd, assicurando tra l’altro che “se toccherà a noi modificheremo le norme sull'università”.

 

 

APPELLO DEL PARTITO DEMOCRATICO

I gravi incidenti dello scorso 14 dicembre a Roma, hanno lasciato sul terreno
troppi feriti, troppi danni e la necessità di una doverosa riflessione su
cosa stia succedendo, alle nuove generazioni del nostro Paese, nel rapporto
tra protesta politica e violenza.
E’ una riflessione necessaria perché l’Italia non può permettersi il rischio
di cadere in una nuova spirale di violenza e di terrore, come è avvenuto in
un passato non troppo lontano, e di cui tutti conoscono i drammatici esiti.
Due sono i beni irrinunciabili in gioco. Da una parte la certezza che nessuna
concessione debba essere fatta, né ora né mai, all’uso della violenza come
forma di contestazione. Dall’altra il diritto costituzionale a manifestare,
in maniera civile, a sostengo delle proprie idee e convinzioni. Siamo in un
momento di grande difficoltà: specie i giovani percepiscono con grande
preoccupazione e rabbia l’incertezza del loro futuro. Noi dobbiamo evitare
che l'incertezza e la rabbia si trasformino in violenza. Ed è questo un
compito della politica, che deve dare risposte.
Lo ribadiamo: il diritto di tutti a manifestare liberamente il proprio
dissenso è un bene fondamentale. Ma è necessario separare, senza incertezze,
le legittime manifestazioni pacifiche di dissenso da coloro che, invece, alle
manifestazioni partecipano in forma organizzata e squadristica, con l’unico
scopo di produrre violenza, feriti e danni.
In questa difficile situazione si inserisce il complesso e delicato lavoro
delle forze dell’ordine, che svolgono un ruolo, centrale, di difesa delle
istituzioni, della sicurezza dei cittadini e della libertà di espressione.
E’ un impegno difficile sul quale la politica e l’opinione pubblica hanno un
diritto-dovere di controllo e, quando occorre, anche di critica, ma nella
consapevolezza che il tema centrale che ci consegnano i fatti di questi
giorni è l’emergere di una violenza di piazza che va respinta subito.
Questo l’appello che rivolgiamo ai giovani, assumendoci per quanto ci
riguarda, nei rispettivi ruoli che ciascuno di noi ha, l’impegno a difendere
i principi di legalità e i diritti alla sicurezza e all’espressione della
propria opinione.

 

Ma.Lau.

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