Privacy Policy politicamentecorretto.com - NewSlot. IL Consiglio di Stato accoglie ricorso di Bplus contro maxi-sanzione da oltre 7 milioni per ritardi nell'attivazione della rete. Avv Barreca : "Sentenza importantissima"

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NewSlot. IL Consiglio di Stato accoglie ricorso di Bplus contro maxi-sanzione da oltre 7 milioni per ritardi nell'attivazione della rete. Avv Barreca : "Sentenza importantissima"

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In Leggi&Diritto

  

(Jamma) Le società concessionarie della rete delle newslot hanno ricevuto un super regalo da Babbo Natale. A ridosso dall'inizio delle vacanze il Consiglio di Stato ha pubblicato la sentenza con la quale ha accolto il ricorso presentata il 25 gennaio scorso dalla società concessionaria di rete BPlus in merito sulle penali contestate da Aamsper mancati adempimenti previsti dalla convenzione di concessione a carico dei concessionari,per l’avviamento e l’attivazione della rete telematica e per il collegamento degli apparecchi di gioco alla rete telematica entro termini prestabiliti.Si tratta di una sanzione per oltre 7 milioni di euro

Sulla vicenda sono stati avviati due procedimenti, il primo di fronte alla Corte dei Conti, che contesta il danno erariale derivante dal ritardo nell'avvio della rete delle newslot. Nell'udienza celebrata a ottobre, la Procura Regionale ha contestato quattro conteggi diversi del danno: partendo dagli originari 90 miliardi conteggiati nel 2007, ha in via subordinata avanzato contestazioni meno onerose (2,7 miliardi, o ancora in via subordinata 800 milioni), basate sui criteri più favorevoli per il calcolo delle penali adottati con gli atti integrativi del 2008.

Di fronte al Consiglio di Stato, invece, BPlus ha impugnato la nota con cui l'Aams in data 22 giugno 2007 AAMS ha provveduto a comminare al concessionario le penali di cui all'articolo 27 della convenzione nel testo precedente alle modifiche successivamente introdotte con l’atto aggiuntivo del 2008.

La determinazione in misura fissa – e per importi assai rilevanti – delle penali è stata infatti seguita da interventi parlamentari e governativi volti a sollecitare una modifica delle previsioni convenzionali nel senso di una rimodulazione delle penali alla stregua dei principi di ragionevolezza e proporzionalità, e sulla base di parametri concreti che tengano conto anche delle modalità di attivazione e funzionamento degli apparecchi, e, successivamente, dalla stipulazione di un Atto aggiuntivo e integrativo della Convenzione. Il provvedimento irrogativo della penale è stato quindi impugnato da Bplus ed annullato con sentenza del CdS del 23.1.2008.

L’Amministrazione ha quindi provveduto ad una nuova comminazione delle penali in base all’atto aggiuntivo del 2008.
Per la prima violazione, per la quale era prevista una penale massima di euro 286.344, è stata concretamente comminata la sanzione di euro 171.806; per la seconda, è stata applicata una penale di euro 0,35 (in luogo di quella massima di 0,50) per ogni apparecchio con nulla osta intestato al concessionario e non collegato (dal 4 novembre 2004 al 31 dicembre 2004, per evitare duplicazioni e sovrapposizioni con la penale prevista per il ritardo successivo al termine del 31 dicembre 2004), per un importo complessivo di euro 567.048; per la terza violazione, per la quale era prevista una penale massima di euro 18.220.465 è stata applicata una penale pari ad euro 6.886.619.

Il Tar del Lazio con una sentenza del novembre 2009 ha respinto il ricorso per l'annullamento del provvedimento di Aams ritenendo, tra l'altro, che gli “elementi di difficoltà quindi, come anche i lamentati malfunzionamenti del sistema AAMS per la ricezione dei dati, lungi dal costituire circostanze implicanti l’impossibilità assoluta della prestazione tempestiva, possono al più avere assunto una incidenza rilevante sull’equilibrio economico contrattuale, legittimando e giustificando soltanto una modulazione del risarcimento richiesto con l’esercizio della clausola penale in misura sensibilmente inferiore al massimo richiesto: il che, come visto, è stato positivamente apprezzato dall’Amministrazione nella concreta determinazione delle penali comminate, specialmente attraverso i riferimenti alla gravità dell’inadempimento (mediante l’utilizzazione di una formula tecnicamente impropria si è in sostanza valutato il concreto atteggiarsi dell’equilibrio contrattuale anche in ragione delle riscontrate difficoltà, onde pervenire ad una quantificazione della penale conforme ai parametri di ragionevolezza e proporzionalità contemplati nella clausola penale stessa).
Quanto poi alla presunta violazione del giudicato, emerge da quanto detto fin’ora che, al contrario, le nuove determinazioni adottate da AAMS si pongono in linea di coerenza con le indicazioni desumibili dal dictum di questo Tribunale nella misura in cui risultano volte a garantire una rispondenza delle penali comminate all’esigenza di salvaguardia dell’equilibrio contrattuale”.

Nel marzo scorso i Giudici del Consiglio di Stato avevano concesso una sospensiva del provvedimento del Tar ritenendo che “le questioni evocate nell’appello necessitano di approfondimento nel merito e che, nelle more di ciò, a fronte di un ingente danno patrimoniale per la parte appellante, non si ravvisa un grave e irreparabile pregiudizio per l’Amministrazione per effetto del differimento della riscossione delle penali all’esito del presente giudizio, tenuto conto anche del tempo impiegato dalla stessa Amministrazione per irrogare le predette penali” e “considerato che le istanze istruttorie di parte appellante, involgenti valutazioni di tipo tecnico e non mere verificazioni, non possono essere delibate nella presente fase cautelare stante la sommarietà della cognizione che la caratterizza, ma potranno essere valutate in sede di fissazione dell’udienza di merito”.
A un mese da quella udienza il caso si è chiusa con esito positivo per la società concessionaria.

“E' verosimile concludere- spiegano i Giudici della Quarta Sezione del Consiglio di Stato- che gli inadempimenti contrattuali imputati ai concessionari , al di là della loro maggiore o minore scusabilità, non abbiano inciso in alcun modo sull'eventuale ritardo nell'avvio del servizio pubblico oggetto di concessione: nel senso che quel ritardo dipese da una molteplicità di fattori in larga misura certamente estranei alla sfera dio controllo dei contraenti privati tale da rendere quanto meno arduo ipotizzare un concorso causale determinante di condotte od omissioni imputabili a questi ultimi ”.


Avvocato Barreca : "Sentenza importantissima"

"La sentenza è importantissima- commenta l'avvocato di Bplus Carmelo Barreca a Jamma " perchè mette definitivamente la parola "fine" alla questione inerente le prime tre penali "tecniche" applicate (e poi riapplicate) da AAMS.
Il Consiglio di Stato è entrato infatti pienamente nel merito della questione, decidendolo in sede di giurisdizione esclusiva, sicchè è stato accertato in via definitiva (essendo noto che le sentenze del CdS sono ricorribili in cassazione solo per motivi inerenti alla giurisdizione) che AAMS non ha il diritto di applicare le penali, posto che non vi è stato alcun danno erariale. La sentenza peraltro evidenzia approfonditamente come fossero fondati tutti i motivi di appello del concessionario, in ordine alla non prevedibilità e non imputabilità dei fatti che erano stati contestati, riconoscendo in particolare l'esistenza di una fase di "start up" che necessariamente assunse i caratteri di sperimentazione, come peraltro più voilte dichiarato dalla stessa AAMS.
La sentenza peraltro, oltre a rappresentare un serio ostacolo all'applicazione da parte di AAMS della cd. IV penale sul gateway, non ravvisandosi davvero alcun danno, neanche in via ipotetica, contiene varie argomentazioni sull'inesistenza di alcun danno erariale, che si auspica possano esser considerate dalla Corte dei Conti, nel parallelo giudizio di responsabilità contabile che coinvolge tutti i concessionari".

 

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